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Abstract delle pubblicazioni

di Giacomo Panizza



PANIZZA G., Beni che insegnano, simboli oltre la confisca, in Italia Caritas, 2012, n. 2, pp. 16-18
Gli immobili sottratti alle mafie sono beni economici, utilizzabili per fini sociali. Ma vanno valorizzati soprattutto come beni relazionali, che mettono in rapporto società e istituzioni. E come messaggi di riscatto e partecipazione democratica. Lo “spirito” della legge 109/1996 intende i beni confiscati a dimensione altamente “relazionale”: non solo beni da far fruttare, o gestire come servizi alla persona. In questo, la cultura legislativa si è dimostrata più illuminata della cultura sociale corrente.

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ANTISERI D., PANIZZA G., Il dono e lo scambio, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012, pp. 92
È possibile fondare una società solo su relazioni di fraternità potendo fare a meno dell’economia e delle relazioni di scambio economico che contraddistinguono fin dall’antichità le società umane? E, viceversa, è possibile immaginare un mondo regolato esclusivamente dalla legge del mercato, dall’interesse dei singoli e dalle relazioni di scambio economico? A partire da queste domande nasce un dialogo tra il filosofo cattolico Dario Antiseri e il sacerdote Giacomo Panizza sull’importanza del dono e dello scambio, ma anche sulla ragione critica, l’etica, la proprietà, la solidarietà, la pace, la povertà e il benessere. Attraverso brevi capitoli, argomentazioni e domande reciproche gli autori delineano un quadro composito, a tratti in rapporto dialettico e a tratti ricomponendo in una visione complementare i rispettivi punti di vista.

PANIZZA G:, In Calabria: le ambiguità del sociale, Incontro con Nicola Ruganti e Lorenzo Maffucci, Gli Asini, febbraio-marzo 2012, n. 8, pp. 47-52
L’intervista si sofferma sui temi del lavoro sociale, della politica, dell’economia, dell’occupazione e della cultura in Calabria, in un territorio in cui la legalità e l’illegalità li raffronta, condiziona o promuove. Ne esce una società civile chiamata ad affrontare sfide annose, in particolar modo quella della coesione sociale per i diritti di cittadinanza.

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PANIZZA G. con Fofi G., Qui ho conosciuto purgatorio inferno e paradiso, prefazione di Roberto Saviano, Feltrinelli Milano 2011
• Del Sud mi piace chi se ne sta a mani nude, disarmate; chi non si lascia tentare ad opporsi ai violenti coi loro stessi metodi.
• Mi piace tenermi negli occhi la luce, il cielo, il mare con le Eolie dentro e la riga del sole rosso che ci tramonta dietro.
• Mi piace ascoltare la gente del Sud parlare le sue parole.
• Dal Sud ho imparato che non tutto è urgente, non tutto deve essere perfetto o in orario, non tutto è essenziale: e mi è piaciuto.
• Al Sud mi piace chi fa il padrino senza fare il padrone, chi fa doni per amicizia e non per legarti al suo clan.
• Mi piacciono le madri che non dimenticano i figli, qualunque cosa abbiano combinato; madri che supplicano i boss di ’ndrangheta di svelare dove hanno buttato o seppellito i loro figli, spariti di lupara bianca, per portarci un fiore.
• Del Sud mi piacciono le donne, attente e appassionate, con cuori grandi.
• Mi piace vedere i giovani “sbattersi” coi partiti politici, con l’utopia di rinnovare i partiti e la politica.
• Mi piacciono quelli che in tribunale si ricordano le facce e le parole di chi ha chiesto loro il pizzo, indicandoli davanti a tutti.
• Mi è piaciuta l’idea di emigrare a rovescio, di andare a conoscere limbo e inferno, purgatorio e paradiso, la mia vita con altri altrove.

PANIZZA G. (a cura di Panizza G., Ferraro G., Taiani G., Iniziative pastorali e “opere segno”, Lamezia Terme, 2011, pp. 112
Il vademecum descrive le attività e le iniziative di assistenza e di promozione umana e sociale promosse dalla Caritas diocesana di Lamezia Terme, con un resoconto statistico riguardante il Centro di ascolto e l’Agenzia di mediazione culturale. Riporta anche le schede sintetiche delle numerose associazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana presenti nel territorio diocesano, censite attraverso il programma SINOSSI (acronimo per Sistema di Indagini sulle Opere ecclesiali Sanitarie e Sociali in Italia).


PANIZZA G:, Dove tu non vuoi. Commento laico al Vangelo di Giovanni 21, 18, in Oggi Domani Anziani. Prevenire la non autosufficienza si può?, Trimestrale della Federazione nazionale pensionati – CISL, n. 3 2011, pp. 107-121
Quando per la prima volta ho colto il significato di non autosufficienza ero già adulto. Ci ho dovuto riflettere perché Enrichetta mi aveva sparato in faccia la frase secca: «Tu cammini!» Parlava con difficoltà, la spasticità le consentiva di pensare veloce ma la obbligava a modulare piano e a monosillabi le parole da dire, eppure, quel giorno che le avevo fatto visita, il dialogo sulle cose della vita è terminato con questa frase emessa d’un fiato, e per me illuminante. L’ho salutata facendo finta di nulla, ma lei aveva capito di avermi smosso dentro, di avermi iniettato un concetto fino ad allora da me mai appieno percepito. Pur avendo incontrato decine e decine di persone non autosufficienti perché ammalate anziane o con disabilità, non avevo mai colto così chiaro come in quell’attimo il fatto che “io cammino” e non ci penso, e il suo rovescio, che qualcuno non cammina e si arrovella e ci soffre. (dal testo, pag. 118)

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PANIZZA G., I primi saranno soli, in Pozzi P. (a cura di), Dov'è Dio. Il Vangelo quotidiano secondo quattro preti di strada, Einaudi, Torino 2011, pp. 55-85
Don Andrea, don Gino, don Giacomo e don Dario credono che il Vangelo si ripeta ogni giorno nella nostra vita. Basta prestare attenzione. L'incontro con quattro preti che hanno riconosciuto la figura di Gesú tra i matti, gli handicappati, i poveri, i tossici, i carcerati. E che, per questo, si sforzano da sempre di seguire le indicazioni cristiane - semplici, ma non facili - anche scontrandosi contro la Chiesa ufficiale. Attraverso le loro storie - spesso ai limiti della povertà, della violenza e del dolore - sapremo dove hanno cercato Dio e se, e come, l'hanno trovato. I luoghi in cui si rintracciano, oggi, le parabole del Nuovo Testamento e qual è la strada da percorrere per ritrovare il senso di un'esistenza autentica e piena.

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PANIZZA G., La ’ndrangheta come luogo di educazione totale, in Gli Asini, settembre-ottobre 2010, n. 2, pp. 55-60
In taluni territori, dentro la mentalità comune confluiscono più forme di mafiosità: quella dei boss e quella delle donne di mafia, quella dei giovani in carriera nelle cosche e quella degli altri giovani,ma anche quella che si respira nella relazioni, nelle parole e nei silenzi delle città. Tutto ciò non accade per caso. Si esprime attraverso regole “educative” piegate al raggiungimento degli scopi criminali dei clan, non certo della crescita umana dei suoi giovani componenti, per i quali è stabilito che sia secondario persino il sentimento di amicizia.

PANIZZA G., I rischi e le sfide. Politiche sociali per il terzo settore, in Appunti sulle politiche sociali, settembre-ottobre 2010, n. 5, pp. 7-11
Una scossa forte al terzo settore si prefigura quella diretta a minare i nostri valori quando, col pretesto della crisi, ci chiederanno di operare beneficenza e non promozione dell’autonomia delle persone; così come quando tenteranno di imporci di snaturare le nostre professioni sociali per farcele declinare in custodia, controllo, separazione dei deboli a tutela dei benestanti e benpensanti.

PANIZZA G., Sostenere e diffondere l’affido familiare: tra carità personale e politica dell’accoglienza e L’adozione richiede intraprendenza e sostegno, in SCHINELLA I. (a cura di) Affido e adozione: vocazione sponsale alla vita, Editoriale progetto 2000, Cosenza 2009, pagg. 71-80 e pagg. 99-105
I due capitoli espongono alcune problematiche e risorse dell’affido e dell’adozione, per come vengono interpretati dalla cultura e dalle politiche in Calabria, insistendo sulla legislazione e sul ruolo della famiglie aperte e accoglienti. Si sottolinea l’importanza di avere servizi sociali sempre più competenti, facendo in modo che affido e adozione oltre che familiari divengano sempre più “sociali”. Si focalizzano inoltre i quattro soggetti da tenere presenti nello svolgimento dell’istituto dell’affido e dell’adozione: la famiglia adottante o affidataria, il minore adottato o affidato, le istituzioni di garanzia, la madre o i genitori di nascita dei minori in affido o adozione.

PANIZZA G:, L’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, una vergogna italiana, in Lo Straniero, Roma, 2009, n. 108, pp. 35-47
Il 17 marzo 2009 le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno sgomberato l’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, in provincia di Cosenza, un istituto smisurato, con stanze e corridoi, reparti su reparti, palazzi a fianco di palazzi, che man mano hanno stravolto il piccolo paese di circa 700 abitanti ricoverando fino a 742 persone assistite da 1.893 dipendenti. L’articolo racconta la giornata dello sgombero e ripercorre alcuni fatti salienti storici dell’Istituto, degli infruttuosi tentativi giocati in Calabria per cercare di costruire dignità umana ai ricoverati e dignità professionali ai lavoratori. L’andamento e l’epilogo dell’Istituto sono metafora delle politiche sociali contraddittorie che stanno avvenendo in Calabria, e non solo.


PANIZZA G:, L’indagato indagante, in S. Laffi (a cura di), Le pratiche dell’inchiesta sociale, Edizioni dell’asino, Roma 2009, pp. 7-17

Il volume è una raccolta di articoli che invitano alle buone pratiche dell’inchiesta come strumento indispensabile di conoscenza e di intervento sociale. Accanto a sociologi, scrittori, giornalisti e tecnici della comunicazione, l’approccio di questo capitolo sceglie la prospettiva delle persone appartenenti alle cosiddette fasce deboli o indebolite e degli operatori sociali, persone che solitamente vengono inchiestate da intervistatori e ricercatori addetti ai lavori. Nell’articolo si sottolinea l’importanza di “lasciarsi leggere” dagli altri, dal di fuori, dagli esperti in materia di inchieste, ma al contempo si sostiene l’importanza di fare ricerca a propria volta, per capirsi e capire di più e per indagare meglio i contesti le culture nelle quali si vive e si opera.


