|
|
Abstract
delle pubblicazioni
di
Giacomo Panizza
PANIZZA G., Beni che
insegnano, simboli oltre la confisca, in
Italia Caritas, 2012, n. 2, pp. 16-18
Gli immobili sottratti alle mafie
sono beni economici, utilizzabili per fini sociali. Ma vanno valorizzati
soprattutto come beni relazionali, che mettono in rapporto società e
istituzioni. E come messaggi di riscatto e partecipazione democratica. Lo
“spirito” della legge 109/1996 intende i beni confiscati a dimensione altamente
“relazionale”: non solo beni da far fruttare, o gestire come servizi alla
persona. In questo, la cultura legislativa si è dimostrata più illuminata della
cultura sociale corrente.

|
ANTISERI D., PANIZZA G., Il
dono e lo scambio, Rubbettino, Soveria
Mannelli 2012, pp. 92
È possibile fondare una società
solo su relazioni di fraternità potendo fare a meno dell’economia e delle
relazioni di scambio economico che contraddistinguono fin dall’antichità le
società umane? E, viceversa, è possibile immaginare un mondo regolato
esclusivamente dalla legge del mercato, dall’interesse dei singoli e dalle
relazioni di scambio economico? A partire da queste domande nasce un dialogo
tra il filosofo cattolico Dario Antiseri e il sacerdote Giacomo Panizza
sull’importanza del dono e dello scambio, ma anche sulla ragione critica,
l’etica, la proprietà, la solidarietà, la pace, la povertà e il benessere.
Attraverso brevi capitoli, argomentazioni e domande reciproche gli autori
delineano un quadro composito, a tratti in rapporto dialettico e a tratti
ricomponendo in una visione complementare i rispettivi punti di vista.
PANIZZA G:, In Calabria: le
ambiguità del sociale, Incontro con Nicola
Ruganti e Lorenzo Maffucci, Gli Asini, febbraio-marzo 2012, n. 8, pp. 47-52
L’intervista si sofferma sui temi
del lavoro sociale, della politica, dell’economia, dell’occupazione e della
cultura in Calabria, in un territorio in cui la legalità e l’illegalità li
raffronta, condiziona o promuove. Ne esce una società civile chiamata ad
affrontare sfide annose, in particolar modo quella della coesione sociale per i
diritti di cittadinanza.

|
PANIZZA G. con Fofi G., Qui ho conosciuto purgatorio inferno e paradiso, prefazione di Roberto Saviano, Feltrinelli Milano 2011
• Del Sud mi
piace chi se ne sta a mani nude, disarmate; chi non si lascia tentare ad
opporsi ai violenti coi loro stessi metodi.
• Mi piace
tenermi negli occhi la luce, il cielo, il mare con le Eolie dentro e la
riga del sole rosso che ci tramonta dietro.
• Mi piace
ascoltare la gente del Sud parlare le sue parole.
• Dal Sud ho
imparato che non tutto è urgente, non tutto deve essere perfetto o in
orario, non tutto è essenziale: e mi è piaciuto.
• Al Sud mi
piace chi fa il padrino senza fare il padrone, chi fa doni per amicizia e
non per legarti al suo clan.
• Mi
piacciono le madri che non dimenticano i figli, qualunque cosa abbiano
combinato; madri che supplicano i boss di ’ndrangheta di svelare dove
hanno buttato o seppellito i loro figli, spariti di lupara bianca, per
portarci un fiore.
• Del Sud mi
piacciono le donne, attente e appassionate, con cuori grandi.
• Mi piace
vedere i giovani “sbattersi” coi partiti politici, con l’utopia di
rinnovare i partiti e la politica.
• Mi
piacciono quelli che in tribunale si ricordano le facce e le parole di chi
ha chiesto loro il pizzo, indicandoli davanti a tutti.
• Mi è
piaciuta l’idea di emigrare a rovescio, di andare a conoscere limbo e
inferno, purgatorio e paradiso, la mia vita con altri altrove.
PANIZZA
G. (a cura di Panizza G., Ferraro G., Taiani G., Iniziative pastorali e
“opere segno”,
Lamezia Terme, 2011, pp. 112
Il
vademecum descrive le attività e le iniziative di assistenza e di promozione
umana e sociale promosse dalla Caritas diocesana di Lamezia Terme, con un
resoconto statistico riguardante il Centro di ascolto e l’Agenzia di mediazione
culturale. Riporta anche le schede sintetiche delle numerose associazioni
ecclesiali o di ispirazione cristiana presenti nel territorio diocesano, censite
attraverso il programma SINOSSI (acronimo per Sistema di Indagini sulle Opere
ecclesiali Sanitarie e Sociali in Italia).
PANIZZA
G:, Dove tu non vuoi. Commento laico al Vangelo di Giovanni 21, 18, in Oggi Domani
Anziani. Prevenire la non autosufficienza si può?, Trimestrale della
Federazione nazionale pensionati – CISL, n. 3 2011, pp. 107-121
Quando
per la prima volta ho colto il significato di non autosufficienza ero già
adulto. Ci ho dovuto riflettere perché Enrichetta mi aveva sparato in faccia la
frase secca: «Tu cammini!» Parlava con difficoltà, la spasticità le consentiva
di pensare veloce ma la obbligava a modulare piano e a monosillabi le parole da
dire, eppure, quel giorno che le avevo fatto visita, il dialogo sulle cose
della vita è terminato con questa frase emessa d’un fiato, e per me
illuminante. L’ho salutata facendo finta di nulla, ma lei aveva capito di
avermi smosso dentro, di avermi iniettato un concetto fino ad allora da me mai
appieno percepito. Pur avendo incontrato decine e decine di persone non
autosufficienti perché ammalate anziane o con disabilità, non avevo mai colto
così chiaro come in quell’attimo il fatto che “io cammino” e non ci penso, e il
suo rovescio, che qualcuno non cammina e si arrovella e ci soffre. (dal testo,
pag. 118)

|
PANIZZA
G., I primi saranno soli, in Pozzi P. (a cura di), Dov'è Dio. Il Vangelo
quotidiano secondo quattro preti di strada, Einaudi, Torino 2011, pp. 55-85
Don
Andrea, don Gino, don Giacomo e don Dario credono che il Vangelo si ripeta ogni
giorno nella nostra vita. Basta prestare attenzione. L'incontro con quattro
preti che hanno riconosciuto la figura di Gesú tra i matti, gli handicappati, i
poveri, i tossici, i carcerati. E che, per questo, si sforzano da sempre di
seguire le indicazioni cristiane - semplici, ma non facili - anche scontrandosi
contro la Chiesa ufficiale. Attraverso le loro storie - spesso ai limiti della
povertà, della violenza e del dolore - sapremo dove hanno cercato Dio e se, e
come, l'hanno trovato. I luoghi in cui si rintracciano, oggi, le parabole del
Nuovo Testamento e qual è la strada da percorrere per ritrovare il senso di
un'esistenza autentica e piena.

|
PANIZZA G., La ’ndrangheta come luogo di educazione totale, in Gli Asini, settembre-ottobre 2010, n. 2, pp. 55-60
In taluni territori, dentro la mentalità comune confluiscono più forme di mafiosità: quella dei boss e quella delle donne di mafia, quella dei giovani in carriera nelle cosche e quella degli altri giovani,ma anche quella che si respira nella relazioni, nelle parole e nei silenzi delle città. Tutto ciò non accade per caso. Si esprime attraverso regole “educative” piegate al raggiungimento degli scopi criminali dei clan, non certo della crescita umana dei suoi giovani componenti, per i quali è stabilito che sia secondario persino il sentimento di amicizia.
PANIZZA G., I rischi e le sfide. Politiche sociali per il terzo settore, in Appunti sulle politiche sociali, settembre-ottobre 2010, n. 5, pp. 7-11
Una scossa forte al terzo settore si prefigura quella diretta a minare i nostri valori quando, col pretesto della crisi, ci chiederanno di operare beneficenza e non promozione dell’autonomia delle persone; così come quando tenteranno di imporci di snaturare le nostre professioni sociali per farcele declinare in custodia, controllo, separazione dei deboli a tutela dei benestanti e benpensanti.
PANIZZA G., Sostenere e
diffondere l’affido familiare: tra carità personale e politica dell’accoglienza e L’adozione richiede intraprendenza e
sostegno, in SCHINELLA I. (a cura di) Affido
e adozione: vocazione sponsale alla vita,
Editoriale progetto 2000, Cosenza 2009, pagg. 71-80 e pagg. 99-105
I due capitoli espongono alcune
problematiche e risorse dell’affido e dell’adozione, per come vengono
interpretati dalla cultura e dalle politiche in Calabria, insistendo sulla
legislazione e sul ruolo della famiglie aperte e accoglienti. Si sottolinea
l’importanza di avere servizi sociali sempre più competenti, facendo in modo
che affido e adozione oltre che familiari divengano sempre più “sociali”. Si
focalizzano inoltre i quattro soggetti da tenere presenti nello svolgimento
dell’istituto dell’affido e dell’adozione: la famiglia adottante o affidataria,
il minore adottato o affidato, le istituzioni di garanzia, la madre o i genitori di nascita dei minori in affido o adozione.
PANIZZA G:, L’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, una vergogna italiana, in Lo Straniero, Roma, 2009, n. 108, pp. 35-47
Il 17 marzo 2009 le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno sgomberato l’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, in provincia di Cosenza, un istituto smisurato, con stanze e corridoi, reparti su reparti, palazzi a fianco di palazzi, che man mano hanno stravolto il piccolo paese di circa 700 abitanti ricoverando fino a 742 persone assistite da 1.893 dipendenti. L’articolo racconta la giornata dello sgombero e ripercorre alcuni fatti salienti storici dell’Istituto, degli infruttuosi tentativi giocati in Calabria per cercare di costruire dignità umana ai ricoverati e dignità professionali ai lavoratori. L’andamento e l’epilogo dell’Istituto sono metafora delle politiche sociali contraddittorie che stanno avvenendo in Calabria, e non solo.
PANIZZA G:, L’indagato
indagante, in S. Laffi (a cura di), Le
pratiche dell’inchiesta sociale, Edizioni
dell’asino, Roma 2009, pp. 7-17
Il volume è una raccolta di articoli che invitano alle buone pratiche
dell’inchiesta come strumento indispensabile di conoscenza e di intervento
sociale. Accanto a sociologi, scrittori, giornalisti e tecnici della
comunicazione, l’approccio di questo capitolo sceglie la prospettiva delle
persone appartenenti alle cosiddette fasce deboli o indebolite e degli
operatori sociali, persone che solitamente vengono inchiestate da
intervistatori e ricercatori addetti ai lavori. Nell’articolo si sottolinea
l’importanza di “lasciarsi leggere” dagli altri, dal di fuori, dagli esperti in
materia di inchieste, ma al contempo si sostiene l’importanza di fare ricerca a
propria volta, per capirsi e capire di più e per indagare meglio i contesti le
culture nelle quali si vive e si opera.
