Esprimo viva solidarietà al coraggio dell’imprenditore Luigi Taiani, nuovamente danneggiato dalla criminalità organizzata. Un danno che entra anche nell’anima, sconquassa i pensieri e stravolge l’esistenza. Perché un imprenditore dovrebbe avventurarsi verso un futuro pericoloso e incerto, avendo dimostrato capacità di produrre beni e occupazione per sé e per gli altri?
La malavita ha incendiato un’area del capannone “Silanpepe”, ma il danno non si ferma lì: il fuoco che ha rovinato macchinari e materie prime e prodotti, che ha fatto saltare le consegne contrattate e la continuità di un’azienda avviata, ha minato la certezza di buste paga, il diritto al lavoro, la speranza nel futuro di tanta gente.
Insomma: quel fuoco ha danneggiato la fabbrica ma anche i lavoratori e il territorio di Lamezia Terme, e perciò la fabbrica, i lavoratori e noi dovremmo alzare la testa e reagire, altrimenti – è solo questione di tempo - a tutti rimarrà solo di chiudere tutto. Altri imprenditori sono timorosi a localizzare gli investimenti nell’area ex Sir di Lamezia Terme. Perciò quell’area va protetta al meglio e il più presto possibile, prima che sia troppo tardi. Sono oltre cinque anni che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha concepito le azioni “di tutela dei siti e delle aree industriali” e di “contrasto dei delitti maggiormente aggressivi dell’attività imprenditoriale” al Sud (PON Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno), ma l’area ex Sir è rimasta esposta e vulnerabile, umiliata per la seconda volta.
Chi sarà il ragazzotto che ha versato il liquido infiammabile e dato fuoco a “Silanpepe”? Che dialogo avrà avuto con chi gli ha dato una manciata di euro per togliere il lavoro a otto lavoratori e sospingere altrettante famiglie sotto la soglia di povertà? Io prego per lui e per i giovani che svolgono questi compiti di manovalanza criminale affinché capiscano che è ora di fermarsi; comprendano che lo sbaglio più grande della loro vita è quello di obbedire ai loro capi. Spero che ascoltino l’intelligenza del loro cuore prima che sia troppo tardi. Anche per loro.