PANIZZA G. (elaborazione collettiva, testo a cura di) Di nuovo volontariato, di volontariato nuovo, Comunità Edizioni, Roma 2008, pagg. 40

Dove intende collocarsi il volontariato nel prossimo futuro? I gruppi del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) hanno inteso rileggere il posto e il ruolo del volontariato dentro i propri enti e servizi e nella storia sociale italiana. Ne è scaturita una riflessione in continuità con la storia dei movimenti dei volontariati italiani, ed inoltre si sono evidenziati alcuni punti di cambiamento che vengono esigiti da una stagione culturale caratterizzata da incertezza e paura, da politiche orientate ai temi della sicurezza pubblica più che della sicurezza sociale, da conflitti che si vanno accendendo all'interno del terzo settore stesso.

PANIZZA G., Lasciarsi investire, non esaurire dalla sicurezza, in Animazione Sociale, maggio 2008, n. 223, Gruppo Abele Periodici, TO, pp. 89-91
Discutere di sicurezza quanto basta,rivolgendosi agli operatori sociali. Quanto basta per non banalizzare la domanda di sicurezza. Ma pronti anche a sottrarsi al rischio di impantanarsi, come operatori sociali, in approcci che rischiano di dimenticare che dietro molti problemi sul territorio ci sono problemi di giustizia, accesso ai servizi e prima ancora al lavoro e alla casa, ridistribuzione della ricchezza, prepotenza della criminalità organizzata, spinte alla segregazione. E dunque, «lasciarsi investire, ma non esaurire dalla sfida della sicurezza», per interrogarsi criticamente su stili di vita e modello di sviluppo, legalità e giustizia, controllo sociale ed etica dell'inclusione.

PANIZZA G., Cittadinanza solidale e volontariato, in Inchiesta, 2007, n. 158, Edizioni Dedalo, Bari, pp. 10-12

L'articolo offre il resoconto storico dei gruppi, delle comunità e delle cooperative sociali del Cnca, in cui si evince che l'esperienza promossa e attraversata dal volontariato sociale si sta attualmente trasformando sempre più, in gran parte, in servizi stabili in cui predomina lavoro sociale professionalizzato.

PANIZZA G., Esperienze significative al servizio della polis, in AA. VV., È cosa nostra. Una pastorale ecclesiale per l'educazione delle coscienze in contesti di 'ndrangheta, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2007, pp. 89-94

Questo capitolo, tolto dagli atti del convegno promosso dalle Caritas diocesane della Calabria sul tema della chiesa locale di fronte al fenomeno della 'ndrangheta, evidenzia esempi significativi di come alcune realtà ecclesiali fronteggiano lo strapotere mafioso, con iniziative educative e di animazione sociale. Nel capitolo si auspica che la chiesa assuma più diffusamente l'impegno di contrasto alla cultura e alla prassi mafiosa, evitando di lasciarlo relegato a gruppi ecclesiali particolari o a singole associazioni sociali.

PANIZZA G., Quelli che... al disagio si ribellano, in Lo Straniero, Roma, 2007, n. 88, pp. 120-127

L'articolo entra nel dibattito aperto nella primavera 2007 dalla rivista Lo Straniero sul tema "Il disagio e chi lo cura”, avviato con una analisi del quadro desolante della politica sociale in Italia che deriva in gran parte dal disastro della politica e dal ruolo del terzo settore che corre sempre di più il rischio di venire utilizzato come "utile idiota”. Lo scritto offre alcuni punti chiave per fronteggiare il disagio nella crisi strutturale attuale, suggerendo l'importanza del "lavoro nel sociale” e di una sua rilettura con paradigmi di senso e relazionali, e di dare dignità e visibilità alle responsabilità sociali della politica, del terzo settore, della società civile.

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PANIZZA G., Io sono un grande sognatore: sfide e opportunità degli stranieri ad una terra accogliente, Laruffa Editore, Reggio Calabria 2007, pp. 160
Il libro è un'inchiesta sugli stranieri immigrati a Lamezia Terme. Attraverso interviste dirette ad alcuni stranieri dei diversi continenti e i dati di 657 persone, accumulati nel biennio settembre 2005 – agosto 2007 dall'Agenzia di Mediazione Culturale della Caritas Diocesana, si analizzano le aspettative delle persone immigrate, le abilità lavorative, gli atteggiamenti degli italiani nei loro confronti, la predisposizione alla coesione sociale inquadrata nel tema della "doppia fedeltà”, ovvero del sentimento positivo che nutrono sia verso il Paese di origine che verso il nostro. Il testo è corredato da alcune fotografie esemplari della loro vita quotidiana e professionale.

PANIZZA G., Esperienze di solidarietà e sussidiarietà: quando i servizi sono promossi e partecipati da noi, in AA. VV., Niente su di noi senza di noi. Cambiamenti socio-culturali e disabilità nei contesti territoriali, Editrice Nuova Frontiera, Salerno, 2007, pp. 125-139
Il capitolo tratta dell'esperienza fatta cultura di gruppi organizzati di lavoro sociale promossi da operatori, volontari e cittadini-utenti, della loro evoluzione o involuzione storica, di talune metodologie utili a dare parola all'esperienza dei vissuti e degli eventi, del senso individuale e di gruppo delle scelte operate. In Italia le persone con disabilità e i loro familiari hanno promosso in lungo e in largo esperienze di solidarietà, servizi sanitari e sociali, iniziative culturali e lotte di tutela dei diritti. Questa "produzione” di partecipazione risulta numerosa in persone, ricca e variegata in servizi, più che qualsiasi altra area sociale o categoria autoorganizzata "dal basso”.

PANIZZA G., La 'ndrangheta è un'associazione segreta che vuol farsi conoscere da tutti, in Lo Straniero, Roma, 2007, n. 82, pp. 32-39
Il brano analizza alcuni percorsi evolutivi della 'ndrangheta, invitando a non sottovalutarne le capacità di rete, di socializzazione forzata e violenta, di controllo del territorio, di connessione con imprenditori, figure della politica e opinionisti locali, mass media compresi. Entrando nella struttura di base dei clan e nei modi organizzativi attuati, si descrivono alcuni pilastri della 'ndrangheta, tra i quali la mediazione e l'accumulo di ricchezze e di potere, coi quali essa tiene in libertà vigilata molte aree della regione. Infine si profilano alcune ipotesi culturali e sociali volte a reimmaginare una cittadinanza dei diritti ancora possibili anche in Calabria.

PANIZZA G., I Patti Territoriali Sociali in Calabria: entusiasmi e fatiche, in Note sociali, a cura di Emilio Vergani, Rossano Calabro, 2006, pp. 13-32.
Questo capitolo, già pubblicato in Lo straniero, n. 35, compare in questo libro come premessa e sfondo ai processi realizzativi di un patto territoriale sociale sperimentato in Calabria.

PANIZZA G., M. P. Russo, (a cura di) Comunità accoglienti. Il CNCA Calabria si presenta, Comunità Edizioni, Roma, 2006, pp. 124.
Con questo annuario il CNCA Calabria si presenta al territorio regionale e ai suoi mondi vitali, alla società e alle istituzioni. Il testo descrive le iniziative e i servizi sociali, socio sanitari, educativi e formativi, occupazionali e di advocacy, di costruzione di comunità locali accoglienti, di contrasto alla criminalità organizzata, attivati dai gruppi del CNCA Calabria. Inoltre raccoglie alcuni fondamentali testi legislativi in materia di diritti sociali, dai quali evincere i valori e i principi di riferimento cui si ispirano le attività promosse e gestite dai gruppi federati.


PANIZZA G., Far bene il bene nel lavoro sociale e nel volontariato, Lamezia Terme, 2006, pp. 64
Dall'esperienza culturale della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme e di tante altre realtà solidali quali le Comunità di Capodarco o il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (Cnca) emerge una lettura del senso civile del volontariato e del lavoro sociale, e si impone l'importanza del ruolo proattivo delle Pubbliche amministrazioni, degli operatori sociali, de terzo settore e delle varie reti vitali presenti nella collettività.
Il testo ripercorre l'impegno e l'enfasi che in questo trentennio la società civile organizzata ha profuso sui nodi del Welfare dei diritti e delle corresponsabilità con le istituzioni, riportando su questi temi anche un dibattito dell'autore con Franca Olivetti Manoukian e Giovanni Zanolin.

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PANIZZA G., GRECO W. (a cura di), Povertà «familiari»: Dossier regionale 2005 sulle povertà in Calabria, Ed. Koiné, Reggio Calabria, 2006, pp.102
«Familiare» è la dimensione della povertà rilevata tra le persone italiane che si sono rivolte alle Caritas calabresi: prevalentemente sono donne, non abitano da sole e condividono coi familiari la medesima situazione di disagio sociale e esistenziale. Il bisogno, pertanto, quando si verifica ha cause profonde; in sostanza il livello di vulnerabilità diventa così pregnante da non riuscire a trovare soluzione nemmeno all'interno del nucleo familiare. Ma «familiare» è anche il senso di vicinanza, di prossimità, di paura della mancanza di beni materiali e immateriali che molte altre persone e famiglie calabresi e straniere, si trovano a vivere oggi. La povertà appare non raramente come una compagna di viaggio della vita, come una presenza stabile o come una minaccia tangibile.


PANIZZA G., Una storia critica del terzo settore, per rispondere alle sfide del presente e interrogarsi sul futuro, in Le nuove vie ai diritti: apporti dal terzo settore, Studi Zancan, 2-2006, pp. 117-129

Trent'anni di storia del volontariato e della sua lunga lenta articolazione in "Terzo Settore” in Italia, vista dal di dentro, criticamente, in rapporto alle sfide sociali e politiche. È il resoconto di un percorso affollato da milioni di persone e gruppi che hanno sentito e sentono l'importanza della società attiva nel ruolo della costruzione di coesione sociale e di nutrimento della democrazia, ruolo che viene messo in forse dalla dilagante domanda di sicurezza più che di solidarietà, e dalla crisi economica, politica, amministrativa e relazionale che intacca le possibilità di allargare le risposte ai bisogni e ai diritti sociali.
L'articolo descrive un terzo settore che, nato come attore sociale e promotore dei diritti, è stato sollecitato a divenire un tecnico del sociale. Dopo aver iniziato la sua sfida come costruttore di reti di cittadinanza e animatore di comunità che si attivavano per affrontare il disagio da esse stesse generato, oggi rischia di venire relegato al compito di gestore del disagio. Senza la memoria di quello che è stato e un preciso indirizzo culturale e politico, il terzo settore rischia di diventare troppo simile al privato for profit.