PANIZZA G. (elaborazione collettiva, testo a cura di) Di nuovo volontariato, di volontariato nuovo, Comunità Edizioni, Roma 2008, pagg. 40
Dove intende collocarsi il volontariato nel prossimo futuro? I gruppi del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) hanno inteso rileggere il posto e il ruolo del volontariato dentro i propri enti e servizi e nella storia sociale italiana. Ne è scaturita una riflessione in continuità con la storia dei movimenti dei volontariati italiani, ed inoltre si sono evidenziati alcuni punti di cambiamento che vengono esigiti da una stagione culturale caratterizzata da incertezza e paura, da politiche orientate ai temi della sicurezza pubblica più che della sicurezza sociale, da conflitti che si vanno accendendo all'interno del terzo settore stesso.
PANIZZA G., Lasciarsi investire, non esaurire dalla sicurezza, in Animazione Sociale, maggio 2008, n. 223, Gruppo Abele Periodici, TO, pp. 89-91
Discutere di sicurezza quanto basta,rivolgendosi agli operatori sociali. Quanto basta per non banalizzare la domanda di sicurezza. Ma pronti anche a sottrarsi al rischio di impantanarsi, come operatori sociali, in approcci che rischiano di dimenticare che dietro molti problemi sul territorio ci sono problemi di giustizia, accesso ai servizi e prima ancora al lavoro e alla casa, ridistribuzione della ricchezza, prepotenza della criminalità organizzata, spinte alla segregazione. E dunque, «lasciarsi investire, ma non esaurire dalla sfida della sicurezza», per interrogarsi criticamente su stili di vita e modello di sviluppo, legalità e giustizia, controllo sociale ed etica dell'inclusione.
PANIZZA G., Cittadinanza solidale e volontariato, in Inchiesta, 2007, n. 158, Edizioni Dedalo, Bari, pp. 10-12
L'articolo offre il resoconto storico dei gruppi, delle comunità e delle cooperative sociali del Cnca, in cui si evince che l'esperienza promossa e attraversata dal volontariato sociale si sta attualmente trasformando sempre più, in gran parte, in servizi stabili in cui predomina lavoro sociale professionalizzato.
PANIZZA G., Esperienze significative al servizio della polis, in AA. VV., È cosa nostra. Una pastorale ecclesiale per l'educazione delle coscienze in contesti di 'ndrangheta, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2007, pp. 89-94
Questo capitolo, tolto dagli atti del convegno promosso dalle Caritas diocesane della Calabria sul tema della chiesa locale di fronte al fenomeno della 'ndrangheta, evidenzia esempi significativi di come alcune realtà ecclesiali fronteggiano lo strapotere mafioso, con iniziative educative e di animazione sociale. Nel capitolo si auspica che la chiesa assuma più diffusamente l'impegno di contrasto alla cultura e alla prassi mafiosa, evitando di lasciarlo relegato a gruppi ecclesiali particolari o a singole associazioni sociali.
PANIZZA G., Quelli che... al disagio si ribellano, in Lo Straniero, Roma, 2007, n. 88, pp. 120-127
L'articolo entra nel dibattito aperto nella primavera 2007 dalla rivista Lo Straniero sul tema "Il disagio e chi lo cura”, avviato con una analisi del quadro desolante della politica sociale in Italia che deriva in gran parte dal disastro della politica e dal ruolo del terzo settore che corre sempre di più il rischio di venire utilizzato come "utile idiota”. Lo scritto offre alcuni punti chiave per fronteggiare il disagio nella crisi strutturale attuale, suggerendo l'importanza del "lavoro nel sociale” e di una sua rilettura con paradigmi di senso e relazionali, e di dare dignità e visibilità alle responsabilità sociali della politica, del terzo settore, della società civile.
PANIZZA G., Io sono un grande sognatore: sfide e opportunità degli stranieri ad una terra accogliente, Laruffa Editore, Reggio Calabria 2007, pp. 160
Il libro è un'inchiesta sugli stranieri immigrati a Lamezia Terme. Attraverso interviste dirette ad alcuni stranieri dei diversi continenti e i dati di 657 persone, accumulati nel biennio settembre 2005 – agosto 2007 dall'Agenzia di Mediazione Culturale della Caritas Diocesana, si analizzano le aspettative delle persone immigrate, le abilità lavorative, gli atteggiamenti degli italiani nei loro confronti, la predisposizione alla coesione sociale inquadrata nel tema della "doppia fedeltà”, ovvero del sentimento positivo che nutrono sia verso il Paese di origine che verso il nostro. Il testo è corredato da alcune fotografie esemplari della loro vita quotidiana e professionale.
PANIZZA G., Esperienze di solidarietà e sussidiarietà: quando i servizi sono promossi e partecipati da noi, in AA. VV., Niente su di noi senza di noi. Cambiamenti socio-culturali e disabilità nei contesti territoriali, Editrice Nuova Frontiera, Salerno, 2007, pp. 125-139
Il capitolo tratta dell'esperienza fatta cultura di gruppi organizzati di lavoro sociale promossi da operatori, volontari e cittadini-utenti, della loro evoluzione o involuzione storica, di talune metodologie utili a dare parola all'esperienza dei vissuti e degli eventi, del senso individuale e di gruppo delle scelte operate. In Italia le persone con disabilità e i loro familiari hanno promosso in lungo e in largo esperienze di solidarietà, servizi sanitari e sociali, iniziative culturali e lotte di tutela dei diritti. Questa "produzione” di partecipazione risulta numerosa in persone, ricca e variegata in servizi, più che qualsiasi altra area sociale o categoria autoorganizzata "dal basso”.
PANIZZA G., La 'ndrangheta è un'associazione segreta che vuol farsi conoscere da tutti, in Lo Straniero, Roma, 2007, n. 82, pp. 32-39
Il brano analizza alcuni percorsi evolutivi della 'ndrangheta, invitando a non sottovalutarne le capacità di rete, di socializzazione forzata e violenta, di controllo del territorio, di connessione con imprenditori, figure della politica e opinionisti locali, mass media compresi. Entrando nella struttura di base dei clan e nei modi organizzativi attuati, si descrivono alcuni pilastri della 'ndrangheta, tra i quali la mediazione e l'accumulo di ricchezze e di potere, coi quali essa tiene in libertà vigilata molte aree della regione. Infine si profilano alcune ipotesi culturali e sociali volte a reimmaginare una cittadinanza dei diritti ancora possibili anche in Calabria.
PANIZZA G., I Patti
Territoriali Sociali in Calabria: entusiasmi e fatiche, in Note sociali, a cura di Emilio Vergani, Rossano
Calabro, 2006, pp. 13-32.
Questo capitolo, già
pubblicato in Lo straniero, n. 35, compare in questo libro come premessa e
sfondo ai processi realizzativi di un patto territoriale sociale sperimentato
in Calabria.
PANIZZA G., M. P. Russo, (a cura
di) Comunità accoglienti. Il CNCA Calabria si presenta, Comunità Edizioni, Roma, 2006, pp. 124.
Con questo annuario il CNCA
Calabria si presenta al territorio regionale e ai suoi mondi vitali, alla
società e alle istituzioni. Il testo descrive le iniziative e i servizi
sociali, socio sanitari, educativi e formativi, occupazionali e di advocacy, di
costruzione di comunità locali accoglienti, di contrasto alla criminalità
organizzata, attivati dai gruppi del CNCA Calabria. Inoltre raccoglie alcuni
fondamentali testi legislativi in materia di diritti sociali, dai quali
evincere i valori e i principi di riferimento cui si ispirano le attività
promosse e gestite dai gruppi federati.
PANIZZA G., Far bene il bene
nel lavoro sociale e nel volontariato,
Lamezia Terme, 2006, pp. 64
Dall'esperienza culturale della
Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme e di tante altre realtà solidali quali
le Comunità di Capodarco o il Coordinamento Nazionale delle Comunità di
Accoglienza (Cnca) emerge una lettura del senso civile del volontariato e del
lavoro sociale, e si impone l'importanza del ruolo proattivo delle Pubbliche amministrazioni,
degli operatori sociali, de terzo settore e delle varie reti vitali presenti
nella collettività.
Il testo ripercorre l'impegno e
l'enfasi che in questo trentennio la società civile organizzata ha profuso sui
nodi del Welfare dei diritti e delle corresponsabilità con le istituzioni,
riportando su questi temi anche un dibattito dell'autore con Franca Olivetti
Manoukian e Giovanni Zanolin.
PANIZZA G., GRECO W. (a cura di), Povertà «familiari»: Dossier regionale 2005 sulle povertà in Calabria, Ed. Koiné, Reggio Calabria, 2006, pp.102
«Familiare» è la dimensione della
povertà rilevata tra le persone italiane che si sono rivolte alle Caritas
calabresi: prevalentemente sono donne, non abitano da sole e condividono coi
familiari la medesima situazione di disagio sociale e esistenziale. Il bisogno,
pertanto, quando si verifica ha cause profonde; in sostanza il livello di
vulnerabilità diventa così pregnante da non riuscire a trovare soluzione
nemmeno all'interno del nucleo familiare. Ma «familiare» è anche il senso di
vicinanza, di prossimità, di paura della mancanza di beni materiali e
immateriali che molte altre persone e famiglie calabresi e straniere, si
trovano a vivere oggi. La povertà appare non raramente come una compagna di viaggio
della vita, come una presenza stabile o come una minaccia tangibile.
PANIZZA G., Una storia critica del terzo settore, per rispondere alle sfide del presente e interrogarsi sul futuro, in Le nuove vie ai diritti: apporti dal terzo settore, Studi Zancan, 2-2006, pp. 117-129
Trent'anni di storia del volontariato e della sua lunga lenta articolazione in "Terzo Settore” in Italia, vista dal di dentro, criticamente, in rapporto alle sfide sociali e politiche. È il resoconto di un percorso affollato da milioni di persone e gruppi che hanno sentito e sentono l'importanza della società attiva nel ruolo della costruzione di coesione sociale e di nutrimento della democrazia, ruolo che viene messo in forse dalla dilagante domanda di sicurezza più che di solidarietà, e dalla crisi economica, politica, amministrativa e relazionale che intacca le possibilità di allargare le risposte ai bisogni e ai diritti sociali.
L'articolo descrive un terzo settore che, nato come attore sociale e promotore dei diritti, è stato sollecitato a divenire un tecnico del sociale. Dopo aver iniziato la sua sfida come costruttore di reti di cittadinanza e animatore di comunità che si attivavano per affrontare il disagio da esse stesse generato, oggi rischia di venire relegato al compito di gestore del disagio. Senza la memoria di quello che è stato e un preciso indirizzo culturale e politico, il terzo settore rischia di diventare troppo simile al privato for profit.
