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aids e prostituzione

Vittorio Agnoletto
Presidente LILA Nazionale

Delle prostitute se ne parla poco e male, e quasi sempre nella pagina di cronaca. Non sappiamo veramente quasi niente delle loro idee, raramente sentiamo la loro voce. Nel 1998 hanno deciso di farsi sentire parlando di AIDS ("L'occasione maledetta" come direbbe Pia Covre del Comitato per i diritti civili delle prostitute di Pordenone). L'obiettivo era certo molto ambizioso: realizzare la prima campagna pubblicitaria in Italia incentrata sulla prostituzione dal punto di vista delle prostitute, per spezzare così un circolo vizioso che aumenta il rischio di diffusione del virus HIV e che coinvolge fattori diversi. Era necessario che un progetto comunicativo di questo tipo fosse d'impatto, completo e articolato, per poter parlare a diversi destinatari nelle modalità opportune: i clienti, le prostitute stesse, l'opinione pubblica. Il Comitato per i diritti civili delle prostitute e Bates Italia svilupparono una strategia comunicativa che prevedeva tre momenti distinti, con tre differenti messaggi legati dalla frase "Preservativo. Un tuo dovere, un nostro diritto".
• La prima fase (partita simbolicamente l'8 marzo) era di introduzione e sensibilizzazione sulla stampa quotidiana e periodica. Un primo annuncio: "Quanto?" affrontava il cuore del problema, coinvolgendo i clienti delle prostitute e inducendoli a riflettere prima di fare un'altra volta la medesima domanda, soprattutto se era una richiesta per un rapporto non protetto dall'uso del preservativo.
L'annuncio voleva raggiungere anche le prostitute, per indurle a riflettere sui rischi connessi con pratiche sessuali non sicure.
• Nella seconda fase era prevista l'affissione su strada. La ragazza che compare improvvisamente, sfocata, come illuminata dai fari dice: "Faccio tutto, niente senza!". Pane al pane. Il messaggio, anche in questo caso, non voleva raggiungere solo i clienti, ma divenire parola d'ordine veicolata fra le prostitute.

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• Il terzo messaggio serviva per confermare i primi due, ed era esplicitamente progettato per i clienti: "Tutti i clienti senza preservativo ce l'hanno piccolo". La foto illustra un cervello umano che gioca con ironia sull'amor proprio maschile, ma anche sul senso di responsabilità nell'esercizio della propria sessualità, per la propria e l'altrui sicurezza.
• Più recentemente è stato sviluppato un quarto messaggio, con la foto di un preservativo ingrandito: "Aggiungi qualcosa al nostro rapporto!" stampato su confezioni di preservativi distribuiti dalle unità mobili attive nel network Europap/Tampep. La necessità di includere i clienti nelle strategie di prevenzione dell'AIDS rivolte al mondo della prostituzione emerge dal rischio connesso alle frequenti richieste di rapporti sessuali non protetti avanzate dal 43% circa dei clienti, i quali arrivano a triplicare la tariffa pur di essere accontentati (dati: Progetto d'informazione AIDS rivolto alle persone prostitute immigrate, realizzato dalla LILA e dal Comitato per i diritti civili delle prostitute finanziato dall'Istituto Superiore di Sanità).
La lista delle amministrazioni cittadine che hanno ricevuto il materiale accompagnato dalla lettera allegata che presentava gli obiettivi della campagna è lunga:
Roma - Napoli -Firenze - Brescia - Lecce - Piacenza - Ancona - Trieste - Forlì - Genova - Viareggio - Pescara - Cagliari - Pesaro - Bari - Ravenna - Peragia - Ivrea - Milano - Palermo - Catania - Livorno - Reggio Emilia - Udine - Parma - Bologna.
La maggioranza delle amministrazioni contattate ha risposto negativamente alla richiesta.

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