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Un libro da leggere  LA SOCIETÁ DELL'AIDS  Mariateresa Costanzo

 

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Dal 6 giugno è in libreria "La Società dell'AIDS. La verità su politici, medici, volontari e multinazionali durante l'emergenza" (Baldini & Castoldi, 38 mila lire) scritto da Vittorio Agnoletto, medico e presidente della Lega Italiana per la lotta contro l'AlDS.
Il libro è un atto di denuncia contro le case farmaceutiche e il mondo della ricerca che ha fatto di una malattia il proprio business. In particolare è lanciato un grido d'orrore per i bambini africani usati come topi da laboratorio per sperimentare i farmaci anti-Aids che poi saranno venduti a carissimo prezzo nel Civile Occidente e che ovviamente saranno inaccessibili per le cavie umane che vivono nei Paesi del Sud del Mondo.
Nessuno da quelle parti potrà permettersi mai di far fronte ad un solo anno di terapia che costa 25 milioni di lire. Ancora una volta trattati come carne da macello. L'Africa come terra di sperimentazione e pozzo di ricchezza per ricercatori e case farmaceutiche senza scrupoli: una volta testato il prodotto, infatti, non è più somministrato a chi e a quanti hanno permesso di provarlo sulla loro pelle.
Nelle aree in via di sviluppo vive il novanta per cento dei milleseicento bambini che nascono infettati dall'Hiv e destinati a morire nonostante i farmaci siano stati sperimentati proprio su di loro e sulle loro mamme.
Uno studio condotto nel 1994 ha dimostrato che somministrando Azt a madri sieropositive che non allattavano, si riusciva a ridurre il rischio di trasmissione del virus Hiv. Negli Usa e nella CEE al trattamento con Azt era aggiunto il taglio cesareo per cui la percentuale si riduceva ulteriormente arrivando al due per cento circa.
Nei paesi in via di sviluppo non essendo possibile fornire Azt né praticare tagli cesarei, il trenta per cento dei bambini nasce già infettato dal virus. Sempre soltanto a livello di sperimentazione l'Azt fu somministrato a centottanta donne africane incinte e sieropositive. Il virus Hiv risultò essere presente soltanto nel sangue dell'otto per cento dei bambini nati da quelle madri. Furono però poi allattati al seno per la mancanza del latte artificiale per cui il quaranta per cento dei bambini nati sani s'infettò attraverso il latte materno.
Le Autorità locali hanno cercato di porre freno a questa sporca e inumana speculazione ma hanno ottenuto alcunché la grottesca risposta che almeno coloro che hanno usufruito di tali farmaci, hanno guadagnato qualche settimana di vita in più.
Le Nazioni Unite hanno fatto un appello alle più grandi case farmaceutiche che si sono impegnate a fornire ai paesi poveri questi farmaci a prezzi dimezzati ma Agnoletto afferma che "Si tratta di un mero accordo d'intenti. Non è stato chiarito né quante dosi saranno fornite né in che tempi saranno rese disponibili".
In questo vergognoso quadro qualcosa si muove in senso inverso e questo qualcosa ha il nome di "E-Cab", la "European Community Advisory Board" che è - spiega Agnoletto - " un comitato etico europeo che riunisce rappresentanti delle comunità di sieropositivi e persone interessate alla tutela dei diritti dei malati di Hiv appartenenti ad associazioni di lotta all'Aids. Si danno appuntamento ogni mese a Francoforte per confrontarsi con le aziende farmaceutiche e rivedere materiale scientifico e protocolli di sperimentazione, per discutere su quali problemi di natura clinica, di strategia terapetitica e diagnostica è necessario porre l'attenzione, rivedere i moduli di consenso informato che le persone coinvolte devono sottoscrivere affinché non siano usate come cavie inconsapevoli.

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