PANIZZA
G., Servizi sociali: «gattopardo» della società?,
in Animazione Sociale, 2005, novembre, n. 197, Gruppo Abele Periodici,
TO, pp. 93-95
Possiamo moltiplicare
interventi e servizi sociali senza fare un passo in avanti sul tema
dei diritti. Disancorando i servizi sociali da criteri di giustizia
e di equità, si rischia di non accorgersi del mutamento di paradigma
che stiamo attraversando: infatti non si tratta solo di promuovere servizi
sociali ma della lotta alle disuguaglianze.
PANIZZA
G., Politica e 'ndrangheta, un rapporto obbligato, in Lo Straniero,
Roma, 2005, n. 66/67, pp. 10-12
Si scopre periodicamente
che l'Italia è un paese di mafie, dalle mani di velluto o dalla lupara
facile. L'articolo spiega l'intreccio tra 'ndrangheta e politica a partire
dall'uccisione di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale
della Calabria, a Locri, all'uscita dal seggio il giorno in cui si tenevano
le primarie del centrosinistra.
PANIZZA
G., Operatori tra professionalità e desideri, in Animazione
Sociale, 2005, gennaio, n. 189, Gruppo Abele Periodici, TO, pp. 93-94
Resoconto di un intervento
di inserimento di persone con disabilità nell'Università
della Calabria, in collaborazione con il Centro di Riabilitazione. Sottolinea
la multiattorialità degli operatori del Centro, della scuola e
del Centro con le persone con disabilità e la rete informale.
PANIZZA
G., Etica e cura, in GALATI M., SAMA' A., VERGANI E., (a cura
di) Rapporto di fiducia: azioni, metodologie, attori e apprendimenti
di una progettazione sociale partecipata, Ed. Rubbettino, Soveria
Mannelli, 2005, pp. 155-166
Il
capitolo si pone come contributo di rilettura metodologica sui processi
e sui risultati del progetto "Symbios", rivolto a persone affette
da Aids/Hiv. Il tema dell'etica e della cura, in un'epoca salutista,
cerca di smascherare la contraddizione di una scienza medica che si preoccupa
prevalentemente della costituzione chimico-fisica della persona e delega
agli addetti ai lavori le soluzioni e le interpretazioni della malattia.
Il capitolo sostiene l'importanza di innervare un'etica della
salute e della malattia in una antropologia che sappia comporre piuttosto
che separare le dimensioni irrinunciabili della persona, ovvero la dimensione
psico-organica, sociale, storico-culturale, personale. L'etica della
cura è un approccio non tanto alla malattia in sé ma alla
persona malata, e privilegia il cosiddetto "modello relazionale".
 |
PANIZZA
G. (a cura di), Capaci di futuro, Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli,
2005, pp. 256
Questa antologia di
composizioni scritte, selezionate tra i molti interventi formativi e culturali
messi in piedi dalla Fondazione Facite, tocca temi e questioni riguardanti
la connessione tra la società e la Chiesa in terra di Calabria,
nelle loro rispettive responsabilità "pubbliche" per
la costruzione dal basso del bene comune.
La domanda di fondo
è se la Chiesa e la società calabresi siano oggi 'capaci'
di futuro, se vi sia in esse la consapevolezza del compito ineludibile
dei cristiani e dei cittadini di prendersi cura della qualità della
vita umana e delle relazioni sociali, quanto e come esse si adoprano a
sperimentare risposte strategiche per innovare e rinnovarsi al fine di
situarsi dentro la storia all'altezza dei tempi e delle situazioni
che mutano.
Il volume propone alcune parole-chiave per re-interpretare alcuni
temi di interesse culturale e sociale, pensate come idee-forza utili a gettare ponti su un futuro più sociale di questo presente
atomizzato, indagando alcune categorie dell'antropologia e della
teologia cristiana, della cittadinanza della solidarietà, del welfare
locale e dei servizi sociali.
 |
PANIZZA
G., MARCELLO G., E si prese cura di lui - Dossier regionale 2004 -
Profili della povertà in Calabria, Edizioni Rubbettino, Soveria
Mannelli, 2004, pp. 118
"E si prese cura di
lui". Avere a cuore l'altro significa tracciare un percorso di metodologia
efficace che faccia sentire l'altro come essere umano, con tutta la sua
dignità, e non come un dipendente dalla nostra beneficenza. La
cura dell'altro è sintetizzabile nel gesto che il samaritano ha
dovuto compiere nel sollevare da terra il ferito e nel collocarlo sulla
sua cavalcatura: sollevare dal bisogno, abbracciando. Abbracciare è
la tenerezza della solidarietà; il sollevare da terra è
la consapevolezza della dignità di chi viene soccorso.
Si dice che i parroci vedano molte povertà nascoste, che tanti
cristiani calabresi le conoscano in prima persona o da vicino, che i Centri
di Ascolto delle Caritas vengano quotidianamente in contatto con le "povertà
estreme": si potrebbe allora, tutti insieme, aiutare la comunità
cristiana e la società civile a leggere meglio i volti della povertà?
La ricerca presentata in questo volume non è conoscitiva ma operativa,
perché si possano mettere in atto programmi pastorali e progetti
sociali adeguati alle attese dei poveri e alle specificità territoriali.
PANIZZA
G., Calabria, i politici come ostacolo, in Lo straniero, n. 52,
Roma, 2004, pp. 54-57
Articolo per la rivista, in cui si analizzano le attuali opportunità
e le volontà manifeste dei partiti politici calabresi di fronte
alla stagione elettorale della primavera 2005. Il riscontro sui dati,
le analisi e le forze in gioco evidenzia un impegno generale dei partiti
politici, nel livello regionale, a investire energie e strategie più
sui nominativi dei candidati che sui temi riguardanti i programmi e lo
sviluppo della Calabria.
PANIZZA
G., Responsabilità in gioco: la cittadinanza dei diritti, dei
bisogni e delle capacità, Comunità Edizioni, Roma, 2004,
pp. 111.
Tema centrale di questo
libro è la cittadinanza dei diritti, che si consegue promuovendo
responsabilità sociale diffusa. Il gioco delle responsabilità
è costruttore di cittadinanza, dirige l'attenzione sui bisogni
delle persone e sui loro riferimenti significativi, valorizza le capacità
che esse esprimeranno nel futuro.
Il tema della cittadinanza
non è una novità, ma il testo lo rilancia poiché
siamo in una stagione in cui i diritti appaiono sempre meno garantiti,
i bisogni delle persone sempre meno ascoltati, le capacità umane
sempre più ostacolate a potersi trasformare in risorse per la persona
stessa e per la collettività.
Scopo del libro è
contribuire alla riflessione sulle modalità di promozione di comunità
accoglienti, generatrici di cittadinanza e di innovazione sociale.
PANIZZA
G., Occhi aperti sul lavoro sociale, Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli,
2004, pp. 262.
Il testo analizza e
riflette sui temi delle politiche sociali, valorizzando il ruolo dei servizi
e delle professioni sociali che si stanno evolvendo e differenziando.
Occhi aperti sul lavoro sociale interpella e invita coloro che programmano,
progettano, operano e valutano gli interventi sociali a curarne l'efficacia
verso la persona e la collettività nel suo insieme.
Quanto "muove" il sociale?
E quanto pro-muove? E quanto com-muove? Esso non riguarda soltanto l'esecutività
di prestazioni e di compiti tecnici, ma coinvolge una pluralità
di soggetti a "pensare sociale", a fare in modo che la società
possa fare scelte vantaggiose e nutritive verso se stessa.
Il libro valorizza le
esperienze di multiattorialità e di coprogettazione sociali, di
lavoro di rete per uno sviluppo endogeno dei territori, ed enfatizza i
temi "di significato" generati dal lavoro sociale. È rivolto a
leader, manager e operatori dei servizi, socio sanitari e socio educativi,
studenti in scienze sociali, animatori di gruppi di advocacy, di auto
e mutuo aiuto e di promozione sociale.
PANIZZA
G., I Patti Territoriali Sociali in Calabria: entusiasmi e fatiche,
in Lo straniero, n. 35, Roma, 2003, pp. 92-106.
La ideazione dei patti territoriali per il sociale in Italia è
avvenuta a Lamezia Terme in concomitanza con la promozione dei patti territoriali
economici. L'articolo-intervista descrive il momento iniziale ed
il lancio dei "patti" nella loro dimensione di sviluppo endogeno
economico e sociale, partecipato e negoziato; illustra la metodologia
sperimentata; offre un resoconto dei nodi politico-amministrativi notevoli
affrontati nella fase di diffusione dei patti territoriali sociali in
dimensioni sovra comunali, coinvolgenti attori quali gli Enti locali,
enti e gruppi del Terzo settore, le organizzazioni sindacali e rappresentanti
delle chiese.
I temi toccano, in crescendo, le fasi di ideazione partecipata, di costruzione
delle regole e degli strumenti, di programmazione condivisa per la realizzazione
dei patti territoriali per il sociale, e si concludono annotando gli apprendimenti
acquisiti attraverso questa esperienza complessa di coprogettazione sociale
per lo sviluppo del territorio.
PANIZZA
G., La rilevanza del dono nelle iniziative sociali della "polis",
in PANIZZA G. (A cura di), Il dono: inziatore di senso, di relazioni e
di polis, Soveria Mannelli, ed. Rubbettino, 2003, pp. 77-94.
E se nella storia dell'umanità,
prima del rapporto mercantile, fosse stato il rapporto sociale a "regolare"
gli scambi di "cose" e di "significati" tra persone,
gruppi e famiglie? Ciò che noi chiamiamo "dono" - gesto
bello e sempre gradito - e concettualiziamo in una dimensione privatistica
relegata alla sfera degli affetti intimi, fa parte invece anche dei rapporti
sociali più ampi. Sottovalutiamo il dono, lo intendiamo marginalmente
incisivo in un sistema di relazioni fondate sull'economia di profitto;
lo collochiamo in spazi irrilevanti della vita sociale, economica e politica.
In questo saggio si sostiene che non è così. Assente fino
a ieri dalle elaborazioni culturali, il dono è da qualche tempo
diventato oggetto di ricerche e di interpretazioni, iniziando da quando
Marcel Mauss ha pubblicato il suo "Saggio sul dono", ed anche
da quando Alain Caillé, ha sostenuto, nel volume "Il terzo
paradigma", che il dono impone una sua logica interpretativa della
vita sociale e simbolica delle relazioni umane.
La multidisciplinarietà metodologicamente utilizzata ha fatto in
modo che emergessero aspetti antropologici, filosofici, religiosi, semantici,
sociali e politici, e dalla lettura del testo se ne potranno incontrare
o scorgere anche altri.
