Motivazioni
L’inchiesta sociale mira a conoscere e far conoscere, a conoscere per intervenire adeguatamente, a conoscere insieme coinvolgendo e valorizzando gli investigatori e gli investigati.
Un passo in questa direzione è certamente quello dell’apprendimento all’inchiesta, che dovrebbe interessare ogni tipo di operatore e non solo i giornalisti, i sociologi, i “comunicatori”.
Molti operatori avvertono la necessità di una formazione specifica in questo settore, che può venire soltanto da un confronto con le scuole e le esperienze più significative attuate in questo campo, ripercorrendo la storia dell’inchiesta sociale e le sue differenziazioni e i suoi problemi, ma anche i problemi specifici attinenti a un tipo di inchiesta attuato con mezzi, tecniche, linguaggi che non riguardano la sociologia di stampo universitario (o quella che si ferma alla conoscenza dei dati e non ne cerca le possibili incidenze concrete sulle pratiche sociali e le scelte politiche) né il cosiddetto “giornalismo d’inchiesta”, peraltro così povero in questi anni di esperienze significative, almeno in Italia, ma anche quel giornalismo d’inchiesta di marca cinematografica e televisiva e quello, meno frequentato ma altrettanto interessante, dell’inchiesta radiofonica.
Spesso si presume di conoscere l’Italia e i suoi problemi, ma ci si riferisce di solito a:
1) quello che ne dicono i media, soprattutto i giornali quotidiani e i loro “guru”, che sovente sentenziano a partire da conoscenze che vengono loro dalla lettura di altri giornali e semmai di libri o di relazioni di agenzie, ufficiali e non, destinate alla ricerca sul tipo dell’Istat o del Censis;
2) le loro impressioni personali, basate su un’esperienza umana diretta che è ristretta a pochissimi e ben definiti ambienti sociali e culturali;
3) gli interessi di parte, della parte cui essi appartengono - di gruppo sociale di appartenenza, corporazione o partito o associazione o professione o anche zona geografica.
Le generalizzazioni sono d’obbligo, e si tende a dilatare il particolare di diretta esperienza filosofeggiandoci su, senza bisogno di verifiche.
Ora, è evidente che non si può intervenire efficacemente, con qualsiasi tipo di progetto, in una realtà definita se non la si conosce bene, e, ovviamente, se non si tengono presenti le ragioni delle parti in campo, le possibilità dell’ambiente, le energie ridestabili, gli interessi collettivi e (anche quelli che vanno contro il senso comune e i bisogni immediati delle singole parti di una comunità) e quelli delle parti più trascurate e prive di voce, più deboli in fatto di rappresentazione pubblica.
Noi crediamo nelle potenzialità ancora inespresse, o deviate appunto da interessi di parte e da bisogni di sopravvivenza, delle figure comunemente indicate come “operatori sociali” o “operatori culturali”, in un tempo in cui la figura del “volontario”, a ben vedere così esigente e rara, si è diffusa e dilatata al punto di diventare uno dei cardini di un sistema destinato a sostituire il welfare creando contraddizioni nuove e una figura professionale indefinita ed enormemente diversificata, che copre troppi bisogni e i più disparati.
All’interno di queste figure che abbiamo genericamente chiamato “operatori sociali e culturali”, si pone il problema di una formazione che vada oltre le singole collocazioni e i singoli compiti, che si muova all’interno di precise conoscenze e di compiti definiti, ma che abbia anche alle spalle una solidità che può venire soltanto da una chiarezza sulle finalità etiche e civili del proprio intervento e dalla conoscenza non mistificata dell’ambiente in sui si opera e delle sue contraddizioni reali.
Obiettivi
Gli obiettivi che si prefiggono con questo primo corso di formazione all’inchiesta (sociologica, giornalistica, cinematografica, radiofonica) sono in definitiva quelli di:
Aiutare gli operatori a comprendere il funzionamento dell’ambiente sociale in cui sono chiamati a operare o sceglieranno di operare, nelle sue componenti economiche, antropologiche e culturali;
Sviluppare competenze ed abilità nel campo della ricerca sociale finalizzata alla conoscenza dei contesti sociali nei quali si potrà intervenire come operatori culturali (anche all’interno delle istituzioni) oppure a sostegno dell’intervento sociale attivato da altri soggett.
L’accento è posto su quelli tra loro che già operano in ambienti definiti e che avvertono il bisogno di conoscere meglio questo ambiente al fine del miglioramento delle sue condizioni sociali complessive e della sua cultura (intesa come conoscenza e capacità dei suoi membri dei più vasti problemi cui quelli di detto ambiente necessariamente si collegano).
