comunità progetto sud


Chi siamo

Territorio

Disabilità

Dipendenze

Aids

Economia sociale

Tutela dei diritti

Formazione

Editoria

Alogon

Appuntamenti

 


Appunti per la Conferenza Stampa  Difendiamo il diritto alla salute e alla vita delle persone con disabilità

 

foto


Tra i problemi sociali più gravi di questo territorio e dell'intera Calabria vi è la tutela delle persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di tutti, in particolare delle Istituzioni.
(Benedetto XVI, Lamezia Terme, 9 ottobre 2011)

Denunciamo l’assurda e dannosa interruzione delle terapie, recentemente determinata dall’ASP di Catanzaro nei confronti di persone con disabilità che ne hanno estremo bisogno e soprattutto diritto inalienabile.

Cosa accade?
Che l’ASP di Catanzaro stabilisce di tagliare un congruo numero di terapie ai disabili che frequentano la Comunità Progetto Sud, tramite un contratto firmato il 3 agosto 2011 e che pretende di far valere non da quel giorno ma da otto mesi prima, dal primo dell’anno. Questo ritardo, dovuto esclusivamente all’ASP, al di là del merito, non consente al nostro Centro di riabilitazione di riprogrammare gli interventi, poiché l’ASP stessa insiste a tagliare il tutto nei pochi mesi restanti.

La bugia.
Il Direttore Generale Gerardo Mancuso, si spiega inviandomi una missiva il 24 novembre 2011, due giorni fa, in cui scrive che alle persone con disabilità oltre i 18 anni a cui toglie comunque la terapia ci penserà “in via diretta l’Azienda con i propri servizi, eventualmente per il tramite del servizio di assistenza domiciliare, ove possibile”. Noi, Comitato degli utenti e Comunità Progetto Sud, vogliamo smascherare il castello di fandonie di chi sconsideratamente arreca danno a persone già indebolite a causa di malattie e disabilità.
Per capire cosa significhi togliere per quasi due mesi le terapie a persone con alcune patologie mediche e psicologiche basti ascoltare i racconti dei genitori o qualsiasi spiegazione offerta da personale medico competente.

Se l’ASP avesse
questo personale disponibile per le terapie, perché non cura gli ammalati che ne hanno bisogno? Come mai l’ASP ha una lista d’attesa di persone con disabilità, anche gravissime, che non ricevono terapie? E come mai abbiamo una lista d’attesa di 110 persone anche alla Comunità Progetto Sud, che non possiamo risolvere? Perché non è stata fatta terapia a chi ne aveva già bisogno e già diritto? Sono disabili di Serie B? Oppure, per fare terapia a chi intende protestare, il Direttore Generarle taglierà le prestazioni a chi sta buono e calmo, pur avendone bisogno? I “nostri” non parteciperanno a questa ingiustizia.

Insomma: noi oggi contestiamo lo sbaglio disumano, indegno di essere denominato scelta ragionevole o scientifica o politica o economica di un apparato che si chiama “sanità”. Perciò, in questo incontro, tratteremo delle purtroppo prevedibili dannose conseguenze ricadenti su minori e adulti con disabilità gravi e gravissime, quali le persone con autismo, distrofia muscolare, sclerosi multipla, e altro. Diremo anche di altre conseguenze quali le sofferenze e le spese ricadenti sui loro familiari.
E diremo anche le nostre proposte: di non tagliare le terapie (che nei numeri del Piano di Rientro sono infatti consentite), ma di potenziare tutti i servizi territoriali, di ampliarli e farli funzionare al meglio.

Noi non facciamo parte della Calabria rassegnata. Ci siamo organizzati “dal basso”, siamo in maggioranza donne e uomini bisognosi che aiutano altri bisognosi, uniti per difendere due diritti fondamentali in pericolo per tutti: il diritto alla salute delle persone con disabilità, e il diritto al lavoro di chi si prende cura di loro. Ma questa ASP di Catanzaro sottrae ulteriori diritti, specie ai nostri familiari.

In questi frangenti, dove sono le Istituzioni, la politica e i burocrati pagati per far funzionare la sanità? Perché dobbiamo scoprire da noi che ci sono i fondi per la riabilitazione? Siamo al punto di dover vedere che quegli stessi che prima hanno rovinato la sanità calabrese, adesso vogliono imporci di fidarsi di loro come degli unici capaci di salvarla.

Noi chiediamo la riabilitazione funzionale e sociale, quella che ci segue anche fuori dal Centro di riabilitazione, che collabora coi nostri familiari, con la nostra scuola, col nostro territorio.
Noi chiediamo a coloro che abitano i palazzi delle Pubbliche amministrazioni di smettere di continuare a comportarsi senza scrupoli, cercando pure di mettere in guerra i disabili gli uni contro gli altri!

A quando le terapie, che per molti di noi sono cure sanitarie?
Più aumentano i numeri nella lista d’attesa dei Centri di riabilitazione pubblici e privati più si moltiplicano gli handicap, le sofferenze, le spese. Togliendoci la terapia – dicono le persone con disabilità - noi scompariamo, nei ricoveri o nella tomba.
Molte persone gravi, sono mal-trattate nel senso di non-trattate dall’ASP di Catanzaro: tra le quali vi sono ammalati di sclerosi multipla, autistici, distrofici, adulti in attesa dell’Assistenza domiciliare integrata (ADI) e in particolare delle malattie degenerative che insorgono nella terza e quarta età.

E accade anche altro, tra cui le piccinerie
: come la banalità con cui il Direttore Generale ci chiede le fotocopie di documenti che egli stesso possiede in originale perché prodotti dall’ASP o già da noi inviati a loro.
E accanimento: il Direttore Generale vuol far rivisitare le persone con disabilità già visitate chi un mese e chi due mesi fa, o comunque rientranti nel periodo del programma riabilitativo, che interrompe. Nel fax inviato proprio ieri pomeriggio ci rassicura che, dopo la rivalutazione che verrà effettuata nei prossimi giorni di ogni singolo utente, potremo ricominciare a far terapia, ma solo ai bambini/ragazzi fino ai 18 anni, dal 1° dicembre. E intanto passa il tempo …

Insomma, siamo qui a interessarci della salute delle persone con disabilità, perché l’ASP di Catanzaro non se ne interessa affatto, e li lascia ammalare, ricoverare, emarginare, morire.

Al termine di questa conferenza, noi organizzeremo una manifestazione di protesta pacifica, nonviolenta, da attuare nei prossimi giorni, contro coloro che sono deputati a fare ma non fanno. Noi accusiamo l’ASP di Catanzaro e certi politici sopra di essa di inefficienza e incapacità: loro hanno bisogno di Riabilitazione! O di Abilitazione a fare meglio e nel giusto il loro dovere.
Noi siamo stati costretti a difenderci per tutelare la salute di tutti e in particolare dei più deboli, persone che l’ASP intende costringere nell’invisibilità. Col nostro impegno intendiamo portare a casa più salute ma anche più giustizia e democrazia sociale.

Per la Comunità Progetto Sud
Don Giacomo Panizza

Lamezia Terme 25 novembre 2011



foto
foto

Homepage


Valid XHTML 1.0 Transitional
CSS Valido!