PANIZZA
G., Terzo settore: una fiacca società civile, in FOFI G.
e LEOGRANDE A. (a cura di), Nel Sud senza la bussola: venti voci per ritrovare
l'orientamento, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2002, pp.
133-143.
Il brano si apre con
la sintesi di cinque recenti ricerche sui servizi e sulle iniziative di
intervento sociale gestite dal Terzo settore nel Sud, rileggendole dal
punto di vista della qualità sociale che ne deriva sulle organizzazioni
stesse e sulla vita collettiva. Nelle indagini, rivolte a servizi pubblici
e privati, di stampo religioso e laico, emerge il ruolo del Terzo settore
nei confronti della politica e del mercato al Sud: un ruolo ancora poco
soggettuale e libero, più rivolto all'assistenza che al mutamento
culturale e sociale. La riflessione si canalizza su alcune proposte tese
alla promozione di una società civile maggiormente riflessiva,
capace di pensare il Sud dal Sud; alla promozione di legami e di collaborazioni
più strette tra i gruppi sociali esistenti; una incisiva partecipazione
ai tavoli di concertazione con i rappresentanti della politica e del mondo
del lavoro.
PANIZZA
G., Politiche sociali e "328", in AA. VV., Con i vulnerabili,
Roma, Comunità Edizioni, 2002, pp. 107-127.
Sono noti gli articoli
e l'impianto della legge n. 328/2000 recante "Legge quadro per
la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi
sociali". Il capitolo di questo volume intende sostenere che fatta
la legge, ora bisogna fare la riforma vera. La "328" non è
la riforma dell'assistenza ma lo strumento legislativo privilegiato
da utilizzare e da far recepire da parte delle istituzioni stesse e dagli
addetti ai lavori. Nel capitolo si toccano alcuni nodi di politica e di
intervento sociale che vanno affrontati nel prossimo futuro, a partire
da questa legge cardine, quali: i diritti sociali, il sistema dei servizi,
il piano di zona, il ruolo degli Enti locali e del terzo settore, il protagonismo
dei cittadini utenti dei servizi.
PANIZZA
G., Finchè ne vollero, Milano, Edizioni Paoline,
2002, pp. 180.
In questo diario rivivono fatti e vicende di un prete «anomalo», impegnato a tempo pieno a fianco degli «ultimi» - diventato anche padre adottivo di Niki, un ragazzino ormai preadolescente, - che vive all'interno del mondo dell'emarginazione di ogni tipo. La sua vita quotidiana è intessuta dalle relazioni con le persone della sua piccola parrocchia di Jevoli, con quelle della Cattedrale di Lamezia Terme e con i componenti della sua comunità di accoglienza, in cui convivono elementi molti eterogenei... ed è scandita dall'impegno quotidiano a favore delle politiche sociali, dai viaggi e dalla programmazione di iniziative di solidarietà e di giustizia.
Il racconto tocca tasti esistenziali, religiosi e culturali quali:
la cultura e la politica riguardanti il riscatto del Sud, le feste e il sentimento religioso della popolazione, e i pensieri di un bresciano di «adozione» calabrese.
PANIZZA
G., Vita in comune: Progetto sud - Calabria, Incontro con Goffredo
Fofi e Alessandro Leogrande, in A.A., Lo straniero, n. 13-14, Roma, 2001,
pp. 44-52.
L'intervista è
collocata nel contesto delle comunità esistenti in Europa. Per
"comunità" qui si intendono i gruppi di vita, le comuni,
le convivenze tra persone differenti le quali portano avanti un sistema
di vita in comune. Non si intendono le comunità terapeutiche o
comunque le realtà che sono servizi sociali. Il capitoletto indaga
le motivazioni culturali e sociali per le quali alcune persone si mettono
insieme e fanno convivenza, elaborano cultura, intrecciano collegamenti
e alleanze, si dotano di strumenti e metodologie per agire da minoranze
attive nella società.
PANIZZA
G., Talità Kum - Il disabile e la Chiesa accogliente, in
AA.VV., Ufficio Nazionale della CEI per la pastorale della sanità,
Bologna, Edizioni Dehoniane, 2001, pp. 88 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volumetto presenta
quanto è stato elaborato nei due anni di preparazione e di celebrazione
del Giubileo circa l'inserimento dei disabili in una Chiesa che intende
essere accogliente: riflessioni, schede tematiche, esperienze, esempi
di celebrazione e suggerimenti. Tutto il materiale è offerto agli
operatori pastorali delle parrocchie (consigli pastorali, catechisti,
caritas, gruppi liturgici), a quanti sono attivi nel volontariato, nelle
associazioni e nella scuola, perché possano costruire percorsi
formativi, momenti di sensibilizzazione e di celebrazione nella comunità.
PANIZZA
G., Rapporto Pubblico/Privato nella gestione dei servizi assistenziali, in AA.VV., Difesa Sociale, n. 1, Roma, 2001,pp. 143-147.
Il capitolo analizza
la fase storica attuale in cui il rapporto Pubblico/privato nella gestione
dei servizi assistenziali sta mutando direzione: da servizi in gran parte
promossi e tutelati dal pubblico, si sta andando nella direzione di avere
servizi promossi e gestiti dal privato sociale, di cui alcuni anche messi
sul mercato. In questo contesto l'articolo analizza il rischio di
perdita non dei servizi ma dei diritti ai servizi da parte dei disabili;
analizza le decisioni nel settore di programmazione e di gestione e responsabilità
del comparto sociale da parte delle istituzioni pubbliche; propone il
potenziamento del ruolo delle organizzazioni degli handicappati e dei
familiari nel presidiare l'andamento dei servizi loro rivolti.
PANIZZA
G., Il mio posto in parrocchia, in AA.VV., Catanzaro, Fondazione
Facite, 2000, pp. 123-180 (elaborate in lavoro di gruppo).
L'elaborato tratta
principi, interventi e metodologie di quanto è stato elaborato
nei due anni di preparazione e di celebrazione del Giubileo circa l'inserimento
dei disabili in una Chiesa che intende essere accogliente: riflessioni,
schede tematiche, esperienze, esempi di celebrazione e suggerimenti. Tutto
il materiale è offerto agli operatori pastorali delle parrocchie
(consigli pastorali, catechisti, caritas, gruppi liturgici), a quanti
sono attivi nel volontariato, nelle associazioni e nella scuola, perché
possano costruire percorsi formativi, momenti di sensibilizzazione e di
celebrazione nella comunità cristiana.
PANIZZA
G., Le due anime del Terzo settore, in "Poco di buono",
Roma, maggio-giugno 2000, pp. 10-11.
L'articolo della
rivista descrive le due anime del terzo settore impegnato in Italia: quella
gestionale e quella movimentista. In esso si sostiene il rischio dei gruppi
organizzati del sociale di appesantirsi nella gestione del welfare piuttosto
che partecipare ad animare la vita sociale. Il nodo di fondo che viene
indicato è quello di accettare una delega sui servizi sociali da
parte delle istituzioni, mettendo in ombra la sostanza del ruolo delle
istituzioni stesse nel dover garantire i diritti delle persone e delle
famiglie. L'articolo non è ottimista sulle scelte future delle
grandi centrali nazionali rappresentative del Terzo settore in riferimento
ai temi delle politiche sociali e al loro ruolo di advocacy.
PANIZZA
G., Pensare a rovescio: tesi, idee e "normali provocazioni per
il cambiamento sociale, in PANIZZA G., DEVASTATO G., Capodarco di
Fermo, Comunità Edizioni, 2000, pp. 97 (curato in tandem).
In questo libro i due
autori sostengono l'importanza e l'urgenza di costruire nel
nostro Paese una vera riforma sociale. L'esperienza dei tanti gruppi
e organizzazioni del Terzo settore operanti nel campo dell'emarginazione
e dell'inclusione sociale conferma che un obiettivo di tale portata
non può venire affrontato "in piccolo", recintato in
un territorio, limitato a una categoria di persone o ad una fascia di
problemi. Qui serve davvero l'orizzonte di una grande riforma sociale,
che coinvolga e metta in campo le diffuse responsabilità delle
rappresentanze istituzionali, civili e sociali dell'esteso territorio
nazionale. Questo volume è scritto come un tesario, con riflessioni
che prefigurano alcuni obiettivi di qualità della vita sociale
diffusa costruibili insieme da parte di tutti: cittadini, gruppi intermedi
della società, servizi territoriali, istituzioni civili. I temi
trattati riguardano: lo Stato sociale che muta, i cittadini come destinatari
e "proprietari" dei servizi, lo sviluppo sociale endogeno sui
territori, il welfare europeo, le "buone pratiche" nella programmazione
e gestione dei servizi sociali.
PANIZZA
G., Codice di comunicazione condiviso e Analisi funzionale, in "Sistema informativo dei servizi per l'handicap su territorio",
1998-2000, pp. 106 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volume descrive le
attività che concorrono alla costruzione di un codice condiviso
di comunicazione tra gli attori dei vari interventi sul e con il soggetto
disabile. Queste attività sono state evidenziate dal progetto di
elaborazione del sistema informativo, gestito dalla Comunità Progetto
Sud insieme alla Cooperativa sociale Calabria 7, su commessa delle Azienda
Sanitarie n. 6 di Lamezia Terme e n. 11 di Reggio Calabria, utilizzando
un finanziamento messo a disposizione da un progetto promosso dalla Regione
Calabria. Il testo del codice condiviso elaborato dal gruppo di lavoro
mette a fuoco gli elementi che fanno da base per le diverse aree di intervento
per il superamento dell'handicap, ed il processo di lavoro per ogni
singolo servizio interessato.
PANIZZA
G., Il mutamento sociale visto e agito dal Sud, in AA.VV., Chiesa
e solidarietà in Calabria, Catanzaro, Fondazione Facite, 1999,
pp. 9-16.
Il capitolo considera
il mutamento sociale, inevitabile nelle problematiche che apporta, che
il Sud sta vivendo ai tempi della globalizzazione dell'economia.
Gli effetti sul comparto sociale sono descritti come problematici per
il Sud del nostro Paese, per il fatto di venire tralasciato dalla globalizzazione
dei mercati, senza aver compiuto una evoluzione dei diritti ed una maturazione
dei servizi sociali. Nel capitolo si invitano le chiese a tenere osservato
il fenomeno del mutamento sociale, e a saper individuare piste di sperimentazione
che sappiano mettere le comunità locali in ruoli di protagoniste
del mutamento e non subalterne o rassegnate ad esso.
PANIZZA
G., Alcuni impegni futuri anche per le nostre chiese, in AA.VV.,
Una comunità in ascolto, Catanzaro, Fondazione Facite, 1999, pp.
95-101.