PANIZZA G., Servizi sociali: «gattopardo» della società?, in Animazione Sociale, 2005, novembre, n. 197, Gruppo Abele Periodici, TO, pp. 93-95
Possiamo moltiplicare interventi e servizi sociali senza fare un passo in avanti sul tema dei diritti. Disancorando i servizi sociali da criteri di giustizia e di equità, si rischia di non accorgersi del mutamento di paradigma che stiamo attraversando: infatti non si tratta solo di promuovere servizi sociali ma della lotta alle disuguaglianze.

PANIZZA G., Politica e 'ndrangheta, un rapporto obbligato, in Lo Straniero, Roma, 2005, n. 66/67, pp. 10-12
Si scopre periodicamente che l'Italia è un paese di mafie, dalle mani di velluto o dalla lupara facile. L'articolo spiega l'intreccio tra 'ndrangheta e politica a partire dall'uccisione di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, a Locri, all'uscita dal seggio il giorno in cui si tenevano le primarie del centrosinistra.

PANIZZA G., Operatori tra professionalità e desideri, in Animazione Sociale, 2005, gennaio, n. 189, Gruppo Abele Periodici, TO, pp. 93-94
Resoconto di un intervento di inserimento di persone con disabilità nell'Università della Calabria, in collaborazione con il Centro di Riabilitazione. Sottolinea la multiattorialità degli operatori del Centro, della scuola e del Centro con le persone con disabilità e la rete informale.

PANIZZA G., Etica e cura, in GALATI M., SAMA' A., VERGANI E., (a cura di) Rapporto di fiducia: azioni, metodologie, attori e apprendimenti di una progettazione sociale partecipata, Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli, 2005, pp. 155-166
Il capitolo si pone come contributo di rilettura metodologica sui processi e sui risultati del progetto "Symbios", rivolto a persone affette da Aids/Hiv. Il tema dell'etica e della cura, in un'epoca salutista, cerca di smascherare la contraddizione di una scienza medica che si preoccupa prevalentemente della costituzione chimico-fisica della persona e delega agli addetti ai lavori le soluzioni e le interpretazioni della malattia. Il capitolo sostiene l'importanza di innervare un'etica della salute e della malattia in una antropologia che sappia comporre piuttosto che separare le dimensioni irrinunciabili della persona, ovvero la dimensione psico-organica, sociale, storico-culturale, personale. L'etica della cura è un approccio non tanto alla malattia in sé ma alla persona malata, e privilegia il cosiddetto "modello relazionale".

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PANIZZA G. (a cura di), Capaci di futuro, Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli, 2005, pp. 256
Questa antologia di composizioni scritte, selezionate tra i molti interventi formativi e culturali messi in piedi dalla Fondazione Facite, tocca temi e questioni riguardanti la connessione tra la società e la Chiesa in terra di Calabria, nelle loro rispettive responsabilità "pubbliche" per la costruzione dal basso del bene comune.
La domanda di fondo è se la Chiesa e la società calabresi siano oggi 'capaci' di futuro, se vi sia in esse la consapevolezza del compito ineludibile dei cristiani e dei cittadini di prendersi cura della qualità della vita umana e delle relazioni sociali, quanto e come esse si adoprano a sperimentare risposte strategiche per innovare e rinnovarsi al fine di situarsi dentro la storia all'altezza dei tempi e delle situazioni che mutano.
Il volume propone alcune parole-chiave per re-interpretare alcuni temi di interesse culturale e sociale, pensate come idee-forza utili a gettare ponti su un futuro più sociale di questo presente atomizzato, indagando alcune categorie dell'antropologia e della teologia cristiana, della cittadinanza della solidarietà, del welfare locale e dei servizi sociali.

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PANIZZA G., MARCELLO G., E si prese cura di lui - Dossier regionale 2004 - Profili della povertà in Calabria, Edizioni Rubbettino, Soveria Mannelli, 2004, pp. 118
"E si prese cura di lui". Avere a cuore l'altro significa tracciare un percorso di metodologia efficace che faccia sentire l'altro come essere umano, con tutta la sua dignità, e non come un dipendente dalla nostra beneficenza. La cura dell'altro è sintetizzabile nel gesto che il samaritano ha dovuto compiere nel sollevare da terra il ferito e nel collocarlo sulla sua cavalcatura: sollevare dal bisogno, abbracciando. Abbracciare è la tenerezza della solidarietà; il sollevare da terra è la consapevolezza della dignità di chi viene soccorso.
Si dice che i parroci vedano molte povertà nascoste, che tanti cristiani calabresi le conoscano in prima persona o da vicino, che i Centri di Ascolto delle Caritas vengano quotidianamente in contatto con le "povertà estreme": si potrebbe allora, tutti insieme, aiutare la comunità cristiana e la società civile a leggere meglio i volti della povertà?
La ricerca presentata in questo volume non è conoscitiva ma operativa, perché si possano mettere in atto programmi pastorali e progetti sociali adeguati alle attese dei poveri e alle specificità territoriali.

PANIZZA G., Calabria, i politici come ostacolo, in Lo straniero, n. 52, Roma, 2004, pp. 54-57
Articolo per la rivista, in cui si analizzano le attuali opportunità e le volontà manifeste dei partiti politici calabresi di fronte alla stagione elettorale della primavera 2005. Il riscontro sui dati, le analisi e le forze in gioco evidenzia un impegno generale dei partiti politici, nel livello regionale, a investire energie e strategie più sui nominativi dei candidati che sui temi riguardanti i programmi e lo sviluppo della Calabria.

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PANIZZA G., Responsabilità in gioco: la cittadinanza dei diritti, dei bisogni e delle capacità, Comunità Edizioni, Roma, 2004, pp. 111.
Tema centrale di questo libro è la cittadinanza dei diritti, che si consegue promuovendo responsabilità sociale diffusa. Il gioco delle responsabilità è costruttore di cittadinanza, dirige l'attenzione sui bisogni delle persone e sui loro riferimenti significativi, valorizza le capacità che esse esprimeranno nel futuro.
Il tema della cittadinanza non è una novità, ma il testo lo rilancia poiché siamo in una stagione in cui i diritti appaiono sempre meno garantiti, i bisogni delle persone sempre meno ascoltati, le capacità umane sempre più ostacolate a potersi trasformare in risorse per la persona stessa e per la collettività.
Scopo del libro è contribuire alla riflessione sulle modalità di promozione di comunità accoglienti, generatrici di cittadinanza e di innovazione sociale.

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PANIZZA G., Occhi aperti sul lavoro sociale, Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli, 2004, pp. 262.
Il testo analizza e riflette sui temi delle politiche sociali, valorizzando il ruolo dei servizi e delle professioni sociali che si stanno evolvendo e differenziando. Occhi aperti sul lavoro sociale interpella e invita coloro che programmano, progettano, operano e valutano gli interventi sociali a curarne l'efficacia verso la persona e la collettività nel suo insieme.
Quanto "muove" il sociale? E quanto pro-muove? E quanto com-muove? Esso non riguarda soltanto l'esecutività di prestazioni e di compiti tecnici, ma coinvolge una pluralità di soggetti a "pensare sociale", a fare in modo che la società possa fare scelte vantaggiose e nutritive verso se stessa.
Il libro valorizza le esperienze di multiattorialità e di coprogettazione sociali, di lavoro di rete per uno sviluppo endogeno dei territori, ed enfatizza i temi "di significato" generati dal lavoro sociale. È rivolto a leader, manager e operatori dei servizi, socio sanitari e socio educativi, studenti in scienze sociali, animatori di gruppi di advocacy, di auto e mutuo aiuto e di promozione sociale.

PANIZZA G., I Patti Territoriali Sociali in Calabria: entusiasmi e fatiche, in Lo straniero, n. 35, Roma, 2003, pp. 92-106.
La ideazione dei patti territoriali per il sociale in Italia è avvenuta a Lamezia Terme in concomitanza con la promozione dei patti territoriali economici. L'articolo-intervista descrive il momento iniziale ed il lancio dei "patti" nella loro dimensione di sviluppo endogeno economico e sociale, partecipato e negoziato; illustra la metodologia sperimentata; offre un resoconto dei nodi politico-amministrativi notevoli affrontati nella fase di diffusione dei patti territoriali sociali in dimensioni sovra comunali, coinvolgenti attori quali gli Enti locali, enti e gruppi del Terzo settore, le organizzazioni sindacali e rappresentanti delle chiese.
I temi toccano, in crescendo, le fasi di ideazione partecipata, di costruzione delle regole e degli strumenti, di programmazione condivisa per la realizzazione dei patti territoriali per il sociale, e si concludono annotando gli apprendimenti acquisiti attraverso questa esperienza complessa di coprogettazione sociale per lo sviluppo del territorio.

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PANIZZA G., La rilevanza del dono nelle iniziative sociali della "polis", in PANIZZA G. (A cura di), Il dono: inziatore di senso, di relazioni e di polis, Soveria Mannelli, ed. Rubbettino, 2003, pp. 77-94.
E se nella storia dell'umanità, prima del rapporto mercantile, fosse stato il rapporto sociale a "regolare" gli scambi di "cose" e di "significati" tra persone, gruppi e famiglie? Ciò che noi chiamiamo "dono" - gesto bello e sempre gradito - e concettualiziamo in una dimensione privatistica relegata alla sfera degli affetti intimi, fa parte invece anche dei rapporti sociali più ampi. Sottovalutiamo il dono, lo intendiamo marginalmente incisivo in un sistema di relazioni fondate sull'economia di profitto; lo collochiamo in spazi irrilevanti della vita sociale, economica e politica. In questo saggio si sostiene che non è così. Assente fino a ieri dalle elaborazioni culturali, il dono è da qualche tempo diventato oggetto di ricerche e di interpretazioni, iniziando da quando Marcel Mauss ha pubblicato il suo "Saggio sul dono", ed anche da quando Alain Caillé, ha sostenuto, nel volume "Il terzo paradigma", che il dono impone una sua logica interpretativa della vita sociale e simbolica delle relazioni umane.
La multidisciplinarietà metodologicamente utilizzata ha fatto in modo che emergessero aspetti antropologici, filosofici, religiosi, semantici, sociali e politici, e dalla lettura del testo se ne potranno incontrare o scorgere anche altri.

