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Comunità Progetto Sud
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La comunità "Fandango" è il risultato di anni di lavoro di alcuni componenti della comunità sul disagio giovanile, il carcere e le tossicodipendenze.
"Fandango" accoglie un gruppetto di persone che hanno avuto problemi di consumo di droga, e svolgono in comunità un programma terapeutico per il superamento della condizione di tossicodipendenza e per costruire il proprio inserimento sociale. La comunità "Fandango" è convenzionata con l’USL di Lamezia Terme per il trattamento in forma residenziale e semiresidenziale.
Nel 1990 si è anche promosso il CREP (Centro di ricerca e di educazione alla pace), che ha l’obiettivo di "costruire la pace" attraverso la lotta alla mafia e l’educazione alla nonviolenza, coinvolgendo insegnanti, educatori e volontari. In definitiva non è altro che un aggiornamento dei pacifisti che da sempre sono all’interno della nostra comunità.

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Nasce "Comunità Lucignolo", un’altra piccola comunità, a Catanzaro, come famiglia aperta all’accoglienza di bambini per esperienze educative di affido temporaneo, di educazione di adolescenti "border line" che non hanno terminato la scuola dell’obbligo.
Sull’onda della legge quadro sull’handicap (n. 104 del febbraio 91) la Comunità Progetto Sud insieme ad altre associazioni di disabili e di genitori e ai sindacati costituisce il "Coordinamento interassociativo e intersindacale", il quale si prefigge l’obiettivo della implementazione della legge quadro sull’handicap in Calabria, specie nei territori degli Enti locali.
In quell’anno la comunità, spinta dal bisogno di un conoscente ammalato di leucemia, lancia la costituzione regionale dell’Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO), trovandosi inaspettatamente coinvolte in brevissimo tempo moltissime persone disponibili.

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La comunità attendeva da tempo la costituzione dell’Associazione "Il Girasole", associazione di genitori dei bambini disabili che frequentano il nostro Centro di Riabilitazione, ai quali man mano se se sono aggiunti altri.
L’associazione è così denominata in consonanza con il libro autobiografico scritto da una disabile della comunità intitolato "Al di là dei girasoli" in cui viene descritta l’importanza per i disabili di prendersi in mano ciascuno la propria vita.
Nel 92 gli handicappati della comunità promuovono il "Comitato per la vita indipendente" calabrese, per favorire ulteriormente il singolo protagonismo dei disabili specialmente di quelli adulti in grave situazione di handicap fisico.
Inoltre la comunità con altri gruppi italiani costituisce il "Collegamento italiano di lotta alla povertà" (CILAP), aderente all’EAPN - European anti-poverty Network, costituitosi, sempre con la comunità, due anni prima a Bruxelles come Organizzazione non Governativa riconosciuta dall’Unione Europea.

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Vi sono altre novità in questo anno. La prima riguarda un servizio di informazione e di "counseling", attraverso una linea verde, rivolto a persone sieropositive al virus HIV e ad ammalati con Aids conclamato. Si dà inizio inoltre ad un primo servizio di volontariato per l’assistenza domiciliare ai malati di Aids.
Parecchi dei "vecchi" comunitari in questo periodo girano tutta Italia per frequentare corsi di formazione per l’aggiornamento, ormai resosi necessario riguardo alla organizzazione dei servizi e del gruppo, e anche per le professionalità.
Un’altra attività è quella di provare a sperimentare l’inserimento lavorativo di handicappati o di altre persone con problemi di produttività. Si cerca così di stilare un elenco di piccole e medie imprese, di negozianti, di artigiani e commercianti e agricoltori, che potrebbero diventare potenziali datori di lavoro delle persone in difficoltà con le quali veniamo in contatto attraverso il fatto di essere una comunità e di gestire servizi sociali e riabilitativi.
Il progetto si rivela difficoltoso e poco praticabile.

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La comunità promuove alcune attività lavorative con soggetti sieropositivi al virus HIV e malate di Aids. Pensiamo che i temi della "riduzione del danno" potrebbero andare oltre l’orizzonte sanitario, così come i temi dell’Aids potrebbero anch’essi andare oltre quello della malattia. Ipotizziamo una connessione tra gli aspetti di relazione umana e sociale con gli aspetti motivazionali-valoriali personali e con gli aspetti di un ruolo lavorativo. La teorizziamo e abbozziamo un progetto sperimentale, che man mano prende piede.
Diamo vita altresì alla conduzione di gruppi di autoaiuto tra genitori di tossicodipendenti, tra disabili, tra malati di AIDS. Nasce anche "Spazio Genitori" che prevede incontri tra genitori in genere, per riappropriarsi al meglio delle relazioni familiari, tra di loro e con i figli.
Parte la convenzione di assistenza domiciliare nell’USL di Lamezia Terme per malati di AIDS: allarghiamo le collaborazioni sul versante operativo e istituzionale: dall’Azienda sanitaria all’Assessorato regionale alla Sanità che ne è direttamente interessato, poiché è l’unica esperienza regionale.
Nell’autunno ci facciamo aiutare a svolgere una lettura organizzativa della comunità. Occore dire che ci voleva proprio, data la molteplicità delle attività in cantiere, non più tutte riconducibili solo ai componenti interni della comunità stessa.
Alcuni componenti della comunità propongono di costituire una cooperativa col compito di appoggiare le iniziative internazionali di commercio "equo e solidale" e quelle per la gestione del "risparmio alternativo" su delega della Cooperazione Terzo Mondo - Mutua Auto Gestione (CTM-MAG). Viene così costituita la cooperativa "Quetzal", la quale apre un negozio di prodotti alimentari e artigianali importati dal terzo e quarto mondo, ed inoltre gestisce il denaro dei risparmiatori in qualità di collettori autorizzati.