Il capitolo descrive
alcuni strumenti di lettura e di ascolto delle povertà e dei poveri
da parte delle chiese, in particolare delle parrocchie e delle caritas.
Lo strumento privilegiato che viene descritto è quello del centro
di ascolto, il quale in Calabria - e non solo - è gestito
da gruppi di ispirazione religiosa poiché esso è un servizio
non regolamentato e non previsto, e pertanto non viene remunerato. I gestori
dei centri di ascolto esistenti vengono invitati a sostenere questi servizi
poiché essi sono utili ad offrire una prima risposta urgente, ed
in secondo luogo attraverso di essi si riesce ad avere il polso dell'andamento
delle povertà estreme, ancora consistenti in Calabria.
PANIZZA
G., Proposta di piano regionale delle politiche per il lavoro e l'occupazione, AA.VV., Regione Calabria, 1999, pp. 39 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il documento è
il risultato di un gruppo di lavoro istituito presso l'Assessorato
Lavoro della Regione Calabria, finalizzato ad elaborare un programma ed
una strategia di politica economica per lo sviluppo dell'occupazione
nella regione. Tratta delle politiche del lavoro, dei sistemi economici
territoriali, dei caratteri della disoccupazione locale, degli obiettivi
delle politiche per il lavoro in Calabria. Propone strumenti per favorire
l'inserimento nel mercato del lavoro dei giovani, l'aumento
del tasso di partecipazione delle donne al lavoro, il reinserimento dei
disoccupati di lunga durata, strategie per far uscire dall'assistenzialismo
le attività dei lavoratori socialmente utili, il contributo della
cooperazione sociale e delle imprese sociali per l'occupazione delle
fasce deboli.
PANIZZA
G., Schede sulle politiche ed il mercato del lavoro, in AA.VV.,
Regione Calabria, Reggio Calabria, 1999, pp. 64 (elaborate in lavoro di
gruppo).
Le 31 schede che compongono
questo strumento informativo ed operativo trattano di istruzione e formazione,
di mercato del lavoro e sistemi locali, di indirizzi programmatici, di
politiche del lavoro e dell'occupazione in Calabria. In particolare
le schede sono indirizzate ai giovani calabresi, per contribuire a facilitare
i loro saperi per un loro migliore ingresso nel mercato del lavoro, e
per sostenere che essi non debbono adattarsi alla tradizionale ricerca
del "posto", ma si devono spingere a sviluppare un approccio
attivo ed una progettualità più adeguata ai nodi critici
dell'economia e della società calabrese. La proposta si basa
sull'impegno delle istituzioni a promuovere un nuovo patto di cooperazione,
istituzionale e sociale, per l'innovazione delle politiche e dei
sistemi di governo del mercato del lavoro.
PANIZZA
G., Società civile o gestore di servizi?, in "Il manifesto",
13 febbraio 1999, pag. 20.
L'articolo entra
in discussione sui destini del Terzo settore promosso dalla rivista "Carta"
e rilanciato dal quotidiano "il manifesto". Tratta dei temi
della sussidiarietà orizzontale e verticale che vedono come protagonista
il non profit. Viene portata avanti la tesi che il Terzo settore può
benissimo assumere l'impegno collaborativo con gli Enti locali nella
gestione dei servizi sociali, ma esso deve al contempo riconoscere che
la tutela dei diritti sociali dei cittadini va lasciata al "pubblico".
Si sottolinea inoltre che la parte riguardante la gestione dei servizi
sociali data al Terzo settore deve offrire un riscontro di professionalità,
di obiettivi chiari e metodi trasparenti, valutabili dal "pubblico"
e non autoreferenziali.
PANIZZA
G., Soggettività politica e progettuale, in AA.VV., Ricostruire
l'esperienza: laboratorio sull'accoglienza e la condivisione,
Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 1999, pp. 145-148.
Il capitoletto descrive
la soggettualità sociale e politica dei gruppi aderenti al Coordinamento
Nazionale delle Comunità di Accoglienza. Una soggettualità
che risponde alla mission del gruppo, che di norma è volta a portare
soluzioni a problematiche di emarginazione sociale ed a costruire integrazione
e ruolo sociale nelle persone marginalizzate. La soggettualità
dei gruppi inoltre è anche politica, nel senso che un gruppo non
dovrebbe limitarsi alla mera gestione clinica di servizi sociali o socio
sanitari o socio educativi, ma dovrebbe anche agire in direzione di un
mutamento sociale volto alla costruzione di qualità della vita
e della coesione sociali.
PANIZZA
G., Storie di volontariato Mediterraneo, in AA.VV., Volontariato,
Europa e stato sociale, Mantova, 1998, pp. 49-56.
Il capitolo sul volontariato
al Sud delinea la fragilità dei rapporti tra volontariato e politica,
e sottolinea alcuni punti di forza delle organizzazioni del privato sociale
come opportunità utili alla coesione sociale. Al Sud esistono esperienze
di volontariato forti e di eccellenza, ma il problema è la poca
diffusione della cultura della gratuità sociale. Essa viene piuttosto
vissuta in maniera clanica, circoscritta. Si fa un resoconto della evoluzione
di alcune "cordate" di gruppi di volontariato, le quali pian
piano hanno messo radice e hanno costituito un punto di riferimento per
altri gruppi del Sud.
PANIZZA
G., Carta dei servizi, In AA.VV., Lamezia Terme, 1999, pp. 20 (elaborate
in gruppo).
Questo documento è la
carta dei servizi del centro di riabilitazione gestito dalla associazione
Comunità Progetto Sud, adottata in fase sperimentale. In esso si
enunciano le prestazioni offerte; i dati relativi al trattamento, quali
il diario nominativo, il quaderno scolastico nominativo, la cartella clinica
individuale, le tecniche di registrazione di alcune sedute di terapia,
l'archivio. Vengono inoltre enucleati i diritti degli utenti, l'accessibilità
al centro, la libera scelta del servizio, le responsabilità dell'ente,
gli orari di apertura. Infine si riporta la mission del servizio e un
nugolo di regole standar dell'ONU in materia di riabilitazione alle
persone disabili in situazione di handicap.
PANIZZA
G., La reciprocità nelle relazioni tra i popoli, in AA.VV.,
La diversità come valore, Lamezia Terme, 1998, pp. 61-69.
Il capitolo fa il punto
della situazione sociale e culturale dell'immigrazione regolare e
clandestina in Italia. Offe il resoconto dei dati attuali messi a disposizione
del Ministero dell'Interno e della Caritas Italiana, sostenendo che
non siamo al livello di guardia né tantomeno in situazioni preoccupanti.
Si sostiene inoltre l'importanza di sperimentare e fare cultura sulle
iniziative di reciprocità nelle relazioni tra persone e famiglie
appartenenti a popoli diversi, sostenendo la necessità che la società
e le istituzioni si applichino nella pratica della reciprocità
piuttosto che nell'isolamento o peggio delle contrapposizioni.
PANIZZA
G., Presentazione, in AA.VV., Centro & Riabilitazione, Lamezia
Terme, 1998, pp. 9-10.
Questa introduzione
al libro sottolinea i contenuti descritti di seguito in esso e rinnova
la volontà del centro di riabilitazione della Comunità Progetto
Sud di offrire i dati del servizio ad una verifica pubblica. Si sostiene
che la riabilitazione delle persone disabili venga gestita in senso professionale
"clinico" ed in senso professionale sociale: soltanto così
la riabilitazione come mezzo raggiunge il suo fine, che è quello
di reimmettere la persona nella società.
PANIZZA
G., Economia sociale e ruolo del "Terzo Settore" al Sud,
in AA.VV., Cercare la verità, amare la giustizia, Capodarco di
Fermo, Comunità Edizioni, 1998, pp. 219-225.
Il capitolo descrive
il venire alla ribalta dell'economia sociale e le modalità
di approccio ad essa da parte delle diverse componenti del Terzo settore
in Italia. Sono descritte le differenti interpretazioni attuali, espresse
con i termini di "impresa sociale" le quali si stanno misurando
nel panorama socio economico e politico. Si offrono alcuni spunti e criteri
interpretativi di economia sociale, in cui essa non viene separata dal
mercato "normale" e collocata in un circuito "speciale",
ma inclusa nel concetto più ampio di economia tout court.
PANIZZA
G., Vivere la speranza al Sud, in AA.VV., Annunciare la carità,
vivere la speranza, Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 1997,
pp. 248-254.
Il capitolo accosta
i temi del federalismo incipiente nel Paese, e prefigura un cammino futuro
in cui il Sud Italia dovrà saper badare maggiormente a se stesso,
divenendo capace di progettualità e di lungimiranza. In questa
svolta che si delinea, abita la speranza, nel senso che bisogna guardare
avanti, operando per superare le modalità di organizzazione politica
del passato, di coesione sociale a corto raggio, di produzione e riproduzione
economica e di mercato dipendenti. L'invito è quello di accettare
il percorso del decentramento in atto mobilitando e rinforzando un Sud
che ha bisogno di sperimentare percorsi suoi, e di abilitarsi alla gestione
del decentramento e all'autonomia politico-amministrativa.
PANIZZA
G., Progetto Sud per l'occupazione, in "Italia Caritas",
N. 2, 1997, pp.8-9.
L'articolo descrive come
una comunità di accoglienza in Calabria possa organizzare iniziative
non solo sociali e riabilitative in senso clinico ed educativo, ma anche
occupazionali. Vengono descritte alcune attività gestite, alcune
metodologie adottate, sottolineando l'importanza che le organizzazioni
si dotino di una loro "scuola" del sociale e si colleghino organicamente
con il territorio, soprattutto con le aree del mondo del lavoro, evitando
di chiudere il cerchio degli interventi alle pratiche di assistenza sociale.
PANIZZA
G., La gente non si arrende, in SANTAGATA S. (a cura di), Calabria
senza futuro: processo al passato per un Duemila possibile, Soveria Mannelli,
Rubbettino, 1996, pp. 147-161
Il capitolo descrive
punti di vista sociopolitici emergenti in Calabria nelle aggregazioni
di lotta sociale per i diritti di cittadinanza. La lente di lettura è
quella degli operatori ed animatori sociali, dei gruppi di volontariato
e di auto e mutuo aiuto, di opinion leader socioculturali, e si indagano
le possibilità di costruzione del futuro economico e sociale in
rapporto alle capacità o incapacità della classe politica
calabrese. Nel capitolo si insiste sostanzialmente sul ruolo della gente
(non in genere, ma organizzata) nella assunzione di responsabilità
personali e sociali, e sull'importanza di dotarsi di nuove capacità
"dal basso", per migliorare il futuro della qualità della
vita economica, politica, sociale e culturale della Calabria.
PANIZZA
G., La Chiesa italiana verso Sud, in AA.VV., Annunciare la carità,
pensare la solidarietà, Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni,
1996, pp. 208-216.