PANIZZA G., Terzo settore: una fiacca società civile, in FOFI G. e LEOGRANDE A. (a cura di), Nel Sud senza la bussola: venti voci per ritrovare l'orientamento, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2002, pp. 133-143.
Il brano si apre con la sintesi di cinque recenti ricerche sui servizi e sulle iniziative di intervento sociale gestite dal Terzo settore nel Sud, rileggendole dal punto di vista della qualità sociale che ne deriva sulle organizzazioni stesse e sulla vita collettiva. Nelle indagini, rivolte a servizi pubblici e privati, di stampo religioso e laico, emerge il ruolo del Terzo settore nei confronti della politica e del mercato al Sud: un ruolo ancora poco soggettuale e libero, più rivolto all'assistenza che al mutamento culturale e sociale. La riflessione si canalizza su alcune proposte tese alla promozione di una società civile maggiormente riflessiva, capace di pensare il Sud dal Sud; alla promozione di legami e di collaborazioni più strette tra i gruppi sociali esistenti; una incisiva partecipazione ai tavoli di concertazione con i rappresentanti della politica e del mondo del lavoro.

PANIZZA G., Politiche sociali e "328", in AA. VV., Con i vulnerabili, Roma, Comunità Edizioni, 2002, pp. 107-127.

Sono noti gli articoli e l'impianto della legge n. 328/2000 recante "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali". Il capitolo di questo volume intende sostenere che fatta la legge, ora bisogna fare la riforma vera. La "328" non è la riforma dell'assistenza ma lo strumento legislativo privilegiato da utilizzare e da far recepire da parte delle istituzioni stesse e dagli addetti ai lavori. Nel capitolo si toccano alcuni nodi di politica e di intervento sociale che vanno affrontati nel prossimo futuro, a partire da questa legge cardine, quali: i diritti sociali, il sistema dei servizi, il piano di zona, il ruolo degli Enti locali e del terzo settore, il protagonismo dei cittadini utenti dei servizi.

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PANIZZA G., Finchè ne vollero, Milano, Edizioni Paoline, 2002, pp. 180.
In questo diario rivivono fatti e vicende di un prete «anomalo», impegnato a tempo pieno a fianco degli «ultimi» - diventato anche padre adottivo di Niki, un ragazzino ormai preadolescente, - che vive all'interno del mondo dell'emarginazione di ogni tipo. La sua vita quotidiana è intessuta dalle relazioni con le persone della sua piccola parrocchia di Jevoli, con quelle della Cattedrale di Lamezia Terme e con i componenti della sua comunità di accoglienza, in cui convivono elementi molti eterogenei... ed è scandita dall'impegno quotidiano a favore delle politiche sociali, dai viaggi e dalla programmazione di iniziative di solidarietà e di giustizia.
Il racconto tocca tasti esistenziali, religiosi e culturali quali: la cultura e la politica riguardanti il riscatto del Sud, le feste e il sentimento religioso della popolazione, e i pensieri di un bresciano di «adozione» calabrese.

PANIZZA G., Vita in comune: Progetto sud - Calabria, Incontro con Goffredo Fofi e Alessandro Leogrande, in A.A., Lo straniero, n. 13-14, Roma, 2001, pp. 44-52.
L'intervista è collocata nel contesto delle comunità esistenti in Europa. Per "comunità" qui si intendono i gruppi di vita, le comuni, le convivenze tra persone differenti le quali portano avanti un sistema di vita in comune. Non si intendono le comunità terapeutiche o comunque le realtà che sono servizi sociali. Il capitoletto indaga le motivazioni culturali e sociali per le quali alcune persone si mettono insieme e fanno convivenza, elaborano cultura, intrecciano collegamenti e alleanze, si dotano di strumenti e metodologie per agire da minoranze attive nella società.

PANIZZA G., Talità Kum - Il disabile e la Chiesa accogliente, in AA.VV., Ufficio Nazionale della CEI per la pastorale della sanità, Bologna, Edizioni Dehoniane, 2001, pp. 88 (elaborate in lavoro di gruppo).

Il volumetto presenta quanto è stato elaborato nei due anni di preparazione e di celebrazione del Giubileo circa l'inserimento dei disabili in una Chiesa che intende essere accogliente: riflessioni, schede tematiche, esperienze, esempi di celebrazione e suggerimenti. Tutto il materiale è offerto agli operatori pastorali delle parrocchie (consigli pastorali, catechisti, caritas, gruppi liturgici), a quanti sono attivi nel volontariato, nelle associazioni e nella scuola, perché possano costruire percorsi formativi, momenti di sensibilizzazione e di celebrazione nella comunità.

PANIZZA G., Rapporto Pubblico/Privato nella gestione dei servizi assistenziali, in AA.VV., Difesa Sociale, n. 1, Roma, 2001,pp. 143-147.
Il capitolo analizza la fase storica attuale in cui il rapporto Pubblico/privato nella gestione dei servizi assistenziali sta mutando direzione: da servizi in gran parte promossi e tutelati dal pubblico, si sta andando nella direzione di avere servizi promossi e gestiti dal privato sociale, di cui alcuni anche messi sul mercato. In questo contesto l'articolo analizza il rischio di perdita non dei servizi ma dei diritti ai servizi da parte dei disabili; analizza le decisioni nel settore di programmazione e di gestione e responsabilità del comparto sociale da parte delle istituzioni pubbliche; propone il potenziamento del ruolo delle organizzazioni degli handicappati e dei familiari nel presidiare l'andamento dei servizi loro rivolti.

PANIZZA G., Il mio posto in parrocchia, in AA.VV., Catanzaro, Fondazione Facite, 2000, pp. 123-180 (elaborate in lavoro di gruppo).
L'elaborato tratta principi, interventi e metodologie di quanto è stato elaborato nei due anni di preparazione e di celebrazione del Giubileo circa l'inserimento dei disabili in una Chiesa che intende essere accogliente: riflessioni, schede tematiche, esperienze, esempi di celebrazione e suggerimenti. Tutto il materiale è offerto agli operatori pastorali delle parrocchie (consigli pastorali, catechisti, caritas, gruppi liturgici), a quanti sono attivi nel volontariato, nelle associazioni e nella scuola, perché possano costruire percorsi formativi, momenti di sensibilizzazione e di celebrazione nella comunità cristiana.

PANIZZA G., Le due anime del Terzo settore, in "Poco di buono", Roma, maggio-giugno 2000, pp. 10-11.
L'articolo della rivista descrive le due anime del terzo settore impegnato in Italia: quella gestionale e quella movimentista. In esso si sostiene il rischio dei gruppi organizzati del sociale di appesantirsi nella gestione del welfare piuttosto che partecipare ad animare la vita sociale. Il nodo di fondo che viene indicato è quello di accettare una delega sui servizi sociali da parte delle istituzioni, mettendo in ombra la sostanza del ruolo delle istituzioni stesse nel dover garantire i diritti delle persone e delle famiglie. L'articolo non è ottimista sulle scelte future delle grandi centrali nazionali rappresentative del Terzo settore in riferimento ai temi delle politiche sociali e al loro ruolo di advocacy.

PANIZZA G., Pensare a rovescio: tesi, idee e "normali provocazioni per il cambiamento sociale, in PANIZZA G., DEVASTATO G., Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 2000, pp. 97 (curato in tandem).
In questo libro i due autori sostengono l'importanza e l'urgenza di costruire nel nostro Paese una vera riforma sociale. L'esperienza dei tanti gruppi e organizzazioni del Terzo settore operanti nel campo dell'emarginazione e dell'inclusione sociale conferma che un obiettivo di tale portata non può venire affrontato "in piccolo", recintato in un territorio, limitato a una categoria di persone o ad una fascia di problemi. Qui serve davvero l'orizzonte di una grande riforma sociale, che coinvolga e metta in campo le diffuse responsabilità delle rappresentanze istituzionali, civili e sociali dell'esteso territorio nazionale. Questo volume è scritto come un tesario, con riflessioni che prefigurano alcuni obiettivi di qualità della vita sociale diffusa costruibili insieme da parte di tutti: cittadini, gruppi intermedi della società, servizi territoriali, istituzioni civili. I temi trattati riguardano: lo Stato sociale che muta, i cittadini come destinatari e "proprietari" dei servizi, lo sviluppo sociale endogeno sui territori, il welfare europeo, le "buone pratiche" nella programmazione e gestione dei servizi sociali.

PANIZZA G., Codice di comunicazione condiviso e Analisi funzionale, in "Sistema informativo dei servizi per l'handicap su territorio", 1998-2000, pp. 106 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volume descrive le attività che concorrono alla costruzione di un codice condiviso di comunicazione tra gli attori dei vari interventi sul e con il soggetto disabile. Queste attività sono state evidenziate dal progetto di elaborazione del sistema informativo, gestito dalla Comunità Progetto Sud insieme alla Cooperativa sociale Calabria 7, su commessa delle Azienda Sanitarie n. 6 di Lamezia Terme e n. 11 di Reggio Calabria, utilizzando un finanziamento messo a disposizione da un progetto promosso dalla Regione Calabria. Il testo del codice condiviso elaborato dal gruppo di lavoro mette a fuoco gli elementi che fanno da base per le diverse aree di intervento per il superamento dell'handicap, ed il processo di lavoro per ogni singolo servizio interessato.

PANIZZA G., Il mutamento sociale visto e agito dal Sud, in AA.VV., Chiesa e solidarietà in Calabria, Catanzaro, Fondazione Facite, 1999, pp. 9-16.
Il capitolo considera il mutamento sociale, inevitabile nelle problematiche che apporta, che il Sud sta vivendo ai tempi della globalizzazione dell'economia. Gli effetti sul comparto sociale sono descritti come problematici per il Sud del nostro Paese, per il fatto di venire tralasciato dalla globalizzazione dei mercati, senza aver compiuto una evoluzione dei diritti ed una maturazione dei servizi sociali. Nel capitolo si invitano le chiese a tenere osservato il fenomeno del mutamento sociale, e a saper individuare piste di sperimentazione che sappiano mettere le comunità locali in ruoli di protagoniste del mutamento e non subalterne o rassegnate ad esso.

