Verso un "codice etico"
I processi organizzativi, l’elaborazione delle riflessioni sulle attività, la copiosa pubblicazione di materiali prodotti evidenziano nella Comunità Progetto Sud la presenza di alcuni elementi determinanti, di punti costanti e regole di comportamento, che rinviano ad una più puntuale definizione di un "codice etico" dell’ente e dei servizi che gestisce.
Esso si raggruppa attorno a tre concetti basilari: la persona, il patto associativo, la promozione e la gestione degli interventi.
La persona
La persona accolta e presa in carico
- va tutelata nei suoi diritti fondamentali
- va presa in carico nella sua globalità di esigenze, anche oltre la prestazione prestabilita dalla convenzione col committente
- va riconosciuta nella sua originalità, nelle sue differenze e handicap, nelle sue risorse, nel suo contesto familiare e relazionale
- va aiutata o facilitata a sviluppare autonomia ed empowerment, e ad acquisire strumenti per autodeterminarsi
- va salvaguardata nella libertà di scelta di permanere nel servizio o di cambiare
La persona che opera nei servizi e nelle maglie organizzative dell’ente
- attua approcci operativi con una logica di rapporto paritario
- accresce e aggiorna la sua professionalità
- potenzia e sviluppa abilità nel lavorare in gruppo e in rete
- sviluppa al meglio le sue capacità di relazione umana e professionale
Il patto associativo
soci ordinari, lavoratori o volontari
- formano la base sociale democratica dell’ente
- suddividono le responsabilità tra tutti i componenti la base sociale dell’organizzazione
- devono elaborare e conoscere la sostanza delle decisioni che vengono prese nell’ente
- attuano metodologie e rispettano processi decisionali coinvolgenti
- elaborano una linea politica condivisa
- hanno accessibilità alla situazione economica, contabile e finanziaria
- possono istituire una cassa comune per finalità mutualistiche e solidali da essi stessi stabilite
- investono per lo sviluppo dei servizi sociali e per iniziative di economia sociale
- applicano i contratti sindacali verso i lavoratori soci e non soci
- rispettano i titoli e le professioni richiesti per i servizi offerti
- selezionano gli sponsor, escludendo mafiosità e pietismo
- scelgono i fornitori dell’ente favorendo un mercato del Sud, escludendo i mafiosi e le ditte che notoriamente sfruttano i lavoratori, i bambini, ecc.
Promozione e gestione degli interventi
La filosofia degli interventi tiene presente in particolare
- la globalità dell’intervento, e la produzione di risposte di qualità
- l’obiettivo della costruzione delle autonomie delle persone e il riconoscimento delle reti familiari e di identità
- la valorizzazione della comunità competente e il radicamento nel contesto locale
- la cura di rapporti di pari dignità, e non di ruoli e poteri asimmetrici, come quelli di "assistente-assistito"
- il rispetto degli stili e delle scelte di vita del cittadino-utente-cliente
- un approccio amicale, positivo e costruttivo verso le persone e le situazioni
- di costruire condizioni di normalità (es.: no a sigle e logo sugli automezzi per evitare particolarità, diversità, stigma) e non di eccezionalità
- il rifiuto esplicito di attuare un controllo sociale nei confronti delle fasce deboli
- il rifiuto di partecipare a gare di appalto col solo ribasso economico e senza indicatori di punteggi di qualità.
Le modalità dell’intervento si esplicano attraverso
- la esplicitazione delle modalità di accesso ai servizi
- il consenso informato e la partecipazione del cittadino utente ai programmi che lo riguardano
- la preferenza della applicazione di metodologie responsabilizzanti e "non direttive"
- la scelta di operare con strutture piccole e medie, e con numeri bassi di persone
- il lavoro di rete "sul caso", dei servizi, tra enti e istituzioni
- la possibilità di applicare orari flessibili
- una ottimizzazione della circolazione delle informazioni
la creazione di modalità di ascolto, di luoghi di confronto, di possibilità di reclamo dei cittadini fruitori dei servizi.
Lo stile di "management" è orientato a
- privilegiare il lavoro di gruppo, di équipe
- dare incarichi legati a competenze, motivazioni, assunzione di responsabilità e di rischi
- offrire opportunità per la crescita professionale di ciascuna persona che opera, socia o non socia dell’ente
- ottimizzare la circolazione e la qualità delle informazioni
- suscitare partecipazione esigente di responsabilità del proprio operato e del livello di incarico
- rispettare le autonomie decisionali stabilite per i diversi livelli
- promuovere e permettere la frequenza a corsi di formazione per soci e per operatori assunti, con pari opportunità
- gli sforzi di costruire migliori autonomie dei gruppi di base territoriali
- le collaborazioni per potenziare gli aspetti di qualità dei servizi e delle convenzioni tra gi enti
- la sperimentazione di patti di partnership, con istituzioni, organizzazioni sociali ed economiche, agenzie, ecc.
- l’ideazione e la proposizione di iniziative e percorsi di democrazia sociale