Il capitolo interviene
sulle questioni di pastorale sociale e culturale della chiesa italiana,
nei confronti del Sud. Descrive alcuni temi caldi attuali, quali: i servizi
sociali - anche quelli promossi dalla chiesa - separati dalla
vita quotidiana; la questione della criminalità organizzata, diffusa
anche come mafiosità culturale e non solo come nocciolo duro dei
clan; il tema della politica gestita come mera occupazione di potere e
diffusa prassi clientelare. Di fronte a questi aspetti, viene interrogata
la chiesa ufficiale e interpellate le articolazioni di base, come i gruppi
di ispirazione religiosa, al fine di un impegno ulteriore in questi settori.
PANIZZA
G., Politiche sociali e risposte ai problemi del lavoro, in AA.VV.,
Politiche sociali, Dossier Occupazione e Mezzogiorno, Padova, N. 4-5,
1996, pp. 5-55.
Il dossier analizza
i temi delle nuove forme di povertà presenti nelle economie occidentali,
rappresentate dalla mancanza di lavoro, dalle difficoltà di accesso
alle risorse e a vivere il diritto di appartenere ad una comunità
e di partecipare al suo sviluppo. In questo contesto si descrivono alcune
opportunità di occupazione per i soggetti deboli, di iniziative
di sviluppo locale, di formazione all'imprenditività. Il dossier
propone un decalogo di motivazioni e azioni che rappresentano un "atto
di fiducia meridionalista", in cui si invita ad evitare gli errori
del passato che hanno limitato le risorse e le autonomie del Sud, ma guardando
ad un futuro in cui valorizzare le competenze professionali come forza
di innovazione e sviluppare le forze endogene.
PANIZZA
G., Venti interventi formativi orientati al lavoro, AA.VV., Impresa
sociale nel Mezzogiorno, Lamezia Terme, 1996, pp. 4-7.
L'articolo fa un
resoconto di venti interventi formativi sperimentati nel Mezzogiorno,
promossi dalla Comunità Progetto Sud su un progetto del CNCA, nel
quale sono stati coinvolti 14 Enti locali, 8 imprese, 11 gruppi del Terzo
settore, 10 servizi sociosanitari territoriali, 3 sindacati, 3 associazioni
rappresentative del mondo imprenditoriale, 4 agenzie di sviluppo per l'impiego
e 13 comunità locali. Vengono descritti alcuni risultati significativi
conseguiti coi progetti formativi orientati al lavoro di persone appartenenti
alle fasce deboli della popolazione utilizzando metodologie formative
differenti quali: formazione professionale tradizionale e innovativa,
interventi di orientamento, inserimento lavorativo in situazione interna
ed esterna all'ente gestore, creazione di impresa.
PANIZZA
G., Dove va il volontariato? in AA.VV., Politiche sociali, Padova,
N. 1, 1996, pp. 5-21.
L'articolo della rivista
della Fondazione Zancan tratta alcuni aspetti di operatività, di
senso e di politica emergenti dalle esperienze attuali di volontariato.
Lo sguardo in avanti invita le organizzazioni di volontariato a riprendere
il loro ruolo specifico di fronte agli inviti della politica e del mercato,
tendenti ad assorbirlo in essi. Pertanto si analizzano alcune attuali
relazioni esistenti tra volontariato e impresa, tra volontariato e istituzioni,
volontariato e questione lavoro. Le proposte del lavoro di gruppo invitato
il volontariato a mantenere una propria identità forte e delineata
nei confronti dello Stato e del Mercato, e rilanciano il tema dell'identità
del volontariato anche all'interno del Terzo settore distinguendo
le organizzazioni di cooperazione sociale e le associazioni che operano
in convenzione stabile con gli Enti locali dai gruppi di volontariato
che gestiscono servizi "leggeri" ed attività di promozione
della coesione sociale.
 |
PANIZZA
G., Luana va a scuola, AA.VV., Lamezia Terme, 1996, pp. 90 (elaborate
in gruppo).
Il libro racconta l'esperienza
di inserimento ed integrazione scolastica di una alunna disabile in situazione
di gravità. Il resoconto delle iniziative scolastiche ed extrascolastiche,
di appoggio agli insegnanti della scuola media, di supporto ai familiari
e ai parenti dell'alunna, le relazioni tra ragazzi e ragazze, le
tecniche utilizzate, i programmi attuati, le verifiche messe in campo,
eccetera, sono descritti in un lavoro corale. In finale c'è
una breve sintesi della legislazione italiana in materia di inserimento
scolastico degli alunni disabili.
PANIZZA
G., Alcuni interrogativi dal punto di vista dell'etica, in
AA.VV., Aids e riduzione del danno in Calabria, Lamezia Terme, 1995, pp.
16-26.
Il capitolo tratta i
servizi "di strada" utilizzati negli interventi di riduzione
del danno e del rischio rispetto alla trasmissione dell'aids. Tocca
gli ambiti delle tossicodipendenze, delle trasfusioni, della prostituzione.
Entra in particolare nelle teorie ed atteggiamenti sociali di fronte alla
riduzione del danno con persone sieropositive al virus HIV o malate di
aids, con persone sieropositive e facenti uso di droghe, e propone considerazioni
etiche e strategie di intervento sociale tra cui quella di "assistere
gli assistenti" che operano in servizi complessi e ad alto coinvolgimento
emotivo come quelli di riduzione del danno.
PANIZZA
G., Handicappati in Calabria, con Floppy Disk (in collaborazione
con Regione Calabria, Ass.to Pubblica Istruzione), Lamezia Terme, 1994,
pp. 271.
Il libro è un
manuale informativo sulle condizioni, i diritti, le opportunità
delle persone disabili in situazione di handicap in Calabria. I capitoli
riguardano la definizione di handicap e di invalidità; l'assistenza
sanitaria costituita dalla prevenzione, cura e riabilitazione; le provvidenze
economiche riguardanti le pensioni e gli assegni; le norme di diritto
allo studio; l'inserimento lavorativo; le barriere architettoniche;
i trasporti; le varie associazioni esistenti in Italia di tutela. Il volume
è corredato di una corposa appendice legislativa in materia di
handicap.
PANIZZA
G., Socializzare il territorio: oltre l'emarginazione, i nuovi
itinerari di auto organizzazione e di impegno del volontariato, AA.VV.,
Salerno, 1994, pp. 32 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il documento è
costituito da punti di interesse per l'approfondimento e la discussione
dei gruppi di volontariato tra di loro e con le agenzie educative. I temi
toccati sono: l'accoglienza, la formazione,la responsabilità
dei gruppi; la auto organizzazione ed il coordinamento dei gruppi; la
cittadinanza, il territorio, l'appartenenza. La filosofia degli articoli
vari è quella di sostenere un volontariato soggetto di responsabilità
e non di delega, il quale sappia pertanto operare idoneamente, ma anche
mettere al centro le politiche sociali agite dalle istituzioni locali.
PANIZZA
G., La conflittualità e l'integrazione delle differenze
tra le culture degli operatori, dei volontari e dei disabili, AA.VV.,
Lamezia Terme, 1993, pp. 3, 73-80.
Nel capitolo si descrivono
le tappe evolutive della Comunità Progetto Sud, indicando i progetti
promossi, le motivazioni sociali o politiche o culturali che li hanno
sostenuti, gli strumenti e le alleanze messi in campo, i tempi di realizzazione.
All'interno delle molteplici iniziative e dei servizi gestiti, il
volume sottolinea gli interessi diversi e talvolta conflittuali imputabili
agli operatori e ai professionisti, alle persone disabili o cittadini
utenti e ai volontari. Il testo è un resoconto di un programma
formativo generale dell'organizzazione, finalizzato a consapevolizzare
i diversi soggetti portatori di interessi altrettanto differenti, e a
far elaborare proposte di approccio innovative e costruttive.
PANIZZA
G., Proposta di riforma degli interventi a favore del singolo e del
nucleo familiare in condizioni di disagio economico e sociale nel quadro
della sicurezza sociale, in POLI A. (a cura di), Documenti, Supplemento
alla Rivista del Volontariato, N. 4, Roma, 1993, pp. 16 (elaborate in
lavoro di gruppo).
Il testo rappresenta
il commento ad una delle innumerevoli proposte di legge quadro di "riforma
dell'assistenza" elaborate al di fuori della compagine governativa,
da parte degli organismi privati di intervento sociale. Dopo una introduzione
che offre il quadro di insieme, alla luce della Costituzione italiana,
in cui si spiegano gli elementi economici, assistenziali e complementari
che costituiscono la sicurezza sociale, il documento riporta le ragioni
sottostanti ad un articolato di legge sull'assistenza, puntando alle
misure economiche e sociali a favore del nucleo familiare, ai servizi
sociali e alle prestazioni sociali, agli organi competenti nella materia,
ai finanziamenti e ai controlli.
PANIZZA
G., Crescere coi bambini handicappati, Lamezia Terme, 1993, pp.
24.
Il volumetto è
composto di brevi frasi e disegni coi quali si è inteso aiutare
didatticamente le famiglie e le agenzie di servizio ad affrontare in prima
istanza la situazione non sempre facile di accogliere un bambino o una
bambina con handicap in casa. Frasi e disegni sono pertanto l'inizio
di un discorso; il tutto è costruito come l'inizio di un percorso
didattico ma anche operativo, di cui si anticipano e prefigurano le possibilità
di andare avanti affrontando la situazione "inaspettata" della
nascita di una persona disabile, e di fronteggiare l'evento con un
atteggiamento "friendly", evitando di rimanere da soli ad accogliere
il bambino o la bambina e interpellando e coinvolgendo le istituzioni
competenti.
PANIZZA
G., Tra vecchie e nuove risposte all'handicap, in SERRA N.
(a cura di), Pianeta Handicap, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria Editrice,1992,
pp. 121-125.
L'articolo descrive alcune
sensibilità culturali sociali nei confronti del pianeta handicap,
sostenendo che in pratica si è assimilato il principio del rispetto
verso gli handicappati, ma non si è realizzata ancora assieme a
loro una pratica di convivenza, di convivialità, di integrazione
dei normali ambiti della vita. Si descrive il dislivello esistente tra
l'alta coscienza dei diritti dei disabili e la bassa pratica quotidiana
di riconoscimento di tali diritti. Si va poi a descrivere le vecchie risposte
esistenti in Calabria alle problematiche dei disabili, e ad enumerare
alcune nuove risposte, servizi recenti, iniziative che fanno fatica a
decollare anche perché non riconosciuti "validi" dalla
politica sociale regionale. La proposta chiave di lettura di un futuro
dignitoso per le persone disabili è quella che invita loro stessi
ad accettare la sfida della costruzione della loro identità battendo
strade di organizzazioni gestite da essi stessi e non da altri.