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Contraiamo il primo debito altissimo (altre volte i prestiti erano molto più bassi) con una banca per un prestito finalizzato alla costruzione del nuovo Centro di Riabilitazione. Decidiamo di dotarlo di una struttura per convegni e incontri vari, rilevatasi utilissima per il nostro gruppo e per molti altri della Regione: nasce così la "Sala Sintonia".

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Per la prima volta la comunità si trova a gestire "in grande" dei corsi di formazione professionale. Sono rivolti alle cosiddette "fasce deboli" e ad operatori sociali. Tocchiamo da un punto di vista, diverso dal nostro solito, le connessioni esistenti tra formazione e lavoro, tra educazione e formazione all’autonomia à, ecc.
Da uno di questi corsi ne esce la costruzione del "Parco Giochi Lilliput". Il parco attualmente viene utilizzato per l’animazione dei minori in un quartiere ad alto tasso di emarginazione sociale nella periferia di Lamezia Terme.
Nella struttura in uso a Settingiano diamo vita a una doppia opportunità: da una parte sui terreni svolgiamo attività di lavoro di agricoltura biologica di olio, frutta e verdura, piante officinali (per autoconsumo); e dall’altra mettiamo a disposizione le due abitazioni per l’accoglienza di persone malate di Aids, le quali vogliano trascorrere un periodo di riposo, di riflessione o altro.
Insieme alle suore di "Maria Bambina" e all’Associazione "La Strada" promuoviamo e impiantiamo un servizio rivolto a gestanti in difficoltà e a bambini e neonati in stato di abbandono. L’associazione "Mago Merlino" inizia così le sue attività socio assistenziali ed educative. Trova alcune collaborazioni in famiglie del territorio e una convenzione "al minimo" con il Comune di Lamezia Terme.
Sul versante "handicap" si forma un collegamento nuovo, che azzera tutti i pecedenti nati in regione: la FISH Calabria è una federazione di gruppi "di" disabili, genitori e volontariato che intende muoversi a scala nazionale federando le organizzaizoni regionali. Quella della Calabria è stata la prima a costituirsi.
A Lamezia invece si lavora per dare avvio alla Consulta comunale per l’handicap.

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Diamo inizio al servizio informativo per l’handicap: prima a livello di volontariato e in seguito con sovvenzioni della USL di Lamezia Terme.
In questo anno sotto l’influenza del dibattito nazionale ci confrontiamo con i temi dell’Impresa sociale. Cerchiamo di comprenderci "anche" sotto questa veste. Due nuove attività ci fanno rispecchiare di più in questa etichetta: il progetto "Symbios" e "La Scuola del Sociale".
"Symbios" è un progetto di inserimento lavorativo di persone appartenenti alle cosiddette "fasce deboli" presso ditte del territorio (è venuto buono il vecchio elenco fatto per i disabili) di Lamezia e dintorni. Il progetto viene finanziato dalla Regione Calabria. Alla comunità spetta un compito di mediazione tra la persona e il datore di lavoro, e la costruzione dei percorsi individuali formativi.

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"La Scuola del Sociale" invece è una struttura organizzativa interna finalizzata alla formazione di giovani, di operatori sociali e sanitari, di leader di gruppi ecc., per attrezzarsi ad operare nei servizi di prevenzione e di educazione e negli enti riabilitativi, con un’attenzione anche all’inserimento nel mondo del lavoro dei cittadini-utenti. In definitiva è una offerta di saperi orientata a superare una visione solo "clinica" del disagio sociale o degli handicap o delle malattie varie, per dotarsi di saperi professionali che sappiano indirizzare alla motivazione e all’inserimento nel mondo del lavoro.
Queste nuove iniziative hanno comportato di gran lunga sulle precedenti attività l’inclusione di nuovi componenti nella organizzazione della comunità.

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L’inizio dell’anno ha visto la comunità impegnata nei collegamenti con i gruppi regionali per costruire, insieme a molte altre realtà, il Forum del terzo settore.
Ma l’impegno maggiore viene profuso nella partecipazione ai "Patti territoriali per l’economia" nel comprensorio di Lamezia Terme. Questo ha comportato che accanto alla organizzazione dei servizi sociali, sanitari ed educativi la comunità si attrezzasse per reggere il confronto sul campo economico e occupazionale. La comunità si propone come soggetto economico all’interno dei "Patti Territoriali" di Lamezia Terme e per questo sta formando gruppi di persone a parteciparvi da protagonisti.
La formazione alla imprenditorialità di alcuni giovani e la costituzione della Cooperativa sociale "Ciarapanì" sono il frutto di questo impegno.
Inoltre la comunità ha promosso, in tandem con l’Amministrazione comunale di Lamezia Terme e con una decina di organizzazioni locali, il "Patto territoriale del sociale". Esso è finalizzato alla costruzione del sistema dei servizi sociali nel comune di Lamezia Terme, con la metodologia della concertazione paritaria tra i diversi soggetti politici e sociali.
È un periodo nel quale siamo sbilanciati in collaborazioni e intrecci ampi e coinvolgenti, nella progettazione di iniziative sociali ed economiche sul territorio ... e oltre.

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