PANIZZA G., Alcuni impegni futuri anche per le nostre chiese, in AA.VV., Una comunità in ascolto, Catanzaro, Fondazione Facite, 1999, pp. 95-101.
Il capitolo descrive alcuni strumenti di lettura e di ascolto delle povertà e dei poveri da parte delle chiese, in particolare delle parrocchie e delle caritas. Lo strumento privilegiato che viene descritto è quello del centro di ascolto, il quale in Calabria - e non solo - è gestito da gruppi di ispirazione religiosa poiché esso è un servizio non regolamentato e non previsto, e pertanto non viene remunerato. I gestori dei centri di ascolto esistenti vengono invitati a sostenere questi servizi poiché essi sono utili ad offrire una prima risposta urgente, ed in secondo luogo attraverso di essi si riesce ad avere il polso dell'andamento delle povertà estreme, ancora consistenti in Calabria.

PANIZZA G., Proposta di piano regionale delle politiche per il lavoro e l'occupazione, AA.VV., Regione Calabria, 1999, pp. 39 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il documento è il risultato di un gruppo di lavoro istituito presso l'Assessorato Lavoro della Regione Calabria, finalizzato ad elaborare un programma ed una strategia di politica economica per lo sviluppo dell'occupazione nella regione. Tratta delle politiche del lavoro, dei sistemi economici territoriali, dei caratteri della disoccupazione locale, degli obiettivi delle politiche per il lavoro in Calabria. Propone strumenti per favorire l'inserimento nel mercato del lavoro dei giovani, l'aumento del tasso di partecipazione delle donne al lavoro, il reinserimento dei disoccupati di lunga durata, strategie per far uscire dall'assistenzialismo le attività dei lavoratori socialmente utili, il contributo della cooperazione sociale e delle imprese sociali per l'occupazione delle fasce deboli.

PANIZZA G., Schede sulle politiche ed il mercato del lavoro, in AA.VV., Regione Calabria, Reggio Calabria, 1999, pp. 64 (elaborate in lavoro di gruppo).
Le 31 schede che compongono questo strumento informativo ed operativo trattano di istruzione e formazione, di mercato del lavoro e sistemi locali, di indirizzi programmatici, di politiche del lavoro e dell'occupazione in Calabria. In particolare le schede sono indirizzate ai giovani calabresi, per contribuire a facilitare i loro saperi per un loro migliore ingresso nel mercato del lavoro, e per sostenere che essi non debbono adattarsi alla tradizionale ricerca del "posto", ma si devono spingere a sviluppare un approccio attivo ed una progettualità più adeguata ai nodi critici dell'economia e della società calabrese. La proposta si basa sull'impegno delle istituzioni a promuovere un nuovo patto di cooperazione, istituzionale e sociale, per l'innovazione delle politiche e dei sistemi di governo del mercato del lavoro.

PANIZZA G., Società civile o gestore di servizi?, in "Il manifesto", 13 febbraio 1999, pag. 20.
L'articolo entra in discussione sui destini del Terzo settore promosso dalla rivista "Carta" e rilanciato dal quotidiano "il manifesto". Tratta dei temi della sussidiarietà orizzontale e verticale che vedono come protagonista il non profit. Viene portata avanti la tesi che il Terzo settore può benissimo assumere l'impegno collaborativo con gli Enti locali nella gestione dei servizi sociali, ma esso deve al contempo riconoscere che la tutela dei diritti sociali dei cittadini va lasciata al "pubblico". Si sottolinea inoltre che la parte riguardante la gestione dei servizi sociali data al Terzo settore deve offrire un riscontro di professionalità, di obiettivi chiari e metodi trasparenti, valutabili dal "pubblico" e non autoreferenziali.

PANIZZA G., Soggettività politica e progettuale, in AA.VV., Ricostruire l'esperienza: laboratorio sull'accoglienza e la condivisione, Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 1999, pp. 145-148.
Il capitoletto descrive la soggettualità sociale e politica dei gruppi aderenti al Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza. Una soggettualità che risponde alla mission del gruppo, che di norma è volta a portare soluzioni a problematiche di emarginazione sociale ed a costruire integrazione e ruolo sociale nelle persone marginalizzate. La soggettualità dei gruppi inoltre è anche politica, nel senso che un gruppo non dovrebbe limitarsi alla mera gestione clinica di servizi sociali o socio sanitari o socio educativi, ma dovrebbe anche agire in direzione di un mutamento sociale volto alla costruzione di qualità della vita e della coesione sociali.

PANIZZA G., Storie di volontariato Mediterraneo, in AA.VV., Volontariato, Europa e stato sociale, Mantova, 1998, pp. 49-56.
Il capitolo sul volontariato al Sud delinea la fragilità dei rapporti tra volontariato e politica, e sottolinea alcuni punti di forza delle organizzazioni del privato sociale come opportunità utili alla coesione sociale. Al Sud esistono esperienze di volontariato forti e di eccellenza, ma il problema è la poca diffusione della cultura della gratuità sociale. Essa viene piuttosto vissuta in maniera clanica, circoscritta. Si fa un resoconto della evoluzione di alcune "cordate" di gruppi di volontariato, le quali pian piano hanno messo radice e hanno costituito un punto di riferimento per altri gruppi del Sud.

PANIZZA G., Carta dei servizi, In AA.VV., Lamezia Terme, 1999, pp. 20 (elaborate in gruppo).
Questo documento è la carta dei servizi del centro di riabilitazione gestito dalla associazione Comunità Progetto Sud, adottata in fase sperimentale. In esso si enunciano le prestazioni offerte; i dati relativi al trattamento, quali il diario nominativo, il quaderno scolastico nominativo, la cartella clinica individuale, le tecniche di registrazione di alcune sedute di terapia, l'archivio. Vengono inoltre enucleati i diritti degli utenti, l'accessibilità al centro, la libera scelta del servizio, le responsabilità dell'ente, gli orari di apertura. Infine si riporta la mission del servizio e un nugolo di regole standar dell'ONU in materia di riabilitazione alle persone disabili in situazione di handicap.

PANIZZA G., La reciprocità nelle relazioni tra i popoli, in AA.VV., La diversità come valore, Lamezia Terme, 1998, pp. 61-69.
Il capitolo fa il punto della situazione sociale e culturale dell'immigrazione regolare e clandestina in Italia. Offe il resoconto dei dati attuali messi a disposizione del Ministero dell'Interno e della Caritas Italiana, sostenendo che non siamo al livello di guardia né tantomeno in situazioni preoccupanti. Si sostiene inoltre l'importanza di sperimentare e fare cultura sulle iniziative di reciprocità nelle relazioni tra persone e famiglie appartenenti a popoli diversi, sostenendo la necessità che la società e le istituzioni si applichino nella pratica della reciprocità piuttosto che nell'isolamento o peggio delle contrapposizioni.

PANIZZA G., Presentazione, in AA.VV., Centro & Riabilitazione, Lamezia Terme, 1998, pp. 9-10.
Questa introduzione al libro sottolinea i contenuti descritti di seguito in esso e rinnova la volontà del centro di riabilitazione della Comunità Progetto Sud di offrire i dati del servizio ad una verifica pubblica. Si sostiene che la riabilitazione delle persone disabili venga gestita in senso professionale "clinico" ed in senso professionale sociale: soltanto così la riabilitazione come mezzo raggiunge il suo fine, che è quello di reimmettere la persona nella società.

PANIZZA G., Economia sociale e ruolo del "Terzo Settore" al Sud, in AA.VV., Cercare la verità, amare la giustizia, Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 1998, pp. 219-225.
Il capitolo descrive il venire alla ribalta dell'economia sociale e le modalità di approccio ad essa da parte delle diverse componenti del Terzo settore in Italia. Sono descritte le differenti interpretazioni attuali, espresse con i termini di "impresa sociale" le quali si stanno misurando nel panorama socio economico e politico. Si offrono alcuni spunti e criteri interpretativi di economia sociale, in cui essa non viene separata dal mercato "normale" e collocata in un circuito "speciale", ma inclusa nel concetto più ampio di economia tout court.

PANIZZA G., Vivere la speranza al Sud, in AA.VV., Annunciare la carità, vivere la speranza, Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 1997, pp. 248-254.
Il capitolo accosta i temi del federalismo incipiente nel Paese, e prefigura un cammino futuro in cui il Sud Italia dovrà saper badare maggiormente a se stesso, divenendo capace di progettualità e di lungimiranza. In questa svolta che si delinea, abita la speranza, nel senso che bisogna guardare avanti, operando per superare le modalità di organizzazione politica del passato, di coesione sociale a corto raggio, di produzione e riproduzione economica e di mercato dipendenti. L'invito è quello di accettare il percorso del decentramento in atto mobilitando e rinforzando un Sud che ha bisogno di sperimentare percorsi suoi, e di abilitarsi alla gestione del decentramento e all'autonomia politico-amministrativa.

PANIZZA G., Progetto Sud per l'occupazione, in "Italia Caritas", N. 2, 1997, pp.8-9.

L'articolo descrive come una comunità di accoglienza in Calabria possa organizzare iniziative non solo sociali e riabilitative in senso clinico ed educativo, ma anche occupazionali. Vengono descritte alcune attività gestite, alcune metodologie adottate, sottolineando l'importanza che le organizzazioni si dotino di una loro "scuola" del sociale e si colleghino organicamente con il territorio, soprattutto con le aree del mondo del lavoro, evitando di chiudere il cerchio degli interventi alle pratiche di assistenza sociale.

PANIZZA G., La gente non si arrende, in SANTAGATA S. (a cura di), Calabria senza futuro: processo al passato per un Duemila possibile, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1996, pp. 147-161

Il capitolo descrive punti di vista sociopolitici emergenti in Calabria nelle aggregazioni di lotta sociale per i diritti di cittadinanza. La lente di lettura è quella degli operatori ed animatori sociali, dei gruppi di volontariato e di auto e mutuo aiuto, di opinion leader socioculturali, e si indagano le possibilità di costruzione del futuro economico e sociale in rapporto alle capacità o incapacità della classe politica calabrese. Nel capitolo si insiste sostanzialmente sul ruolo della gente (non in genere, ma organizzata) nella assunzione di responsabilità personali e sociali, e sull'importanza di dotarsi di nuove capacità "dal basso", per migliorare il futuro della qualità della vita economica, politica, sociale e culturale della Calabria.