PANIZZA
G., Handicappati in Calabria: la cultura e le politiche sociali,
in AA.VV., Qualità della vita dei portatori di handicap nella USSL
31, Reggio Calabria, 1992, pp. 95-106.
Il capitolo offre una
lettura esistenziale dell'handicap, facendo una introspezione dal
punto di vista delle persone disabili e dei loro familiari, di coloro
che vivono in stretta relazione professionale o di aiuto ed amicale con
essi. Stende alcuni dati regionali riguardanti l'handicap, le domande
e le risposte e gli spazi di abbandono di questa realtà. Emerge
il tema della istituzionalizzazione concentrata in pochi luoghi della
regione, ma ad alta intensità di posti letto. Si evidenziano le
alternative al ricovero le quali sono poco diffuse. Si evidenzia il fenomeno
della concentrazione/assenza dei servizi per l'handicap nel territorio
regionale. Infine viene proposta una interpretazione della identità
e della libertà degli handicappati di Calabria, i quali dovrebbero
costruire anche in prima persona, senza deleghe, iniziative di autoorganizzazione
e autodifesa, di autopromozione ed autogestione delle opportunità
per un loro cammino di identificazione e di soggettualità culturale,
sociale e politica.
PANIZZA
G., Le politiche sociali oltre la crisi dello Stato, in AA.VV.,
Bologna, 1992, pp. 81 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volume offre una
lettura critica e propositiva delle politiche sociali in Italia, dal punto
di vista di gruppi del "privato sociale". Nei capitoli si avanzano
alcune ragioni per cui nel nostro Paese la dimensione sociale non viene
assunta nell'agenda politica, e nemmeno la società civile
la richiede con convinzione e gli addetti ai lavori non la valorizzano.
Si propone di lasciarsi interrogare dalla marginalità, si avanzano
alcune denunce sull'avanzare della sicurezza pubblica piuttosto che
della sicurezza sociale nell'immaginario collettivo e nella prassi
del consenso politico, si propone una risposta sociale come accoglienza
sociale oltre che individuale, utilizzando una categoria utopica di "servizi
accoglienti" e "società accogliente".
PANIZZA
G., Sud, Europa, Mediterraneo: il volontariato meridionale e le sfide
della nuova solidarietà, AA.VV., Salerno, 1992, pp. 36 (elaborate
in lavoro di gruppo).
Scopo del volumetto
è di contribuire alla riflessione dei gruppi di volontariato e
di stimolare una verifica sulle sue attività nel contesto mondiale.
Il bisogno di comunità e l'interdipendenza della vita sociale
aprono una visione sul villaggio globale che ormai abbatte le distanze
e avvicina le differenze linguistiche, religiose, etniche, e mondializza
la concezione degli interventi sociali. Il Mezzogiorno non si comprende
leggendo solo il Mezzogiorno, ma collocandolo all'interno degli scenari
internazionali. Al contempo il testo sostiene che il Sud è il luogo
paradigmatico di quanto si sta muovendo a livello più ampio, cioè
l'ambito dove si disoccultano processi e meccanismi di tipo più
articolato. In questo contesto, la solidarietà di cui le organizzazioni
di volontariato sono testimoni si dilata e si mondializza, invitandole
a prendere in considerazione anche i modelli di sviluppo distorto e profondamente
iniqui che si stanno rinforzando sul pianeta.
PANIZZA
G., Per essere protagonisti del cambiamento, in AA.VV., La pace:
i suoi nomi e i suoi percorsi al Sud, Lamezia Terme, 1991, pp. 19-22.
Il capitoletto descrive
alcune teorie sulla pace e sulla guerra conosciute nella cultura e nella
storia, dal punto di vista dell'etica proposta dalla dottrina sociale
della chiesa cattolica. Tratta poi della pace in un mondo che cambia e
da cambiare, descrive alcune parole-chiave da utilizzare in senso educativo
e culturale, propone alcune iniziative sociali e alcune sfide attuali
da raccogliere al Sud, per divenire soggetti politici di pacificazione
tra le religioni, le culture e i popoli.
PANIZZA
G., Fandango e Scheda di valutazione, AA.VV., Lamezia Terme,
1991, pp. 24 + 16 (elaborate in lavoro di gruppo).
I due lavori rappresentano
il programma di riabilitazione delle comunità terapeutiche gestite
dalla nostra associazione Comunità Progetto Sud e la scheda di
valutazione del percorso di crescita delle persone in carico. Il programma
descrive le modalità di accoglienza in comunità, gli obiettivi
dei programmi terapeutici, le metodologie e gli strumenti di intervento,
le professionalità impiegate da parte dell'ente, il programma
e le sue tappe. La scheda di valutazione è suddivisa in alcune
aree di valenza pedagogica relative alle tappe della crescita della persone
e delle proprie responsabilità.
PANIZZA
G., Associazionismo e Mezzogiorno, tra riforma della politica
e nuove forme di rappresentanza, AA.VV., Lamezia Terme, 1991, pp.
3-5.
L'articolo tratta
le modalità di confronto esistenti nel Mezzogiorno tra associazioni,
movimenti e partiti politici, in vista della partecipazione politica.
In esso si insiste sull'importanza di ricostruire la rete sociale
tra i gruppi organizzati della società civile e di impegnarsi nella
linea della solidarietà e non delle lobby di autotutela, al fine
di rifondare larghe appartenenze, e di tentare modalità concrete
per far diventare quotidiano e normale l'usufruire dei diritti di
cittadinanza politica, civile e sociale.
PANIZZA
G., Handicappati e riabilitazione: dall'esperienza alla
proposta tecnica e culturale, AA.VV., Lamezia Terme, 1990, pp. 5-8.
Il breve capitolo descrive
alcuni aspetti organizzativi della riabilitazione alle persone disabili
in Calabria, e sottolinea alcuni aspetti tecnici e politici del settore.
Si sofferma sul protagonismo delle persone disabili all'interno di
un servizio rivolto alla loro riabilitazione, criticando gli aspetti di
negazione della loro partecipazione. Descrive l'ambivalenza dell'esistente
in materia di centri di riabilitazione a gestione pubblica e privata,
e propone una progettualità basata sulla corretta gestione del
comparto "riabilitazione", sulla necessità di lavoro
professionale alto, sul coinvolgimento delle persone disabili nella determinazione
dei programmi e delle finalità dei trattamenti riabilitativi loro
rivolti.
PANIZZA
G., Chi si droga non ha bisogno di galere ma di servizi e solidarietà,
AA.VV., Lamezia Terme, 1990, pp. 38 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volumetto contiene
un appello scritto a più voci contro l'intolleranza verso
i giovani che vivono il disagio della dipendenza dalle sostanze stupefacenti
e psicotrope. Analizza alcuni aspetti del fenomeno della diffusione della
droga in Calabria, e colloca la tematica tossicodipendenza nel contesto
della magistratura, della sanità, della prevenzione culturale e
della terapeuticità. Nel libro si sostiene la diseducatività
del carcere per i tossicodipendenti in generale, e si propongono strade
nuove da sperimentare, quali quelle di "educare senza punire",
educare alla salute per prevenire la droga, sostenere l'associazionismo
giovanile.
PANIZZA
G., Cittadinanza e meridione, in AA.VV., Cittadino volontario,
Fermo, 1989, pp. 111-112.
L'articolo indaga
alcune modalità di partecipazione politica nelle città del
Sud, mettendo in evidenza le esperienze amministrative di Palermo, Catania,
Reggio Calabria. Si pone interrogativi sulla soggettualità sociale
dei gruppi di volontariato e sulle formazioni sociali, soggettualità
che si sta interrogando se sia tempo e giusto investirla in esperienze
di rinnovo della politica. Stare nel sociale "gratuito" o nel
sociale "politico"? Di certo il bisogno di apportare al Sud
più diritti e più doveri, più bene comune e più
bene partecipato in comune, anche nelle responsabilità politico
amministrative, va preso in seria considerazione.
PANIZZA
G., Associazionismo e politiche sociali in Calabria, in AA.VV.,
Un movimento culturale per l'ambiente: tra voglia di partecipazione
e cambiamento della politica, Lamezia Terme, 1989, pp. 67-74.
Nel capitolo si parla
della stagione di protagonismo che stanno vivendo in prima persona le
associazioni, e si sostiene l'importanza che esse si aggreghino in
un movimento culturale rilevante. I movimenti ambientalisti sono invitati
a dialogare coi movimenti di intervento sociale, per affrontare quei temi
umani e culturali che rompono con una mentalità ristretta e talvolta
mafiosa, che non danno futuro né all'ambiente né alla
solidarietà sociale. Si invitano i vari gruppi a dotarsi di obiettivi
chiari, di metodi e strumenti idonei, di strategie all'altezza del
compito, di assumersi responsabilità più ampie di quelle
portate avanti finora.
PANIZZA
G., Il volontariato nel Mezzogiorno: dal Sud una nuova solidarietà,
AA.VV., Salerno, 1989, pp. 30 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il documento preparatorio
ad una riflessione corale di gruppi di volontariato del Sud descrive l'attuale
fase di vita "politica" dei gruppi. Apre il discorso sul ruolo
politico del volontariato, sulle motivazioni all'impegno politico,
sui caratteri che dovrebbe assumere e sul rapporto tra etica e politica
e democrazia e politica. Su questi aspetti invita alla formazione alla
politica e a promuovere alleanze con gli altri soggetti della società
civile impegnati nel rinnovamento della politica.

|
PANIZZA
G., Fare comunità dall'emarginazione, Edizioni Gruppo
Abele, Torino, 1989, pp. 136.
Tra gli strumenti di
intervento sociale nel campo dell'emarginazione, la comunità
gode di un consenso fin troppo diffuso. Al punto che le comunità
"terapeutiche" ricevono (e spesso accettano) in delega la gestione
dei "casi difficili" che la società ritiene di non poter
riuscire a seguire ed accogliere. Questo libro racconta, spiega e descrive
come si possa operare come comunità, come gruppo, oltre che come
professionisti singoli, nel campo sociale. I temi trattati riguardano
le differenti concezioni di "comunità", la vita in comune,
la struttura gruppo, la cultura emergente dal lavoro sociale, le "responsabilità"
politiche di un gruppo di impegno sociale.
PANIZZA
G., Presentazione e glossario, in AA.VV., Handicappati a Lamezia
Terme, Lamezia Terme, 1988, pp. 9-21.
