1)
La Legge 231 del 12 luglio 1999 ("Modifiche al codice di
procedura penale") sostanzialmente indica che per quei
soggetti affetti da aids, da malattie particolarmente gravi
o gravi deficienze immunitarie, non può essere disposta
né mantenuta la custodia cautelare in carcere e in alcuni
casi il giudice può disporre la misura degli arresti
domiciliari presso un luogo di cura o di assistenza o di accoglienza.
Qual è attualmente la situazione nel carcere presso cui
lavora?
Casa
Circondariale di Palmi (RC): Per
quanto il fenomeno dell'hiv negli istituti penitenziari
italiani sia abbastanza diffuso, nel nostro acquista dimensioni
pressoché marginali: attualmente vi è presente
un solo detenuto affetto da hiv, ancora non in terapia, che
è seguito in day hospital presso l'ospedale di Reggio
Calabria. Sono sempre valutate le possibilità previste
dalla Legge 231 del 12 luglio 1999, caso per caso.
Casa
Circondariale di Paola (CS): Attualmente
presso questo carcere vi è un solo detenuto positivo
al virus hiv, le cui condizioni sono, al momento, buone. Viene
regolarmente seguito dallo staff medico e dall'infettivologo
ed assume specifica terapia farmacologia. Non vi sono stati
casi, anche nel recente passato, di soggetti sieropositivi all'hiv
la cui patologia ha raggiunto livelli di gravità tali
da rendere necessaria la scarcerazione. Giova comunque rilevare
che il numero esatto dei soggetti con tali problematiche sfugge
ad una definizione numerica esatta, in quanto la sottoposizione
al test di controllo, al momento dell'ingresso in istituto,
non è obbligatoria, ma necessita dell'approvazione
del soggetto interessato.
2)
Qual è, a grandi linee, il ruolo dell'educatore
all'interno di un istituto carcerario? Sono previsti, nel
carcere presso cui lavora, laboratori educativi specifici o
momenti di formazione legati a tematiche che investono la salute
e la qualità della vita di chi è costretto a trascorrere
la maggior parte del proprio tempo all'interno di una cella?
Casa
Circondariale di Palmi (RC): Considerato che è impossibile
delineare il ruolo dell'educatore nelle sue varie articolazioni
operative in poche righe, esso consiste sostanzialmente, nel
predisporre una serie di attività socio-culturali articolate,
che favoriscano il reinserimento del detenuto nel tessuto sociale.
Gli unici laboratori educativi sono le aule scolastiche ed ogni
altra attività culturale e artistica, oltre a quelle
sportive.
Casa
Circondariale di Paola (CS): Il ruolo dell'educatore
all'interno di un istituto penitenziario è piuttosto
variegato; egli, fondamentalmente, coordina e promuove le attività
culturali, ricreative e sportive che vengono svolte all'interno
della struttura a favore di tutta la popolazione detenuta (corsi
scolastici e formativi, laboratori teatrali, tornei
di calcio, ecc.); cura inoltre tutta la procedura della cosiddetta
"osservazione scientifica della personalità",
indirizzata ai detenuti con condanna definitiva e che quindi
sono nelle condizioni di richiedere i benefici di legge e le
misure alternative (permessi premio, semilibertà, affidamento
in prova al S.S., ecc.).
L'osservazione
del detenuto e la relazione di sintesi finale costituiscono
un documento importante per permettere ai Tribunali ed agli
Uffici di Sorveglianza di valutare il soggetto e decidere se
è meritevole o meno dei benefici eventualmente richiesti.
3)
Sono previsti corsi formativi che trattano delle tematiche dell'Aids,
della prevenzione del virus e dell'interazione fra vita
carceraria e sieropositività?
Casa
Circondariale di Palmi (RC): Non sono previsti corsi formativi
che trattano tematiche di aids; presso la popolazione detenuta
sono stati distribuiti opuscoli contenenti importanti notizie
per la conoscenza e la prevenzione della patologia.
Casa
Circondariale di Paola (CS): Al momento non sono previsti
specifici momenti di formazione legati a tematiche che investono
la salute e la qualità della vita dei reclusi; pur tuttavia
esiste, nell'ambito di ogni istituto penitenziario, un'Area
Sanitaria, i cui operatori direttamente o indirettamente svolgono
giornalmente un ruolo informativo importante nei confronti di
tutti i detenuti.
4)
I detenuti sieropositivi o malati di Aids sono consapevoli dell'esistenza
di tutta una serie di elementari regole di igiene e cura personale
(non scambiarsi rasoi, spazzolini, ecc.) capaci di evitare il
contagio, così come delle più generali precauzioni
relative ai rapporti sessuali protetti e all'uso di siringhe
sterili monouso per iniettarsi qualsiasi sostanza?
Casa
Circondariale di Palmi (RC): I detenuti sieropositivi
sono consapevoli di tutte le misure igieniche precauzionali
da adottare per evitare il contagio.
Casa
Circondariale di Paola (CS): In merito al particolare problema
delle malattie infettive, vi è stata da parte del Dipartimento,
una indicazione precisa circa la necessità di migliorare
le metodologie operative di counselling, quale viene effettuato
nell'ambito della c.d. "visita di primo ingresso"
al soggetto neo-recluso. Gli operatori, soprattutto quelli dell'Area
Sanitaria, saranno chiamati a svolgere un migliore e più
accurato approccio con il "nuovo giunto" finalizzato
a fornire maggiori informazioni sul piano sanitario ed ottenere,
auspicabilmente, una superiore adesione agli screening proposti.