PANIZZA G., La Chiesa italiana verso Sud, in AA.VV., Annunciare la carità, pensare la solidarietà, Capodarco di Fermo, Comunità Edizioni, 1996, pp. 208-216.
Il capitolo interviene sulle questioni di pastorale sociale e culturale della chiesa italiana, nei confronti del Sud. Descrive alcuni temi caldi attuali, quali: i servizi sociali - anche quelli promossi dalla chiesa - separati dalla vita quotidiana; la questione della criminalità organizzata, diffusa anche come mafiosità culturale e non solo come nocciolo duro dei clan; il tema della politica gestita come mera occupazione di potere e diffusa prassi clientelare. Di fronte a questi aspetti, viene interrogata la chiesa ufficiale e interpellate le articolazioni di base, come i gruppi di ispirazione religiosa, al fine di un impegno ulteriore in questi settori.

PANIZZA G., Politiche sociali e risposte ai problemi del lavoro, in AA.VV., Politiche sociali, Dossier Occupazione e Mezzogiorno, Padova, N. 4-5, 1996, pp. 5-55.
Il dossier analizza i temi delle nuove forme di povertà presenti nelle economie occidentali, rappresentate dalla mancanza di lavoro, dalle difficoltà di accesso alle risorse e a vivere il diritto di appartenere ad una comunità e di partecipare al suo sviluppo. In questo contesto si descrivono alcune opportunità di occupazione per i soggetti deboli, di iniziative di sviluppo locale, di formazione all'imprenditività. Il dossier propone un decalogo di motivazioni e azioni che rappresentano un "atto di fiducia meridionalista", in cui si invita ad evitare gli errori del passato che hanno limitato le risorse e le autonomie del Sud, ma guardando ad un futuro in cui valorizzare le competenze professionali come forza di innovazione e sviluppare le forze endogene.

PANIZZA G., Venti interventi formativi orientati al lavoro, AA.VV., Impresa sociale nel Mezzogiorno, Lamezia Terme, 1996, pp. 4-7.
L'articolo fa un resoconto di venti interventi formativi sperimentati nel Mezzogiorno, promossi dalla Comunità Progetto Sud su un progetto del CNCA, nel quale sono stati coinvolti 14 Enti locali, 8 imprese, 11 gruppi del Terzo settore, 10 servizi sociosanitari territoriali, 3 sindacati, 3 associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale, 4 agenzie di sviluppo per l'impiego e 13 comunità locali. Vengono descritti alcuni risultati significativi conseguiti coi progetti formativi orientati al lavoro di persone appartenenti alle fasce deboli della popolazione utilizzando metodologie formative differenti quali: formazione professionale tradizionale e innovativa, interventi di orientamento, inserimento lavorativo in situazione interna ed esterna all'ente gestore, creazione di impresa.

PANIZZA G., Dove va il volontariato? in AA.VV., Politiche sociali, Padova, N. 1, 1996, pp. 5-21.
L'articolo della rivista della Fondazione Zancan tratta alcuni aspetti di operatività, di senso e di politica emergenti dalle esperienze attuali di volontariato. Lo sguardo in avanti invita le organizzazioni di volontariato a riprendere il loro ruolo specifico di fronte agli inviti della politica e del mercato, tendenti ad assorbirlo in essi. Pertanto si analizzano alcune attuali relazioni esistenti tra volontariato e impresa, tra volontariato e istituzioni, volontariato e questione lavoro. Le proposte del lavoro di gruppo invitato il volontariato a mantenere una propria identità forte e delineata nei confronti dello Stato e del Mercato, e rilanciano il tema dell'identità del volontariato anche all'interno del Terzo settore distinguendo le organizzazioni di cooperazione sociale e le associazioni che operano in convenzione stabile con gli Enti locali dai gruppi di volontariato che gestiscono servizi "leggeri" ed attività di promozione della coesione sociale.

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PANIZZA G., Luana va a scuola, AA.VV., Lamezia Terme, 1996, pp. 90 (elaborate in gruppo).
Il libro racconta l'esperienza di inserimento ed integrazione scolastica di una alunna disabile in situazione di gravità. Il resoconto delle iniziative scolastiche ed extrascolastiche, di appoggio agli insegnanti della scuola media, di supporto ai familiari e ai parenti dell'alunna, le relazioni tra ragazzi e ragazze, le tecniche utilizzate, i programmi attuati, le verifiche messe in campo, eccetera, sono descritti in un lavoro corale. In finale c'è una breve sintesi della legislazione italiana in materia di inserimento scolastico degli alunni disabili.

PANIZZA G., Alcuni interrogativi dal punto di vista dell'etica, in AA.VV., Aids e riduzione del danno in Calabria, Lamezia Terme, 1995, pp. 16-26.
Il capitolo tratta i servizi "di strada" utilizzati negli interventi di riduzione del danno e del rischio rispetto alla trasmissione dell'aids. Tocca gli ambiti delle tossicodipendenze, delle trasfusioni, della prostituzione. Entra in particolare nelle teorie ed atteggiamenti sociali di fronte alla riduzione del danno con persone sieropositive al virus HIV o malate di aids, con persone sieropositive e facenti uso di droghe, e propone considerazioni etiche e strategie di intervento sociale tra cui quella di "assistere gli assistenti" che operano in servizi complessi e ad alto coinvolgimento emotivo come quelli di riduzione del danno.

PANIZZA G., Handicappati in Calabria, con Floppy Disk (in collaborazione con Regione Calabria, Ass.to Pubblica Istruzione), Lamezia Terme, 1994, pp. 271.
Il libro è un manuale informativo sulle condizioni, i diritti, le opportunità delle persone disabili in situazione di handicap in Calabria. I capitoli riguardano la definizione di handicap e di invalidità; l'assistenza sanitaria costituita dalla prevenzione, cura e riabilitazione; le provvidenze economiche riguardanti le pensioni e gli assegni; le norme di diritto allo studio; l'inserimento lavorativo; le barriere architettoniche; i trasporti; le varie associazioni esistenti in Italia di tutela. Il volume è corredato di una corposa appendice legislativa in materia di handicap.

PANIZZA G., Socializzare il territorio: oltre l'emarginazione, i nuovi itinerari di auto organizzazione e di impegno del volontariato, AA.VV., Salerno, 1994, pp. 32 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il documento è costituito da punti di interesse per l'approfondimento e la discussione dei gruppi di volontariato tra di loro e con le agenzie educative. I temi toccati sono: l'accoglienza, la formazione,la responsabilità dei gruppi; la auto organizzazione ed il coordinamento dei gruppi; la cittadinanza, il territorio, l'appartenenza. La filosofia degli articoli vari è quella di sostenere un volontariato soggetto di responsabilità e non di delega, il quale sappia pertanto operare idoneamente, ma anche mettere al centro le politiche sociali agite dalle istituzioni locali.

PANIZZA G., La conflittualità e l'integrazione delle differenze tra le culture degli operatori, dei volontari e dei disabili, AA.VV., Lamezia Terme, 1993, pp. 3, 73-80.
Nel capitolo si descrivono le tappe evolutive della Comunità Progetto Sud, indicando i progetti promossi, le motivazioni sociali o politiche o culturali che li hanno sostenuti, gli strumenti e le alleanze messi in campo, i tempi di realizzazione. All'interno delle molteplici iniziative e dei servizi gestiti, il volume sottolinea gli interessi diversi e talvolta conflittuali imputabili agli operatori e ai professionisti, alle persone disabili o cittadini utenti e ai volontari. Il testo è un resoconto di un programma formativo generale dell'organizzazione, finalizzato a consapevolizzare i diversi soggetti portatori di interessi altrettanto differenti, e a far elaborare proposte di approccio innovative e costruttive.

PANIZZA G., Proposta di riforma degli interventi a favore del singolo e del nucleo familiare in condizioni di disagio economico e sociale nel quadro della sicurezza sociale, in POLI A. (a cura di), Documenti, Supplemento alla Rivista del Volontariato, N. 4, Roma, 1993, pp. 16 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il testo rappresenta il commento ad una delle innumerevoli proposte di legge quadro di "riforma dell'assistenza" elaborate al di fuori della compagine governativa, da parte degli organismi privati di intervento sociale. Dopo una introduzione che offre il quadro di insieme, alla luce della Costituzione italiana, in cui si spiegano gli elementi economici, assistenziali e complementari che costituiscono la sicurezza sociale, il documento riporta le ragioni sottostanti ad un articolato di legge sull'assistenza, puntando alle misure economiche e sociali a favore del nucleo familiare, ai servizi sociali e alle prestazioni sociali, agli organi competenti nella materia, ai finanziamenti e ai controlli.

PANIZZA G., Crescere coi bambini handicappati, Lamezia Terme, 1993, pp. 24.
Il volumetto è composto di brevi frasi e disegni coi quali si è inteso aiutare didatticamente le famiglie e le agenzie di servizio ad affrontare in prima istanza la situazione non sempre facile di accogliere un bambino o una bambina con handicap in casa. Frasi e disegni sono pertanto l'inizio di un discorso; il tutto è costruito come l'inizio di un percorso didattico ma anche operativo, di cui si anticipano e prefigurano le possibilità di andare avanti affrontando la situazione "inaspettata" della nascita di una persona disabile, e di fronteggiare l'evento con un atteggiamento "friendly", evitando di rimanere da soli ad accogliere il bambino o la bambina e interpellando e coinvolgendo le istituzioni competenti.

PANIZZA G., Tra vecchie e nuove risposte all'handicap, in SERRA N. (a cura di), Pianeta Handicap, Soveria Mannelli, Calabria Letteraria Editrice,1992, pp. 121-125.
L'articolo descrive alcune sensibilità culturali sociali nei confronti del pianeta handicap, sostenendo che in pratica si è assimilato il principio del rispetto verso gli handicappati, ma non si è realizzata ancora assieme a loro una pratica di convivenza, di convivialità, di integrazione dei normali ambiti della vita. Si descrive il dislivello esistente tra l'alta coscienza dei diritti dei disabili e la bassa pratica quotidiana di riconoscimento di tali diritti. Si va poi a descrivere le vecchie risposte esistenti in Calabria alle problematiche dei disabili, e ad enumerare alcune nuove risposte, servizi recenti, iniziative che fanno fatica a decollare anche perché non riconosciuti "validi" dalla politica sociale regionale. La proposta chiave di lettura di un futuro dignitoso per le persone disabili è quella che invita loro stessi ad accettare la sfida della costruzione della loro identità battendo strade di organizzazioni gestite da essi stessi e non da altri.