L'articolo e le
note di glossario affrontano il tema dell'handicap grave e gravissimo
nel territorio di Lamezia Terme. La ricerca svolta dal Comune in collaborazione
con la Comunità Progetto Sud ha permesso di conoscere in modo reale
e più direttamente i problemi, i bisogni e le richieste delle persone
handicappate e delle loro famiglie. Le principali questioni emerse riguardano
il bisogno di riabilitazione, la quale dovrebbe funzionare meglio sia
in senso sanitario che sociale. Altra questione è l'inserimento
scolastico, il quale dovrebbe funzionare con il supporto certo dell'assistenza
nella scuola e della presenza dei professionisti della equipe socio psico
pedagogica e degli specialisti. Una terza questione ha riguardato la socializzazione
dei soggetti disabili in situazione di gravità: la socializzazione
infatti deve andare oltre le relazioni protette e arrivare nei circuiti
normali della vita sociale.
PANIZZA
G., Affido familiare in Calabria, AA.VV., (con Regione Calabria,
Ass.to Servizi sociali), Catanzaro, 1987, pp. 27 (elaborate in lavoro
di gruppo).
Il testo si riferisce
all'affido per come concepito nella legge n. 184/83, dove afferma
che il minore ha diritto di essere educato nell'ambito della propria
famiglia di origine e che solo in situazioni di comprovato disagio si
può provvedere ad inserirlo in un ambiente familiare diverso dal
proprio. Il testo offre indicazioni per le famiglie affidatarie, utili
ad un approccio corretto secondo la legge e secondo le delibere della
Regione Calabria conseguenti. Descrive alcune difficoltà notorie
nelle pratiche di affido, e propone indicazioni anche per gli operatori
sociali che hanno la presa in carico di tali processi di aiuto tra famiglie.
PANIZZA
G., Il volontariato nella pastorale della Chiesa, in AA.VV., Volontariato
e comunità cristiana, Edizioni Caritas Italiana, Roma, 1986, pp.
147-167.
Il capitolo è
un sussidio per la formazione al volontariato, destinato a bambini e ad
adolescenti, dal punto di vista dei valori cristiani. Esso descrive gli
obiettivi di sensibilizzazione e di spiegazione di elementi basilari utili
alla comprensione del volontariato che opera nel sociale. Offre alcuni
aspetti metodologici teorici ed altri operativi, e descrive alcune forme
di volontariato esistenti, quali: fare volontariato in gruppo, svolgere
iniziative di volontariato nelle emergenze naturali, il servizio di volontariato
sanitario, ecc. Inoltre descrive alcuni principi e metodologie di valorizzazione
del volontariato ad uso degli educatori e dei formatori.
PANIZZA
G., La mappa regionale dell'emarginazione, in "Calabria",
n. 7, 1985, pp. 44-60.
L'articolo è
il frutto di una ricerca svolta sui temi della cosiddetta emarginazione
"pesante" in Calabria. Si indagano le cosiddette vecchie povertà
e nuove povertà esistenti sul territorio, espresse come in una
mappa per categorie sociali deboli o indebolite, e si operano delle proposte
di intervento sociale come via di uscita. I punti trattati riguardano:
il reddito, la disoccupazione, l'ambiente di vita, la salute, la
casa, la solitudine, l'handicap, gli anziani, i malati di mente,
i tossicodipendenti, i minori, gli zingari, i carcerati.
PANIZZA
G., Quali forme di volontariato nel Sud, in AA.VV., Il ruolo del
volontariato nel Mezzogiorno, Reggio Calabria, 1985, pp. 67-77.
Il capitolo descrive
l'esperienza di avvio e lancio della Comunità Progetto Sud
di Lamezia Terme, negli aspetti di mix tra persone disabili e volontariato,
e la promozione della prima cooperativa di intervento sociale. Pertanto,
dopo aver descritto una breve storia e alcune modalità dell'inizio,
si aggiunge il modo di articolarsi in più iniziative, ed i modi
di evitare di accrescersi in una unica organizzazione. Si descrivono poi
alcuni aspetti di relazione con gli Enti locali e con il territorio.Infine
si mettono in evidenza alcuni nodi critici, legislativi e culturali, da
affrontare in materia di volontariato e di cooperazione di solidarietà
sociale.
PANIZZA
G., Una rete di alleanze per il cambiamento al Sud, in AA.VV.,
Lamezia Terme, 1984, pp. 12 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il breve saggio analizza
e spiega la realtà attuale del Sud come una società a dipendenza
assistita in cui il disagio è normalità, per cui si determina
un legame perverso di auto alimentazione tra dipendenza e assistenza:
essere assistiti è condizione necessaria per creare dipendenza.
In questa parte del Paese si è verificata una modernizzazione senza
sviluppo che continua a produrre una fascia ampia di marginali, anche
se a macchia di leopardo. In questo la nuova mafia interviene contestualmente
su due mercati: quello criminale e quello legale, favorendo tra questi
una commistione di flussi finanziari attraverso il riciclaggio del denaro
sporco. Di fronte a queste macro realtà sociali nel testo viene
proposta ai gruppi organizzati della società civile la costruzione
di una rete di alleanze nella prospettiva del cambiamento. Occorre liberare
il futuro dalle ipoteche del presente, indicando la questione del nuovo
complesso della cittadinanza e dello sviluppo dei nuovi diritti della
vita quotidiana. Per il Terzo settore si indicano percorsi di autonomia
da sperimentare lungo tre coordinate: la relazione, la formazione e il
lavoro.
PANIZZA
G., Handicappati in Calabria: Manuale di informazione, Edizioni
Marra, Cosenza, 1984, pp. 251.
Il testo fa la
cronistoria della nascita della legge regionale n. 28 del 3 settembre
1984 sul superamento dell'handicap in Calabria, promossa dalla Comunità
Progetto Sud con numerosi disabili calabresi. Il primo blocco è
un manuale informativo sulle disabilità e sui diritti disponibili,
sulle provvidenze economiche, ed offre schede e fac simili per formulare
richieste al fine di risolvere svariati problemi degli handicappati, quali
la pensione o l'assegno di accompagnamento, la riabilitazione o la
cura, l'eliminazione delle barriere architettoniche o i trasporti,
ecc. Il secondo blocco descrive la lotta portata avanti dagli handicappati
in Calabria per ottenere l'approvazione della legge citata. Il terzo
blocco è una antologia legislativa sulle invalidità e sulle
questioni riguardanti l'handicap.
PANIZZA
G., Sarete liberi davvero, in AA.VV., Torino, Edizioni Gruppo Abele,
1983, pp. 80 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il testo si rivolge
ai giovani e a chi opera nelle agenzie educative e nei servizi loro rivolti.
Tratta i temi del disagio giovanile e dell'emarginazione, analizzando
le cause remote e proponendo una lettura critica, innovazioni legislative
e comportamenti sociali accoglienti. Nel testo si avvia una lettura critica
delle tossicodipendenze, affermando che la tossicodipendenza non è
un problema solo di chi si droga ma di una società nella sua globalità.
Nella seconda parte il testo pone i medesimi interrogativi, sull'accoglienza
delle storie dei giovani e delle categorie degli emarginati, alle chiese
che sono in Italia, indicando la strada della condivisione come strada
maestra per essere chiese coerenti con il vangelo e con la storia dell'umanità
sofferente.

|
PANIZZA
G., Manifesto contro la cultura dell'emarginazione, PANIZZA
G., (a cura di), Lamezia Terme, 1982, pp. 16 (elaborate in lavoro di gruppo
col metodo della scrittura collettiva).
Il manifesto descrive
l'autocoscienza di persone e gruppi che hanno vissuto direttamente
il problema della discriminazione sociale e dell'emarginazione. Dopo
un resoconto introspettivo e dopo considerazioni sociopolitiche, il documento
esprime il "no" a tutte le culture che emarginano le persone
in nome delle classi e delle etnie, del sesso e delle ideologie, del denaro
e del ruolo sociale. In finale vengono descritti i criteri di una cultura
non emarginante, con dentro libertà, spazi di autonomia, ragioni
e strumenti, capacità di tenerezza umana e di solidarietà
sociale.
PANIZZA
G., La scuola handicappata, in PANIZZA G., TER LAAK J. G., La scuola
handicappata, Lamezia Terme, 1981, pp. 57.
Nel volumetto i due
autori trattano il tema dell'inserimento nella scuola normale e nelle
classi normali degli alunni ed alunne disabili. I capitoli rappresentano
un mix di mission della scuola dell'obbligo e di diritto allo studio
degli alunni disabili insieme ai loro coetanei, soffermandosi sulle metodologie
da utilizzare e su quelle ancora da sperimentare. Accanto ai nodi problematici
esistenti nella scuola, vengono analizzati alcuni atteggiamenti dei genitori
degli alunni disabili, al fine di orientare la partecipazione e la fiducia
ad inserire i loro figli al fine di una integrazione prima nella scuola
e poi nella società.
PANIZZA
G., Una esperienza formativa. Settore handicap, in Esperienze di
formazione promosse dal volontariato, Roma, Formez, 1981, pp. 14-30.
Il capitolo tratta alcune
modalità formative rivolte a persone disabili e alle famiglie,
finalizzate alla conoscenza delle problematiche dell'handicap e alla
consapevolezza delle risorse da riscoprire e rivalutare partendo da se
stesse. I temi della autogestione, della ricerca, delle alleanze, del
lavorare per progetti, della soggettualità sociale e politica vengono
tracciati in un resoconto di esperienze formative svolte dalla Comunità
Progetto Sud di Lamezia Terme. In particolare l'articolo enfatizza
le metodologie di coinvolgimento delle persone disabili ad assumere non
un ruolo passivo ma attivo, fino anche a diventare volontari nei settori
della vita sociale.
PANIZZA
G., La chiesa in Calabria di fronte all'emarginazione, Catanzaro,
1980, pp. 52.
Il testo è
un resoconto degli approfondimenti e delle proposte socioculturali scaturiti
dal convegno ecclesiale nazionale del 1976 intitolato "Evangelizzazione
e promozione umana", e riporta una sintesi dell'omonimo convegno
ecclesiale regionale svoltosi a Paola, in Calabria nel 1978. Inoltre tratta
dei servizi sociali ed assistenziali gestiti dalla chiesa in Calabria,
facendo alcuni commenti dal punto di vista dell'etica, delle loro
modalità e capacità o lacune organizzative e del trend del
comparto delle politiche sociali regionali. In finale indica alcune proposte
operative da assumere e alcuni dati generali riguardanti le situazioni
di povertà ed emarginazione presenti sul territorio regionale.
Inoltre, come Direttore e pubblicista della Rivista scientifica “ÀLOGON” (ISSN 2035-9136), negli 86 numeri editi dal 1986 ad oggi, e sui “Quaderni della Comunità Progetto Sud” stampati fin dal 1980, ho pubblicato circa 100 articoli sui temi dell’handicap, della tossicodipendenza, dell’aids, delle politiche sociali, della cultura delle legalità e della solidarietà, alcuni dei quali disponibili su sito www.c-progettosud.it alla voce “Editoria” e “Pensiamoci su”.
Lamezia Terme, 3 aprile 2012
Giacomo Panizza
|