Altresì l’accento viene posto su quegli operatori culturali che intendono porre il loro lavoro a diretto contatto con quello degli operatori sociali, in aiuto a quello, o nell’autonomia che deriva, in molte situazioni, da interventi che sono soprattutto culturali, o essenzialmente culturali, la cui importanza può spesso essere pari o superiore a quella dell’intervento immediatamente sociale.
Destinatari
Il corso è rivolto a partecipanti giovani, già attivi come operatori sociali e culturali, segnalati da gruppi e associazioni per i loro interessi verso l’inchiesta e per più generali interessi sociali e culturali, anche in base ai vantaggi che detti gruppi o associazioni potrebbero avere dalla presenza al loro interno di operatori formati all’inchiesta. Come gruppi e associazioni si intendono non solo associazioni di terzo settore e di volontariato, ma anche centri sociali, radio libere, riviste cartacee o on-line, giornali locali e settoriali, scuole, eccetera. Verranno presi in considerazione soprattutto giovani che operano nelle regioni meridionali o ne provengono.
Si prevede un massimo di 20 partecipanti.
Modalità di intervento
Il corso si svolgerà in tre fasi.
Prima fase
Un modulo strettamente residenziale di cinque giornate in cui si ascolteranno esperti nel campo dell’inchiesta sociologica, dell’inchiesta giornalistica, dell’inchiesta e del documentario sociale cinematografico e televisivo, dell’inchiesta radiofonica. Si rifaranno le tappe della storia dell’inchiesta per capire meglio impostazioni e metodi (dalla Scuola di Chicago alla sociologia agraria meridionale del dopoguerra, dalle esperienze del rapporto tra intellettuali e inchiesta sociale e tra operatori e inchiesta sociale alle teorie dell’inchiesta partecipata e della con-ricerca, dalle riflessioni teoriche sull’inchiesta dei grandi sociologi del novecento alle critiche che altri ha portato sul loro lavoro, dai grandi esempi del cinema d’inchiesta, antropologico, di denuncia, al lavoro televisivo di trasmissioni specifiche e a quello radiofonico di radio private e pubbliche, eccetera) e si definiranno i caratteri dell’inchiesta legata all’intervento sociale e culturale.
Seconda fase
Un modulo incentrato su attività pratiche, di un mese circa, in cui i singoli partecipanti procederanno, secondo le loro scelte di metodi e tecniche e in ambienti e su campi che avranno definito in accordo con i loro tutor, a fare inchieste specifiche, da soli o in collegamento con altri membri del gruppo.
Terza fase
Un nuovo modulo residenziale di cinque giorni in cui si discuteranno i lavori compiuti e si analizzeranno le loro possibili utilizzazioni sociali.
Promotori
La responsabilità scientifica del corso è assunta da tre enti gestori di attività culturali e sociali, i quali promuovano ed editano riviste e testi specializzati nelle tematiche di ricerca e dell’intervento socioculturale.
Queste organizzazioni sono: Alogon, rivista trimestrale dell’Associazione Comunità Progetto Sud – Onlus; Lo straniero, rivista mensile di arte, cultura, scienza e società, particolarmente interessata ai tempi dell’intervento sociale; e L’ancora del Mediterraneo, casa editrice con sede a Napoli che si è data tra i suoi fini quello del potenziamento della cultura meridionale contemporanea e della miglior conoscenza del Sud, e ha prestato molta attenzione alle esperienze culturali e sociali determinanti nella recente storia sociale italiana (opere di Manlio Rossi-Doria, Capitini, Angela Zucconi, Giulio Marcon eccetera; inchieste e saggi sul Sud; eccetera).
La responsabilità amministrativa, di concerto tra gli enti proponenti, verrà posta in carico alla Associazione Comunità progetto Sud – Onlus con sede legale in via Conforti, snc, in Lamezia Terme (CZ).
Comitato Scientifico
Il Comitato Scientifico è composto da Goffredo Fofi, Marina Galati, Giacomo Panizza, Stefano Laffi, Silvia Da Pra, Maurizio Braucci, Vittorio Giacopini, Alessandro Leogrande, Paola Splendore, Stefano De Matteis.
Luogo e tempi
I moduli residenziali si terranno presso una struttura turistica idonea situata nella Provincia di Cosenza.
Il primo modulo si terrà dal 12 al 18 giugno 2006.
Lamezia Terme, 25 aprile 2006