PANIZZA G., Handicappati in Calabria: la cultura e le politiche sociali, in AA.VV., Qualità della vita dei portatori di handicap nella USSL 31, Reggio Calabria, 1992, pp. 95-106.
Il capitolo offre una lettura esistenziale dell'handicap, facendo una introspezione dal punto di vista delle persone disabili e dei loro familiari, di coloro che vivono in stretta relazione professionale o di aiuto ed amicale con essi. Stende alcuni dati regionali riguardanti l'handicap, le domande e le risposte e gli spazi di abbandono di questa realtà. Emerge il tema della istituzionalizzazione concentrata in pochi luoghi della regione, ma ad alta intensità di posti letto. Si evidenziano le alternative al ricovero le quali sono poco diffuse. Si evidenzia il fenomeno della concentrazione/assenza dei servizi per l'handicap nel territorio regionale. Infine viene proposta una interpretazione della identità e della libertà degli handicappati di Calabria, i quali dovrebbero costruire anche in prima persona, senza deleghe, iniziative di autoorganizzazione e autodifesa, di autopromozione ed autogestione delle opportunità per un loro cammino di identificazione e di soggettualità culturale, sociale e politica.

PANIZZA G., Le politiche sociali oltre la crisi dello Stato, in AA.VV., Bologna, 1992, pp. 81 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volume offre una lettura critica e propositiva delle politiche sociali in Italia, dal punto di vista di gruppi del "privato sociale". Nei capitoli si avanzano alcune ragioni per cui nel nostro Paese la dimensione sociale non viene assunta nell'agenda politica, e nemmeno la società civile la richiede con convinzione e gli addetti ai lavori non la valorizzano. Si propone di lasciarsi interrogare dalla marginalità, si avanzano alcune denunce sull'avanzare della sicurezza pubblica piuttosto che della sicurezza sociale nell'immaginario collettivo e nella prassi del consenso politico, si propone una risposta sociale come accoglienza sociale oltre che individuale, utilizzando una categoria utopica di "servizi accoglienti" e "società accogliente".

PANIZZA G., Sud, Europa, Mediterraneo: il volontariato meridionale e le sfide della nuova solidarietà, AA.VV., Salerno, 1992, pp. 36 (elaborate in lavoro di gruppo).
Scopo del volumetto è di contribuire alla riflessione dei gruppi di volontariato e di stimolare una verifica sulle sue attività nel contesto mondiale. Il bisogno di comunità e l'interdipendenza della vita sociale aprono una visione sul villaggio globale che ormai abbatte le distanze e avvicina le differenze linguistiche, religiose, etniche, e mondializza la concezione degli interventi sociali. Il Mezzogiorno non si comprende leggendo solo il Mezzogiorno, ma collocandolo all'interno degli scenari internazionali. Al contempo il testo sostiene che il Sud è il luogo paradigmatico di quanto si sta muovendo a livello più ampio, cioè l'ambito dove si disoccultano processi e meccanismi di tipo più articolato. In questo contesto, la solidarietà di cui le organizzazioni di volontariato sono testimoni si dilata e si mondializza, invitandole a prendere in considerazione anche i modelli di sviluppo distorto e profondamente iniqui che si stanno rinforzando sul pianeta.

PANIZZA G., Per essere protagonisti del cambiamento, in AA.VV., La pace: i suoi nomi e i suoi percorsi al Sud, Lamezia Terme, 1991, pp. 19-22.
Il capitoletto descrive alcune teorie sulla pace e sulla guerra conosciute nella cultura e nella storia, dal punto di vista dell'etica proposta dalla dottrina sociale della chiesa cattolica. Tratta poi della pace in un mondo che cambia e da cambiare, descrive alcune parole-chiave da utilizzare in senso educativo e culturale, propone alcune iniziative sociali e alcune sfide attuali da raccogliere al Sud, per divenire soggetti politici di pacificazione tra le religioni, le culture e i popoli.

PANIZZA G., Fandango e Scheda di valutazione, AA.VV., Lamezia Terme, 1991, pp. 24 + 16 (elaborate in lavoro di gruppo).
I due lavori rappresentano il programma di riabilitazione delle comunità terapeutiche gestite dalla nostra associazione Comunità Progetto Sud e la scheda di valutazione del percorso di crescita delle persone in carico. Il programma descrive le modalità di accoglienza in comunità, gli obiettivi dei programmi terapeutici, le metodologie e gli strumenti di intervento, le professionalità impiegate da parte dell'ente, il programma e le sue tappe. La scheda di valutazione è suddivisa in alcune aree di valenza pedagogica relative alle tappe della crescita della persone e delle proprie responsabilità.

PANIZZA G., Associazionismo e Mezzogiorno, tra riforma della politica e nuove forme di rappresentanza, AA.VV., Lamezia Terme, 1991, pp. 3-5.
L'articolo tratta le modalità di confronto esistenti nel Mezzogiorno tra associazioni, movimenti e partiti politici, in vista della partecipazione politica. In esso si insiste sull'importanza di ricostruire la rete sociale tra i gruppi organizzati della società civile e di impegnarsi nella linea della solidarietà e non delle lobby di autotutela, al fine di rifondare larghe appartenenze, e di tentare modalità concrete per far diventare quotidiano e normale l'usufruire dei diritti di cittadinanza politica, civile e sociale.

PANIZZA G., Handicappati e riabilitazione: dall'esperienza alla proposta tecnica e culturale, AA.VV., Lamezia Terme, 1990, pp. 5-8.
Il breve capitolo descrive alcuni aspetti organizzativi della riabilitazione alle persone disabili in Calabria, e sottolinea alcuni aspetti tecnici e politici del settore. Si sofferma sul protagonismo delle persone disabili all'interno di un servizio rivolto alla loro riabilitazione, criticando gli aspetti di negazione della loro partecipazione. Descrive l'ambivalenza dell'esistente in materia di centri di riabilitazione a gestione pubblica e privata, e propone una progettualità basata sulla corretta gestione del comparto "riabilitazione", sulla necessità di lavoro professionale alto, sul coinvolgimento delle persone disabili nella determinazione dei programmi e delle finalità dei trattamenti riabilitativi loro rivolti.

PANIZZA G., Chi si droga non ha bisogno di galere ma di servizi e solidarietà, AA.VV., Lamezia Terme, 1990, pp. 38 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il volumetto contiene un appello scritto a più voci contro l'intolleranza verso i giovani che vivono il disagio della dipendenza dalle sostanze stupefacenti e psicotrope. Analizza alcuni aspetti del fenomeno della diffusione della droga in Calabria, e colloca la tematica tossicodipendenza nel contesto della magistratura, della sanità, della prevenzione culturale e della terapeuticità. Nel libro si sostiene la diseducatività del carcere per i tossicodipendenti in generale, e si propongono strade nuove da sperimentare, quali quelle di "educare senza punire", educare alla salute per prevenire la droga, sostenere l'associazionismo giovanile.

PANIZZA G., Cittadinanza e meridione, in AA.VV., Cittadino volontario, Fermo, 1989, pp. 111-112.
L'articolo indaga alcune modalità di partecipazione politica nelle città del Sud, mettendo in evidenza le esperienze amministrative di Palermo, Catania, Reggio Calabria. Si pone interrogativi sulla soggettualità sociale dei gruppi di volontariato e sulle formazioni sociali, soggettualità che si sta interrogando se sia tempo e giusto investirla in esperienze di rinnovo della politica. Stare nel sociale "gratuito" o nel sociale "politico"? Di certo il bisogno di apportare al Sud più diritti e più doveri, più bene comune e più bene partecipato in comune, anche nelle responsabilità politico amministrative, va preso in seria considerazione.

PANIZZA G., Associazionismo e politiche sociali in Calabria, in AA.VV., Un movimento culturale per l'ambiente: tra voglia di partecipazione e cambiamento della politica, Lamezia Terme, 1989, pp. 67-74.
Nel capitolo si parla della stagione di protagonismo che stanno vivendo in prima persona le associazioni, e si sostiene l'importanza che esse si aggreghino in un movimento culturale rilevante. I movimenti ambientalisti sono invitati a dialogare coi movimenti di intervento sociale, per affrontare quei temi umani e culturali che rompono con una mentalità ristretta e talvolta mafiosa, che non danno futuro né all'ambiente né alla solidarietà sociale. Si invitano i vari gruppi a dotarsi di obiettivi chiari, di metodi e strumenti idonei, di strategie all'altezza del compito, di assumersi responsabilità più ampie di quelle portate avanti finora.

PANIZZA G., Il volontariato nel Mezzogiorno: dal Sud una nuova solidarietà, AA.VV., Salerno, 1989, pp. 30 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il documento preparatorio ad una riflessione corale di gruppi di volontariato del Sud descrive l'attuale fase di vita "politica" dei gruppi. Apre il discorso sul ruolo politico del volontariato, sulle motivazioni all'impegno politico, sui caratteri che dovrebbe assumere e sul rapporto tra etica e politica e democrazia e politica. Su questi aspetti invita alla formazione alla politica e a promuovere alleanze con gli altri soggetti della società civile impegnati nel rinnovamento della politica.

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PANIZZA G., Fare comunità dall'emarginazione, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1989, pp. 136.
Tra gli strumenti di intervento sociale nel campo dell'emarginazione, la comunità gode di un consenso fin troppo diffuso. Al punto che le comunità "terapeutiche" ricevono (e spesso accettano) in delega la gestione dei "casi difficili" che la società ritiene di non poter riuscire a seguire ed accogliere. Questo libro racconta, spiega e descrive come si possa operare come comunità, come gruppo, oltre che come professionisti singoli, nel campo sociale. I temi trattati riguardano le differenti concezioni di "comunità", la vita in comune, la struttura gruppo, la cultura emergente dal lavoro sociale, le "responsabilità" politiche di un gruppo di impegno sociale.

PANIZZA G., Presentazione e glossario, in AA.VV., Handicappati a Lamezia Terme, Lamezia Terme, 1988, pp. 9-21.
L'articolo e le note di glossario affrontano il tema dell'handicap grave e gravissimo nel territorio di Lamezia Terme. La ricerca svolta dal Comune in collaborazione con la Comunità Progetto Sud ha permesso di conoscere in modo reale e più direttamente i problemi, i bisogni e le richieste delle persone handicappate e delle loro famiglie. Le principali questioni emerse riguardano il bisogno di riabilitazione, la quale dovrebbe funzionare meglio sia in senso sanitario che sociale. Altra questione è l'inserimento scolastico, il quale dovrebbe funzionare con il supporto certo dell'assistenza nella scuola e della presenza dei professionisti della equipe socio psico pedagogica e degli specialisti. Una terza questione ha riguardato la socializzazione dei soggetti disabili in situazione di gravità: la socializzazione infatti deve andare oltre le relazioni protette e arrivare nei circuiti normali della vita sociale.

PANIZZA G., Affido familiare in Calabria, AA.VV., (con Regione Calabria, Ass.to Servizi sociali), Catanzaro, 1987, pp. 27 (elaborate in lavoro di gruppo).

Il testo si riferisce all'affido per come concepito nella legge n. 184/83, dove afferma che il minore ha diritto di essere educato nell'ambito della propria famiglia di origine e che solo in situazioni di comprovato disagio si può provvedere ad inserirlo in un ambiente familiare diverso dal proprio. Il testo offre indicazioni per le famiglie affidatarie, utili ad un approccio corretto secondo la legge e secondo le delibere della Regione Calabria conseguenti. Descrive alcune difficoltà notorie nelle pratiche di affido, e propone indicazioni anche per gli operatori sociali che hanno la presa in carico di tali processi di aiuto tra famiglie.

PANIZZA G., Il volontariato nella pastorale della Chiesa, in AA.VV., Volontariato e comunità cristiana, Edizioni Caritas Italiana, Roma, 1986, pp. 147-167.

Il capitolo è un sussidio per la formazione al volontariato, destinato a bambini e ad adolescenti, dal punto di vista dei valori cristiani. Esso descrive gli obiettivi di sensibilizzazione e di spiegazione di elementi basilari utili alla comprensione del volontariato che opera nel sociale. Offre alcuni aspetti metodologici teorici ed altri operativi, e descrive alcune forme di volontariato esistenti, quali: fare volontariato in gruppo, svolgere iniziative di volontariato nelle emergenze naturali, il servizio di volontariato sanitario, ecc. Inoltre descrive alcuni principi e metodologie di valorizzazione del volontariato ad uso degli educatori e dei formatori.

PANIZZA G., La mappa regionale dell'emarginazione, in "Calabria", n. 7, 1985, pp. 44-60.
L'articolo è il frutto di una ricerca svolta sui temi della cosiddetta emarginazione "pesante" in Calabria. Si indagano le cosiddette vecchie povertà e nuove povertà esistenti sul territorio, espresse come in una mappa per categorie sociali deboli o indebolite, e si operano delle proposte di intervento sociale come via di uscita. I punti trattati riguardano: il reddito, la disoccupazione, l'ambiente di vita, la salute, la casa, la solitudine, l'handicap, gli anziani, i malati di mente, i tossicodipendenti, i minori, gli zingari, i carcerati.

PANIZZA G., Quali forme di volontariato nel Sud, in AA.VV., Il ruolo del volontariato nel Mezzogiorno, Reggio Calabria, 1985, pp. 67-77.
Il capitolo descrive l'esperienza di avvio e lancio della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, negli aspetti di mix tra persone disabili e volontariato, e la promozione della prima cooperativa di intervento sociale. Pertanto, dopo aver descritto una breve storia e alcune modalità dell'inizio, si aggiunge il modo di articolarsi in più iniziative, ed i modi di evitare di accrescersi in una unica organizzazione. Si descrivono poi alcuni aspetti di relazione con gli Enti locali e con il territorio.Infine si mettono in evidenza alcuni nodi critici, legislativi e culturali, da affrontare in materia di volontariato e di cooperazione di solidarietà sociale.

PANIZZA G., Una rete di alleanze per il cambiamento al Sud, in AA.VV., Lamezia Terme, 1984, pp. 12 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il breve saggio analizza e spiega la realtà attuale del Sud come una società a dipendenza assistita in cui il disagio è normalità, per cui si determina un legame perverso di auto alimentazione tra dipendenza e assistenza: essere assistiti è condizione necessaria per creare dipendenza. In questa parte del Paese si è verificata una modernizzazione senza sviluppo che continua a produrre una fascia ampia di marginali, anche se a macchia di leopardo. In questo la nuova mafia interviene contestualmente su due mercati: quello criminale e quello legale, favorendo tra questi una commistione di flussi finanziari attraverso il riciclaggio del denaro sporco. Di fronte a queste macro realtà sociali nel testo viene proposta ai gruppi organizzati della società civile la costruzione di una rete di alleanze nella prospettiva del cambiamento. Occorre liberare il futuro dalle ipoteche del presente, indicando la questione del nuovo complesso della cittadinanza e dello sviluppo dei nuovi diritti della vita quotidiana. Per il Terzo settore si indicano percorsi di autonomia da sperimentare lungo tre coordinate: la relazione, la formazione e il lavoro.

PANIZZA G., Handicappati in Calabria: Manuale di informazione, Edizioni Marra, Cosenza, 1984, pp. 251.
Il testo fa la cronistoria della nascita della legge regionale n. 28 del 3 settembre 1984 sul superamento dell'handicap in Calabria, promossa dalla Comunità Progetto Sud con numerosi disabili calabresi. Il primo blocco è un manuale informativo sulle disabilità e sui diritti disponibili, sulle provvidenze economiche, ed offre schede e fac simili per formulare richieste al fine di risolvere svariati problemi degli handicappati, quali la pensione o l'assegno di accompagnamento, la riabilitazione o la cura, l'eliminazione delle barriere architettoniche o i trasporti, ecc. Il secondo blocco descrive la lotta portata avanti dagli handicappati in Calabria per ottenere l'approvazione della legge citata. Il terzo blocco è una antologia legislativa sulle invalidità e sulle questioni riguardanti l'handicap.

PANIZZA G., Sarete liberi davvero, in AA.VV., Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1983, pp. 80 (elaborate in lavoro di gruppo).
Il testo si rivolge ai giovani e a chi opera nelle agenzie educative e nei servizi loro rivolti. Tratta i temi del disagio giovanile e dell'emarginazione, analizzando le cause remote e proponendo una lettura critica, innovazioni legislative e comportamenti sociali accoglienti. Nel testo si avvia una lettura critica delle tossicodipendenze, affermando che la tossicodipendenza non è un problema solo di chi si droga ma di una società nella sua globalità. Nella seconda parte il testo pone i medesimi interrogativi, sull'accoglienza delle storie dei giovani e delle categorie degli emarginati, alle chiese che sono in Italia, indicando la strada della condivisione come strada maestra per essere chiese coerenti con il vangelo e con la storia dell'umanità sofferente.

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PANIZZA G., Manifesto contro la cultura dell'emarginazione, PANIZZA G., (a cura di), Lamezia Terme, 1982, pp. 16 (elaborate in lavoro di gruppo col metodo della scrittura collettiva).
Il manifesto descrive l'autocoscienza di persone e gruppi che hanno vissuto direttamente il problema della discriminazione sociale e dell'emarginazione. Dopo un resoconto introspettivo e dopo considerazioni sociopolitiche, il documento esprime il "no" a tutte le culture che emarginano le persone in nome delle classi e delle etnie, del sesso e delle ideologie, del denaro e del ruolo sociale. In finale vengono descritti i criteri di una cultura non emarginante, con dentro libertà, spazi di autonomia, ragioni e strumenti, capacità di tenerezza umana e di solidarietà sociale.

PANIZZA G., La scuola handicappata, in PANIZZA G., TER LAAK J. G., La scuola handicappata, Lamezia Terme, 1981, pp. 57.
Nel volumetto i due autori trattano il tema dell'inserimento nella scuola normale e nelle classi normali degli alunni ed alunne disabili. I capitoli rappresentano un mix di mission della scuola dell'obbligo e di diritto allo studio degli alunni disabili insieme ai loro coetanei, soffermandosi sulle metodologie da utilizzare e su quelle ancora da sperimentare. Accanto ai nodi problematici esistenti nella scuola, vengono analizzati alcuni atteggiamenti dei genitori degli alunni disabili, al fine di orientare la partecipazione e la fiducia ad inserire i loro figli al fine di una integrazione prima nella scuola e poi nella società.

PANIZZA G., Una esperienza formativa. Settore handicap, in Esperienze di formazione promosse dal volontariato, Roma, Formez, 1981, pp. 14-30.
Il capitolo tratta alcune modalità formative rivolte a persone disabili e alle famiglie, finalizzate alla conoscenza delle problematiche dell'handicap e alla consapevolezza delle risorse da riscoprire e rivalutare partendo da se stesse. I temi della autogestione, della ricerca, delle alleanze, del lavorare per progetti, della soggettualità sociale e politica vengono tracciati in un resoconto di esperienze formative svolte dalla Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. In particolare l'articolo enfatizza le metodologie di coinvolgimento delle persone disabili ad assumere non un ruolo passivo ma attivo, fino anche a diventare volontari nei settori della vita sociale.

PANIZZA G., La chiesa in Calabria di fronte all'emarginazione, Catanzaro, 1980, pp. 52.
Il testo è un resoconto degli approfondimenti e delle proposte socioculturali scaturiti dal convegno ecclesiale nazionale del 1976 intitolato "Evangelizzazione e promozione umana", e riporta una sintesi dell'omonimo convegno ecclesiale regionale svoltosi a Paola, in Calabria nel 1978. Inoltre tratta dei servizi sociali ed assistenziali gestiti dalla chiesa in Calabria, facendo alcuni commenti dal punto di vista dell'etica, delle loro modalità e capacità o lacune organizzative e del trend del comparto delle politiche sociali regionali. In finale indica alcune proposte operative da assumere e alcuni dati generali riguardanti le situazioni di povertà ed emarginazione presenti sul territorio regionale.

Inoltre, come Direttore e pubblicista della Rivista scientifica “ÀLOGON” (ISSN 2035-9136), negli 86 numeri editi dal 1986 ad oggi, e sui “Quaderni della Comunità Progetto Sud” stampati fin dal 1980, ho pubblicato circa 100 articoli sui temi dell’handicap, della tossicodipendenza, dell’aids, delle politiche sociali, della cultura delle legalità e della solidarietà, alcuni dei quali disponibili su sito www.c-progettosud.it alla voce “Editoria” e “Pensiamoci su”.

Lamezia Terme, 3 aprile 2012

Giacomo Panizza

Indice "Editoria"


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